domenica 31 marzo 2013

CLOCK REWINDERS #3 - Marzo 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland




• Recensioni:
#1 The new hunger di Isaac Marion
#2 This is not a test di Courtney Summers
#4 Wolfsbane di Andrea Cremer
#5 The Selection di Kiera Cass

• Rubriche:
» On my wishlist
#3: Beautiful disaster e Walking disaster di Jamie McGuire, Easy di Tammara Webber, Pushing the limits e Dare to you di Katie McGarry
» Books in the world
#10: Let the sky fall di Shannon Messenger

Forse alcuni di voi lo sapranno già, ma mi sembrava comunque carino fare un annuncio ufficiale!
Qualche giorno fa sono stati selezionati i nomi dei 10 nuovi Y Ambassador e tra di loro ci sono anch'io. Da parte mia sono super-contentissima (per non dire gioi-gioiosa) perchè così avremo modo (voi+me) di conoscere la mia opinione su nuovi romanzi appena usciti.Un altro motivo di felicità è che sono state selezionate blogger che seguo e che stimo. Complimenti a tutte. ♥ Se anche voi avete provato ma non ci siete riusciti non perdetevi d'animo: io ci sono riuscita dopo tre volte!Un grazie di cuore alla Giunti Y! ^__________^

This month's new entries



Acquistati:
• The Selection di Kiera Cass
Demon Glass di Rachel Hawkins
Spell Bound di Rachel Hawkins
The iron king di Julie Kagawa
The goddess test di Aimèe Carter
Babe in boyland di Jody Gehrman





• What's left of me di Kat Zhang
Lady Susan di Jane Austen
Il ballo di Irène Nèmirovsky
Le notti bianche di Fedor M. Dostoevkij
Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
• La bambina senza cuoredi Emanuela Valentini



This month's readings


Wolfbane di Andrea Cremer
L'accademia dei vampiri di Richelle Mead
This is not a test di Courtney Summers
Stay, Un amore fuori dal tempo di Tamara Ireland Stone
What's left of me di Kat Zhang
The Selection di Kiera Cass
Ascend, Il regno ritrovato di Amanda Hocking
E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver
Harry Potter e La pietra filosofale di J.K. Rowling
Red di Kerstin Gier
Blue di Kerstin Gier
Green di Kerstin Gier


This month's Rolling thought(s)





#1 Devo scrivere 11 cose su di me... la cosa mi preoccupa. Intanto inizio con lo scrivere i miei pensieri come sempre, vediamo cosa ne esce fuori.
#2  Amo la voce di Gerard Way, se potessi la sposerei. E' fantastica, ogni volta che fa qualche passaggio particolare mi fa venire i brividi... adoro quando dice Ooooh sugaaaar.
#3 La mia fase adolescenziale è arrivata con 5 anni di ritardo. Non mi piace questa sensazione, la odio, mi fa pensare/agire come una cretina.
#4 Ho desiderato di incrociare una persona per strada... dopo 10 minuti è passata.
#5 Ma a voi piacciono i My Chemical Romance? Ascoltatevi la canzone qui su... secondo me è dolcissima.
#6 Ho una cagnolina, Babusha, che ha 11 anni. La adoro.
#7 Sono vergonosamente timida. Se dovessi incrociarvi per strada molto probabilmente non vi rivolgerei la parola. Non è maleducazione, semplicemente... non so, mi vergogno.
#8 Ho una storia in mente, mi piacerebbe scriverla. Non sono una scrittrice e non so se ne sarei in grado... molto probabilmente no, non ci riuscirei mai. Ci rinuncio.
#9 Mi mangiavo le unghie. Ora non lo faccio più ma dopo un pò si rompono da sole.
#10 Adoro le fragole e la verdura.
#11 Non sono vegetariana, ma la carne non mi piace e cerco sempre di evitarla.
#12 Non mi piace neanche il pesce.
#13 I pesci rossi - e i pesci in generale - mi fanno senso. Bleah.
#14 Leggo di notte.
#15 Odio l'ora legale. Già vado a dormire a notte fonda, ora non ci vado per niente.
#16 Sono arrivata a 11 cose su di me?!
#17 Questa Clock Rewinders è stata una faticaccia.

martedì 26 marzo 2013

RECENSIONE: The Selection di Kiera Cass

Avrei voluto scrivere questa recensione un paio di giorni fa, ma mi sono ammalata. ._______." Mal di testa +  mal di gola + naso chiuso (mi succede ogni volta che ci avviciniamo ad un semi-cambio di stagione) mi hanno impedito di avvicinarmi al pc e di leggere, ma ora sto meglio - mi è rimasto solo il raffreddore - e posso ritornare a scrivere i miei papiri più o meno lunghi che vi piacciono tanto. Almeno lasciatemelo credere.
Sono riuscita ancora una volta a far accumulare le recensioni. è.é


