martedì 26 marzo 2013

RECENSIONE: The Selection di Kiera Cass

Avrei voluto scrivere questa recensione un paio di giorni fa, ma mi sono ammalata. ._______." Mal di testa +  mal di gola + naso chiuso (mi succede ogni volta che ci avviciniamo ad un semi-cambio di stagione) mi hanno impedito di avvicinarmi al pc e di leggere, ma ora sto meglio - mi è rimasto solo il raffreddore - e posso ritornare a scrivere i miei papiri più o meno lunghi che vi piacciono tanto. Almeno lasciatemelo credere.
Sono riuscita ancora una volta a far accumulare le recensioni. è.é


Titolo: The Selection
Titolo originale: The Selection
Autore: Kiera Cass
Data di uscita: 12 Marzo 2013
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 288
Prezzo: € 17.90
35 ragazze, 1 corona. La competizione di una vita. In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono decide di scegliere la propria moglie attraverso a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro fatto di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America tutto questo è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un austero Palazzo a lei sconosciuto. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

My rolling thought
Si, era tutto sbagliato, ma ne sarebbe uscito qualcosa di buono.
Dopo la quarta guerra mondiale, l'America non esiste più; al suo posto c'è il grande stato di Illèa governato da un Re e da una Regina. La società è divisa in Caste, a seconda della professione e della ricchezza delle famiglie, e il passaggio da una Casta all'altra non è impossibile ma estremamente complesso. America, così come tutta la sua famiglia, è una Cinque, un'artista, e tutti devono lavorare duramente per guadagnare qualcosa. America ha 16 anni e nella sua vita non desidera nient'altro che potersi sposare, un giorno, con il suo amato Aspen, ma non è così semplice in quanto il ragazzo appartiene ad una casta inferiore alla sua. Aspen si sente inadeguato, tanto da lasciarla bruscamente e all'improvviso. A complicare la situazione contribuisce la Selezione, un evento importantissimo e spettacolare a cui tutte le ragazze del Paese sognano di partecipare. Grazie alla Selezione ogni ragazza può aspirare al trono e quindi diventare futura Regina di Illèa, il tutto sotto gli occhi del Paese sotto forma si una grande reality show. America è stata Selezionata, e ora deve scegliere se partecipare o meno...

