venerdì 23 settembre 2016

☀ TOP 5 BOOKS I READ THIS SUMMER ☀

BUONGIORNO A TUTTI :3
L’estate è ormai giunta al termine (CAN YOU HEAR ME SCREAMING!? YEEEEEY!!!) e io sono qui per parlarvi delle cinque migliori letture che ho svolto durante questi tre mesi.
… Sì, okay, iniziamo; non mi viene null’altro da aggiungere.


Nello scrivere questo post, mi sono resa conto che non ho letto tantissimi libri… ma non è questo il problema. Il problema è che è stato difficilissimo individuare cinque libri che mi sono piaciuti sopra-ogni-cosa perché, da una parte, ho letto libri di autori che già conoscevo e quindi sapevo cosa aspettarmi, e, dall’altra, nei confronti dei nuovi libri e dei nuovi autori, non è scattata una scintilla particolare. Ce ne sono stati di belli, di interessanti, che mi hanno fatto riflettere, ma solo I’ll Give You The Sun mi ha fatto esclamare “ohdeidellolimpo questo libro è fantastico dovete assolutamente leggerlo tutti è wow”. Per arrivare a cinque, ho inserito nella lista una graphic novel bella-bellissima che ho letto all’incirca due settimane fa.

top 5 summer books

IL BACO DA SETA di Robert Galbraith
★ ★ ★ ★ ☆
CORMORAN STRYKE: THE CUCKOO’S CALLING (Il Richiamo del Cuculo) | THE SILKWORM (Il Baco da Seta) | CAREER OF EVIL (La Via del Male)
Mi è piaciuto perché:
  • Sono riuscita a individuare quasi subito il colpevole ne Il Richiamo del Cuculo; per Il Baco da Seta è stato più difficile e per questo mi sono sentita più coinvolta nelle indagini;
  • La storia mi è piaciuta di più. Ho trovato più interessante seguire le vicende legate a questo protagonista, uno scrittore dalla personalità molto particolare, piuttosto che quelle della precedente, una bellissima modella;
  • Amo sempre di più Cormoran e Robin, sono adorabili e amabili e ben caratterizzati, e ogni libro della serie che leggo mi fa desiderare di avere subito il seguo a disposizione per continuare a leggere di loro;
  • L’attenzione di J.K. Rowling per i dettagli, le descrizioni, le caratterizzazioni è sempre presente; si viaggia a livelli altissimi. Sono questi gli elementi che l’hanno resa una bravissima e grandissima scrittrice, e che me la fanno adorare.

HALF LOST di Sally Green
★ ★ ★ ★ 
THE HALF BAD TRILOGY: HALF BAD (Half Bad) | HALF WILD (Half Wild) | HALF LOST (Half Lost)
Mi è piaciuto perché:

  • La serie di Sally Green continua ad essere una storia di magia atipica, che mette in discussione i concetti di Bene e Male, e che mi ha fatto stare dalla parte di Voldemort;
  • Nei due libri precedenti, Nathan ha dovuto affrontare i sentimenti più oscuri e cattivi dell’animo umano; ha dovuto fare i conti con le sue origini, la sua famiglia e se stesso. Qui ci viene presentato un Nathan distrutto e con l'anima a pezzi. Mi ha fatto tanta tenerezza;
  • Nonostante riconosca che ci sono delle parti ridondanti che fanno perdere la curiosità e altre trattate con molta superficialità, secondo me, la storia di Nathan vale la pena di essere letta perché è inquadrata da un punto di vista diverso e scritta con uno stile incalzante.

L’INCONFONDIBILE TRISTEZZA DELLA TORTA AL LIMONE di Aimee Bender
★ ★ ★ ★ ½

Mi è piaciuto perché:
  • Cercavo un libro di genere magic realism da leggere e mi è stato *caldamente* consigliato questo titolo. Volevo capire se questo genere poteva davvero fare al caso mio o era solamente una mia fissazione, ma questo libro ha confermato la mia teoria;
  • È un libro che porta a riflettere su determinate tematiche attraverso metafore studiate con molta intelligenza, anche se in modo non troppo immediato;
  • Lo stile di scrittura di Aimee Bender: ricco e dettagliato. È come se riuscissimo a percepire attraverso i nostri sensi l’ambientazione della storia;
  • Rose, la protagonista. È una narratrice interessante da seguire e la sua voce è sempre coinvolgente.

I’LL GIVE YOU THE SUN di Jandi Nelson
★ ★ ★ ★ ★

Mi è piaciuto perché:
  • È perfetto;
  • Scherzi a parte, ho espresso tutto il mio amore come meglio potevo nella recensione. Potete leggerla QUI.

