martedì 3 luglio 2012

RECENSIONE: Cercando Alaska di John Green


Titolo: Cercando Alaska
Titolo originale: Searching for Alaska
Autore: John Green
Data di uscita10 Novembre 2010
Editore: Rizzoli
Pagine: 299
Prezzo€ 14,00
La prima sbronza e il primo scherzo. Il primo amico e la prima ragazza. Le ultime parole. Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. E' qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e molto sexy, per Miles diventa un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice, e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perchè. E' stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?



My rolling thought

Miles Halter sa di non avere amici e le sue aspettative non vengono deluse quando, alla festa di addio per il suo trasferimento in collegio, si presentano solo due persone. I suoi genitori pensano che il suo trasferimento a Culver Creek dipenda dal fatto che Miles voglia seguire le orme paterne e farsi degli amici, ma il ragazzo è alla ricerca del suo Grande Forse, come disse sul letto di morte François Reblais: "Vado a cercare un Grande Forse." L'hobby preferito di Miles infatti è leggere le biografie - ma non le opere - dei più grandi personaggi della storia e della letteratura e di scoprirne le ultime parole.
Arrivato a Culver Creek, Miles fa la conoscenza del suo compagno di stanza Chip, il "Colonnello" per gli amici, un ragazzo basso e tarchiato che lo trasporta fin da subito nel suo mondo e lo introduce nel suo gruppetto di amici. E così conosce Alaska, la buffa, pazza, lunatica, sexy, stronza Alaska, con due occhi così verdi in cui ci si può perdere così facilmente. Alaska è quella che ha le sigarette, che nasconde le bottiglie di alcool sotto terra, che organizza gli scherzi, che adora leggere e che cerca di non immaginare il suo futuro, perchè immaginare il futuro sa di rimpianto. Miles si sente subito attratto da lei, ma Alaska non tradirebbe mai il suo fidanzato.
Un giorno Alaska propone una sfida a Miles, citando le ultime parole di Simòn Bolìvar: "Maledizione, come farò a uscire da questo labirinto?" Cos'è il labirinto di cui parla Bolìvar, la vita o la morte?
I giorni si susseguono a Culver Creek, come un conto alla rovescia, fino a quando scocca l'ultima ora e Miles capisce a sue spese che il "labirinto" di cui parlava Bolìvar non è nè la vita nè la morte, ma qualcosa di più complesso e profondo, da cui è difficile prendere le distanze e ignorare, e che quindi rende impossibile la ricerca della via di uscita. La soluzione di Alaska al quesito di Bolìvar è stata dritta & veloce.

Sono convinta che i bei libri, quelli che vale la pena di leggere, ti capitano tra le mani (o sotto gli occhi) per caso: non sei tu che li scegli, ma sono loro che vengono da te. E quando li vedi capisci immediatamente che stai per immergerti in qualcosa di fantastico, e quando arrivi all'ultima pagina senti dentro di te una specie di senso di vuoto, ma anche di appagamento, perchè quello che hai letto ti ha coinvolto così tanto che vorresti leggerne ancora e ancora ma capisci che va bene così, perchè se il libro continuasse all'infinito forse perderebbe quel tocco di magia che ti ha stregato fin dall'inizio.
A me è capitato con Cercando Alaska, romanzo d'esordio di John Green, di cui, fino al mese scorso, non avevo mai sentito parlare, ma che mi si è insinuato dentro come una droga.
Ogni volta però che devo scrivere la mia "pseudo-recensione" su un libro che mi è piaciuto davvero tanto, mi ritrovo a fare un gran casino e alla fine non riesco mai a tirar fuori quello che ho dentro. Questo è uno di quei casi, quindi spero che mi capiate.
Se ancora non avete letto Cercando Alaska vi consiglio di farlo. In genere cerco sempre di non consigliare libri perchè poi mi dispiace far spendere dei soldi inutilmente se il libro non è piaciuto, ma questo mi sento in qualche modo di consigliarlo.
Cercando Alaska è un libro dritto & veloce: lo stile di John Green e i personaggi colpiscono fin dal primo istante. Senza dubbio il personaggio che cattura di più l'attenzione è la stessa Alaska, con le sue improvvise uscite a fine "capitolo" che ti spiazzano, ti lasciano senza parole, come ad esempio: "Ama l'imperfetto tuo prossimo, con l'imperfetto tuo cuore." Ma anche gli altri personaggi non sono niente male, e sono tutti caratterizzati alla perfezione.
Un pregio di questo libro è che, nella seconda parte (cerco di non spoilerare nulla), non c'è nessuna intenzione di scoprire la verità a tutti i costi, e i protagonisti non trovano magicamente degli indizi che li portano sulla giusta strada da seguire, perchè questo non è l'obiettivo principale del libro. Certo, inizialmente sentono in qualche modo di dover scoprire cosa è accaduto, ma è più a causa di un senso di incredulità e di colpevolezza.
Mi fermo qui perchè vorrei lasciare a voi il gusto di scoprire questo libro; vi dico solo che se esprimessi il mio giudizio in stelline, cinque non sarebbero sufficienti!
Ovviamente, ora che ho scoperto questo autore e visto che Cercando Alaska mi è piaciuto così tanto, la mia avventura con John Green non terminerà qui. Leggerò sicuramente anche gli altri suoi romanzi: Città di carta, Teorema Catherine, Will ti presento Will.

2 commenti:

  1. Bellissimo commento.
    Ce l'ho anche io, tra quelli da leggere.
    Lo farò presto. :)

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    Risposte
    1. Ti ringrazio. ^^
      Allora aspetto la tua recensione in proposito. (:

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