Complice la meravigliosissima copertina, The Selection aveva attirato la mia curiosità quando ancora non era stata annunciata la sua pubblicazione italiana (ricordate? Ve ne avevo parlato nella primissima puntata di Books in the world!) e quindi è inutile dire che la mia voglia di leggerlo era salita alle stelle già da allora. Le prime recensioni che ho potuto leggere di alcune lettrici in lingua che stimo particolarmente però non erano molto entuasiaste, ma ora, avendo a disposizione una traduzione italiana, mi sono resa conto che le lettrici si suddividono in due grandi gruppi completamente opposti: c'è a chi The Selection è piaciuto tantissimo, ha fatto sognare, innamorare ed emozionare, e a chi questo romanzo non è piaciuto per niente, in quanto troppo frivolo e superficiale, con una trama strutturata in modo traballante e poco credibile.
E poi ci sono io che come sempre mi trovo nel mezzo di tutto e di tutti: The Selection non mi ha fatto perdere la testa e diventare gli occhi a cuoricino, ma non l'ho trovato nemmeno un bruttissimo romanzo. Ovviamente ha i suoi pregi e i suoi difetti, e cercherò quindi di illustrarvi il mio pensiero a riguardo il più chiaramente possibile senza inoltrarmi in territori insidiosi e/o troppo pericolosi.
Inizio con una nota positiva che riguarda lo stile della Cass: semplice e scorrevole, il libro si legge davvero in poco tempo e con il minimo sforzo. I pensieri e i sentimenti che animano e agitano i personaggi sono esposti in modo chiaro e deciso e quindi è impossibile cadere in fraintendimenti di qualunque tipo (indecisioni e sbalzi d'umore dovuti all'inadeguatezza poi sono un discorso a parte!).
L'idea base attorno alla quale ruota tutto il romanzo è molto carina, l'espediente del reality-show è un territorio ancora poco esplorato (Hunger Games e Anger sono gli unici due titoli che mi vengono in mente al momento) e quindi la Cass avrebbe potuto spaziare con la fantasia in ogni direzione senza suggerire al lettore l'impressione del "già letto". Purtroppo però, a parte l'inizio e qualche raro momento in cui si svolgevano le dirette televisive, non ho visto molto del "reality show", solo il numero delle ragazze che pian piano diminuiva e qualche "passeggiata-premio" nel giardino del palazzo per approfondire la conoscenza reciproca. Non mi aspettavo chissà cosa (del tipo lotte per la sopravvivenza o morti sospette per arrivare tra le finaliste), ma dal momento che si parlava di reality show mi sarebbe piaciuto approfondire il lato spettacolarizzato della situazione (okay, questo è più un cavillo personale). Mi è piaciuto però il modo in cui in cui la selezione della Selezione è stata organizzata: può partecipare, e quindi aspirare al trono di futura Regina, qualunque ragazza che abbia raggiunto l'età designata e proveniente da qualunque casta. La possibilità, che so, di una Sei o di una Sette, ma anche di una Otto, di diventare Regina di Illèa mi è piaciuta tanto, non si deve provenire necessariamente da una Casta di alto rango o avere chissà quali ricchezze, chiunque può aspirare al trono. Questo però mi porta a pensare: quante partecipano alla Selezione non per un tornaconto personale ma per il bene del Paese? Scusatemi ma non riesco a pensarla in termini di "amore", non riesco a credere che tutte le ragazze siano sinceramente innamorate del Principe (anche se qualcuna potrebbe anche esserlo o l'amore potrebbe sbocciare in seguito). Un esempio calzante è la mamma di America, che spinge la figlia ad iscriversi per il bene della famiglia. Aaah, lei l'ho odiata con tutto il mio cuore, non riuscivo proprio a digerirla. Secondo me si sarebbe candidata ben volentieri al posto della figlia se ne avesse avuto l'opportunità!
Analizzando la situazione da una prospettiva più ampia, il modo in cui è stato concepito il mondo post-apocalittico in cui è ambientato The Selection mi ha lasciato un pò perplessa. Sappiamo che c'è stata una quarta guerra mondiale e che l'America è stata invasa dalla Russia e dalla Cina, e sappiamo che Gregory Illèa ha riconquistato tutti i territori riunendoli sotto il suo nome ma... chi è questo Gregory Illèa? Da dove salta fuori? Perchè la Russia e la Cina hanno invaso gli Stati Uniti? Tutto viene trattato in modo superficiale e sbrigativo. Anzi, ad un certo punto ho anche temuto che non ci sarebbe stata nessuna spiegazione riguardo le vicende storiche poichè le poche spiegazioni che ci vengono fornite ci vengono date abbastanza in là con la trama. Non so se la Cass ha voluto fornirci solo delle linee guida che verranno riprese in seguito, ma almeno per me il contesto generale in un distopico è essenziale e ritengo che sia importante esporlo il più chiaramente possibile in un primo libro di una serie. Un elemento su cui soffermarsi invece riguarda i ribelli, classificati in "Nordisti" e "Sudisti" a seconda della provenienza e della violenza degli attacchi, che invadono diverse volte il Palazzo durante la Selezione alla ricerca di qualcosa. Cosa vogliono? Cosa cercano? Sicuramente sarà oggetto del seguito, e sono curiosissima di scoprirlo.
Tutte le vicende prendono le mosse dal punto di vista di America. Non so bene come definire questa protagonista, i miei sentimenti nei suoi confronti sono sempre stati opposti e discordanti: a tratti mi è piaciuta, in alcune occasioni l'ho odiata. Il suo essere decisa, forte, disponibile e spigliata - ovviamente - mi è piaciuto, ma alcuni suoi comportamenti mi hanno lasciata... senza parole! Chi è che si lamenta del make-up quando la tua famiglia non ha il cibo da portare in tavola?! Colgo l'occasione per aprire una piccola parentesi sulle condizioni familiari di America: lei, come tutta la sua famiglia è una Cinque, una Casta intermedia a cui appartengono gli "artisti" (America è una cantante), nè ricchissima ma neanche alla fin fine così povera da morire di fame. Allora perchè si ribadisce sempre il fatto di non avere del cibo da portare in tavola? In fin dei conti hanno un frigorifero, una tivù e i popcorn da mangiare durante le dirette della Selezione; lei parla diverse lingue, ha studiato e sa suonare diversi strumenti. Forse la Cass avrebbe dovuto organizzare meglio il sistema delle Caste, perchè alcuni elementi si contraddicono a vicenda. Un altro esempio che posso fare a riguardo è quello che riguarda Aspen: lui è un Sei, e le condizioni di vita della sua famiglia vengono descritte in modo più aspro rispetto a quelle di America, che è solo una Casta al di sopra di lui. Quello che voglio dire è che c'è troppo distacco e dislivello tra una Casta e l'altra.
Aspen non mi ha particolarmente entusiasmato. Lui ed America hanno una relazione segreta, si amano, si vedono di nascosto la notte, progettano il loro futuro insieme, il matrimonio, i figli... e poi, quando America gli porta del cibo, ci ripensa perchè lui non è in grado di assicurarle una stabilità e del cibo in tavola tutte le sere. E la lascia. Da questo rifiuto, America riceverà finalmente la spinta decisiva per iscriversi alla Selezione. E poi c'è Maxon, il Principe. Lui lo vedo un pò come un grande e coccoloso orsetto di peluche: è buono, gentile, innamorato non dell'amore ma di qualcosa più generale, inesperto con le donne, un pò imbranato e tanto tanto tonto. Questa sua tonteria è riuscita a rendermelo un pò più simpatico, ma non abbastanza, devo ancora inquadrarlo per bene. Il rapporto che si instaura fin da subito tra Maxon ed America mi è piaciuto: lui sa che lei non è innamorata di lui e che partecipa solo per il bene della sua famiglia e lo accetta, ma lei sa che potrebbe innamorarsi di lui.
Il finale brusco lascia tanto spazio all'immaginazione, che non deve spingersi tanto oltre per elaborare un possibile sviluppo delle vicende. La mia ipotesi si riassume in una sola parola: clichè. Un grandissimo clichè. Ma staremo a vedere.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