BELLEZZA di Kerascöet & Hubert
★ ★ ★ ★ ★

Mi è piaciuto perché:
  • È una storia che si svela pian piano: all’inizio potrebbe sembrare che la protagonista sia solo una ragazzina vuota e superficiale, ma si arriva ad un punto in cui si prende atto della sua presa di coscienza e crescita in modo semplice e naturale;
  • Le tavolo sono eleganti, fini e delicate, tutto in bianco, nero e oro;
  • È un racconto fantasy e di fate, con risvolti interessanti;
  • È una storia cruda e cattiva, a tratti mi è sembrato di leggere/vedere Game of Thrones (Martin, where are you?!);
  • Dovrebbero leggerlo molte, mooolte persone perché “era vestita in modo provocante” o “era consenziente”, ad esempio, PROPRIO NO, LEVATEVELO DALLA TESTA.

Queste sono le cinque storie che più mi hanno colpito e che quindi vi consiglio.
Io sono sempre alla ricerca di nuovi titoli interessanti e che non conosco quindi, se volete consigliarmi qualche libro, ne sarei immensamente felice! Vi lascio questo post per poterlo fare: CLICK! Grazie. :3
Fatemi sapere quali libri vi hanno colpito nell’ultimo periodo e/o se avete letto uno dei titoli di cui vi ho parlato. *HUG*

martedì 20 settembre 2016

RECENSIONE: Il Miniaturista di Jessie Burton

CIAO A TUTTI!
Oggi ho programmato per voi la recensione de Il Miniaturista di Jessie Burton, romanzo d'esordio di questa scrittrice. È un libro che desideravo leggere da tanto tempo e sono contenta di essere riuscita finalmente a farlo, e si è rivelato anche una lettura-scoperta interessante. Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate, o se volete farlo e cosa vi ispira di più di questo libro.


Il Miniaturista
The Miniaturist di Jessie Burton

Bompiani  26 Febbraio 2015  439 pagine  18,00 €  ITA
In un giorno d'autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma - bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell'illustre mercante Johannes Brandt. Ma l'accoglienza è tutt'altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell'insegnamento della mamma ("Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio"), lui la respinge. L'unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l'invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d'animo e si rivolge all'unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s'incontrano tra i canali di Amsterdam...