Questa recensione ha fatto uscire un lato critico di me che credevo di non avere. Se siete riusciti a leggerla fin qui vi faccio i miei complimenti! Ho scritto tantissimo. >.<

Se volete leggere The Selection vi suggerisco un'iniziativa carina, divertente ed originale a cui prendere parte: Denise del blog Reading is Believing ha organizzato un gruppo di lettura per The Selection. Non ricordo se sono ancora aperte le iscrizioni (ho perso un pò la bussola in questi giorni) ma potete farci un saltino per controllare! Click.

18 commenti:

  1. Bellissima e interessante recensione! Io faccio parte di quel gruppo di lettura e non vedo l'ora d'iniziare.

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    1. Ma grazie. :D
      Buona lettura, allora, a te e a tutti i partecipanti!
      Anche a me sarebbe piaciuto partecipare al GdL di Deni, ma The Selection lo avevo appena cocluso. xD
      Sarà per il prossimo. :3

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  2. In effetti hai scritto più del solito :P
    Sono curiosa di vedere se sarò da una parte, dall'altra o nel mezzo come te v.v

    Comunque le iscrizioni sono aperte fino a sabato :) grazie per aver parlato del gdl! <3

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    1. Mi sentivo ispirata ieri. u.u
      In effetti è parecchio lunga la recensione, ma almeno ho scritto tutto quello che mi frullava per la testa! Complimenti per essere arrivata fino alla fine, credo che molti si arrenderanno prima e mi malediranno.

      Di niente! Aspetto il prossimo su Never Sky. :*

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  3. A me piacciono le recensioni critiche, che siano positive o negative. Mi danno un'idea degli aspetti principali del libro in questione e offrono ottimi spunti di conversazione :)

    Io non penso che leggerò questo libro. Ieri, in libreria, ho letto le prime pagine: mi stavano cascando le braccia. Non è proprio il genere di scrittura che piace a me. Se poi, come leggo nella tua recensione, non vengono sfruttati bene neppure i punti interessanti della trama... Passo, senza alcun rimorso ^___^

    La copertina, però, è davvero uno spettacolo - su questo non si discute!

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    1. La copertina è bellissima, ma - come hai detto tu - per le lettrici più esigenti questo libro non è proprio adatto... lo consiglierei tutt'al più per una lettura leggera, senza pensieri. ^_^

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  4. non me ne volere, ho iniziato a leggerla ma poi ho lasciato perdere.
    Non perchè non volessi, ma perchè devo ancora leggere il libro e visto che la maggior parte della gente ne parla male, non voglio farmi influenzare :D

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    1. Oh non preoccuparti, anch'io quando devo leggere un libro scorro velocemente le recensioni per non rovinarmi nulla. ^_^
      Fai benissimo, anch'io cerco di non farmi influenzare e di esprimere al meglio la mia opinione!

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  5. le recensioni lunghissime spuntano fuori sempre quando un libro ti colpisce nel bene e nel male, cioè quando ci sono spunti positivi e negativi!!! Il prossimo in lettura ma so già di non dovermi aspettare tanto, giusto un piacevole YA!

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    1. Si è vero Lara, credo di non aver mai scritto una recensione così lunga fino ad ora. :D
      Semplicemente ho scritto quello che pensavo, ovvero un aspetto negativo e uno positivo che mi hanno particolarmente colpito dello stesso "argomento"!

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  6. Che bellissima recensione! Hai analizzato perfettamente ogni aspetto di questo libro, complimenti :D
    Sono molto incuriosita da "The Selection", ora più che mai. Lo amano, lo odiano... non vedo l'ora di farmi una mia idea!

    Ti ho premiata sul mio blog: http://clary-booktime.blogspot.it/2013/03/liebster-blog-award.html

    Ciao ^__^

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    1. Quando ci si trova in queste situazioni (ovvero tra chi ama alla follia o odia) la mia curiosità sale pericolosamente. :3

      Grazie mille per il premio, passo ora. ^_^

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  7. Ciao!questo è uno dei libri che ho adocchiato...prima o poi finirà nel mio carrello, anche se la tua recensione oculata mi ha fatto capire che ci sono dei lati non proprio carini. Comunque sbirciando sul tuo blog, ho visto che stai leggengo la trilogia delle gemme! io l'ho amata! e ho riso molto! spero di poter leggere presto una tua recensiond anche su quella! ciao :)

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    1. Ma ciao. ^_^
      Mmm... credo che per The Selection sia una questioni di gusti mooolto personali, ecco perchè ho cercato di rendere al meglio il mio pensiero!
      Oooh, La trilogia delle gemme mi è piaciuta tanto, spero di riuscire a scriverci la recensione al più presto. :D

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  8. Anch'io mi sono trovata nel mezzo...l'ho trovato carino ma mi aspettavo un po' troppo ;) Sono d'accordo con te anche su Aspen e Maxon, il primo non mi piace proprio.

    p.s. Buona Pasqua! ^^

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    1. Siamo nel mezzo in due allora. u.u
      Oh, Aspen l'ho odiato con tutto il mio cuore. ♥

      P.s. Buona Pasqua anche a te - ma in ritardo!

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  9. I giudizi su questo libro sono molto contrastanti... c'è a chi gli è piaciuto e c'è a chi gli ha fatto schifo!
    Ancora devo leggerlo...
    La storia sembra davvero bella, ma bisogna vedere com'è sviluppata.
    Vedremo... :)

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    1. La storia è davvero originale, non c'è dubbio... è come è stata sviluppata che lascia un pò perplessi. Gli spunti - anche originali - ci sono, vedremo cosa combinerà la Cass in The Elite. ^_^

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)