My rolling thought
Le cose possono cambiare.
Petronella Oortman ha diciotto anni quando bussa alla porta di casa di Johannes Brandt, un ricco mercante della Amsterdam del 1600 a cui è appena andata in sposa. La famiglia di Nella vive in una situazione economica pessima a seguito della morte del padre, che li ha lasciati con molti debiti, e Johannes è arrivato a quarant’anni senza mai prendere moglie, pertanto questa unione è proficua per entrambe le parti. Nella quindi lascia la sua casa, la sua famiglia e la sua piccola cittadina, per trasferirsi nella sua nuova casa di Amsterdam insieme a suo marito. Appena arrivata però non trova Johannes ad aspettarla, ma la sorella di lui, Marin, una donna che non si è mai sposata e che quindi vive con il fratello, e Cornelia e Otto, i due domestici. Nella si trova immediatamente in una situazione a lei estranea e in un ruolo che non riesce bene a definire: non si sente una padrona di casa perché c’é Marin che manda avanti tutto, e i due domestici vivono in una libertà tale che le parlano e la trattano come un’amica. Una volta tornato Johannes, Petronella inizia a vivere in uno stato di costante ansia perché il marito sembra non volersi avvicinare a lei né di giorno né di notte. Un giorno però Johannes si presenta a casa con un regalo per lei: un mobiletto di tartaruga che è una fedelissima riproduzione della loro casa. Marin è arrabbiata perché è un mobiletto molto costoso e Petronella si sente umiliata perché è un regalo adatto ad una bambina e non ad una padrona di casa, ma comunque decide di iniziare ad arredarlo contattando un miniaturista che realizza i pezzi da lei commissionati, ma che ne manderà anche altri non richiesti.
La prima cosa che mi viene da dirvi riguardo Il Miniaturista è questa: Non so se è stato un mio problema con il libro ma, nonostante mi stesse piacendo (e alla fine mi è piaciuto), mi sono ritrovata a leggerlo a piccole dosi e non è assolutamente da me perché, quando mi rendo conto di starci mettendo troppo tempo nel leggere un libro, significa che non mi sta piacendo. Probabilmente è successo perché la trama è gestita in modo che ci siano dei periodi tranquilli, quasi soporiferi, alternati a momenti più intensi e pregnanti per la storia; infatti, quando leggevo uno di questi pezzi, il mio entusiasmo aumentava e la mia attenzione si riaccendeva.
Fatta questa piccola introduzione, passo ad illustrarvi gli aspetti de Il Miniaturista che mi sono piaciuti e di ciò che invece non mi ha convinto e mi ha lasciato leggermente perplessa.
Il Miniaturista mi è piaciuto tanto per tre motivi: la storia, l’ambientazione e i personaggi.
Per quanto riguarda la storia, la parte che vi ho riassunto rappresenta solo le battute iniziali. Non vi parlerò del resto o delle tematiche che affronta perché io ho letto questo libro nella più completa ignoranza e non pensavo che il libro trattasse di ciò che, effettivamente, tratta. Tutto ciò di cui parla Jessie Burton mi ha colpito e mi è piaciuto, inoltre lei ha uno stile molto particolare, quasi da scrittrice navigata, e non sembra proprio che questo sia il suo romanzo d’esordio. È uno stile molto preciso e ricercato, e anche a livello di meccanismi narrativi si possono notare degli accorgimenti molto sottili che mi fanno seriamente dubitare che questo sia il suo primo lavoro!
Le vicende di Nella e dei residenti di casa Brandt si svolgono sullo sfondo di una Amsterdam seicentesca. Credo di non aver mai letto nulla ambientato in questa città e in questo periodo, ma durante la lettura ho appreso qualcosa e consolidato quello che già sapevo, quindi direi che Jessie Burton è stata accurata nella ricostruzione storica, includendo anche termini ed espressioni in olandese. La Amsterdam di questo secolo è un periodo dalle molte potenzialità di cui parlare: è una città fiorente, molto ricca e piena di mercanti, sempre in movimento. La Burton ne parla non solo come se fosse un’ambientazione, ma come un personaggio vero e proprio perché modella le vite dei personaggi stessi ed è proprio a causa di ciò che la città è, resa tale dai suoi abitanti, che i personaggi si trovano a vivere determinate situazioni.
I personaggi sono fantastici, e quando dico così mi riferisco al modo in cui sono stati costruiti e presentati al lettore - ma, comunque sono anche fantastici nel senso di interessanti da leggere e seguire per ciò che dicono, fanno, pensano. All’inizio del libro, tutti vengono presentati al lettore nelle loro caratteristiche principali, nelle qualità che li contrassegnano; sono chiari fin dall’inizio, riusciamo a farci un’idea precisissima di chi sono. Con lo svolgersi della trama, poi, si evolvono in maniera coerentissima. Tutti gli episodi che leggiamo e che mettono alla prova ogni singolo personaggio non sono messi lì a caso per far emergere quella loro determinata qualità, ma sono i personaggi che si adattano alle situazioni e sviluppano un nuovo lato del loro carattere che prima non avevano o pensavano di non avere. Questo punto si ricollega benissimo al momento poco più su in cui dico che, a parer mio, Jessie Burton potrebbe passare per una scrittrice navigata perché sono i piccoli accorgimenti di questo tipo che danno una sfumatura particolare, un valore aggiunto al libro, e il lettore se ne accorge, e difficilmente ho letto un romanzo d’esordio scritto con questa stessa attenzione. 
Dopo tutte queste lodi e opinioni più che positive, arrivo a parlarvi della parte più controversa della storia.
Da un certo punto del libro, e anche dopo averlo concluso, mi è rimasta addosso la sensazione che mi fosse sfuggito qualcosa che invece dovevo capire, che non avessi colto, ad esempio, un significato nascosto, simbolico, oltre le parole. Credo che tutto ciò sia legato alla figura del miniaturista, e il mio parere su questo personaggio è molto strano.
All’inizio ero molto curiosa di scoprire chi fosse il miniaturista, e a ogni singolo capitolo mi dicevo “adesso capisco chi sei” o “adesso salti fuori”, però no, alla fine è un mistero non misterioso.
Le vicende legate al miniaturista sono molto poche all’interno del libro, e alla fine il personaggio in sé del miniaturista non è molto interessante. Acquista spessore solo vedendolo alla luce di motore delle azioni, come strumento che alla fine fa uscire allo scoperto la vera identità dei personaggi in un periodo storico caratterizzato dal pregiudizio e dall’apparenza. In sé e per sé il personaggio del miniaturista, come è stato presentato e resa la sua storia, non mi ha convinto molto e da una parte si potrebbe considerare anche un personaggio superfluo nell’economia del romanzo ma, se lo si vede da un altro punto di vista, un certo senso alla fine ce l’ha, anche se non sono sicura che la mia interpretazione sia giusta.
Questo è il mio parere riguardo al romanzo d’esordio di Jessie Burton. Io ve lo consiglio perché, oltre tutti gli aspetti positivi che ho trovato e vi ho segnalato, ha un’atmosfera particolare e si conclude con una nota quasi malinconica, che di certo non mi aspettavo.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D