Titolo: The Selection
Titolo originale: The Selection
Autore: Kiera Cass
Data di uscita: 12 Marzo 2013
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 288
Prezzo: € 17.90
35 ragazze, 1 corona. La competizione di una vita. In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono decide di scegliere la propria moglie attraverso a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro fatto di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America tutto questo è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un austero Palazzo a lei sconosciuto. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

My rolling thought
Si, era tutto sbagliato, ma ne sarebbe uscito qualcosa di buono.
Dopo la quarta guerra mondiale, l'America non esiste più; al suo posto c'è il grande stato di Illèa governato da un Re e da una Regina. La società è divisa in Caste, a seconda della professione e della ricchezza delle famiglie, e il passaggio da una Casta all'altra non è impossibile ma estremamente complesso. America, così come tutta la sua famiglia, è una Cinque, un'artista, e tutti devono lavorare duramente per guadagnare qualcosa. America ha 16 anni e nella sua vita non desidera nient'altro che potersi sposare, un giorno, con il suo amato Aspen, ma non è così semplice in quanto il ragazzo appartiene ad una casta inferiore alla sua. Aspen si sente inadeguato, tanto da lasciarla bruscamente e all'improvviso. A complicare la situazione contribuisce la Selezione, un evento importantissimo e spettacolare a cui tutte le ragazze del Paese sognano di partecipare. Grazie alla Selezione ogni ragazza può aspirare al trono e quindi diventare futura Regina di Illèa, il tutto sotto gli occhi del Paese sotto forma si una grande reality show. America è stata Selezionata, e ora deve scegliere se partecipare o meno...

Complice la meravigliosissima copertina, The Selection aveva attirato la mia curiosità quando ancora non era stata annunciata la sua pubblicazione italiana (ricordate? Ve ne avevo parlato nella primissima puntata di Books in the world!) e quindi è inutile dire che la mia voglia di leggerlo era salita alle stelle già da allora. Le prime recensioni che ho potuto leggere di alcune lettrici in lingua che stimo particolarmente però non erano molto entuasiaste, ma ora, avendo a disposizione una traduzione italiana, mi sono resa conto che le lettrici si suddividono in due grandi gruppi completamente opposti: c'è a chi The Selection è piaciuto tantissimo, ha fatto sognare, innamorare ed emozionare, e a chi questo romanzo non è piaciuto per niente, in quanto troppo frivolo e superficiale, con una trama strutturata in modo traballante e poco credibile.
E poi ci sono io che come sempre mi trovo nel mezzo di tutto e di tutti: The Selection non mi ha fatto perdere la testa e diventare gli occhi a cuoricino, ma non l'ho trovato nemmeno un bruttissimo romanzo. Ovviamente ha i suoi pregi e i suoi difetti, e cercherò quindi di illustrarvi il mio pensiero a riguardo il più chiaramente possibile senza inoltrarmi in territori insidiosi e/o troppo pericolosi.
Inizio con una nota positiva che riguarda lo stile della Cass: semplice e scorrevole, il libro si legge davvero in poco tempo e con il minimo sforzo. I pensieri e i sentimenti che animano e agitano i personaggi sono esposti in modo chiaro e deciso e quindi è impossibile cadere in fraintendimenti di qualunque tipo (indecisioni e sbalzi d'umore dovuti all'inadeguatezza poi sono un discorso a parte!).
L'idea base attorno alla quale ruota tutto il romanzo è molto carina, l'espediente del reality-show è un territorio ancora poco esplorato (Hunger Games e Anger sono gli unici due titoli che mi vengono in mente al momento) e quindi la Cass avrebbe potuto spaziare con la fantasia in ogni direzione senza suggerire al lettore l'impressione del "già letto". Purtroppo però, a parte l'inizio e qualche raro momento in cui si svolgevano le dirette televisive, non ho visto molto del "reality show", solo il numero delle ragazze che pian piano diminuiva e qualche "passeggiata-premio" nel giardino del palazzo per approfondire la conoscenza reciproca. Non mi aspettavo chissà cosa (del tipo lotte per la sopravvivenza o morti sospette per arrivare tra le finaliste), ma dal momento che si parlava di reality show mi sarebbe piaciuto approfondire il lato spettacolarizzato della situazione (okay, questo è più un cavillo personale). Mi è piaciuto però il modo in cui in cui la selezione della Selezione è stata organizzata: può partecipare, e quindi aspirare al trono di futura Regina, qualunque ragazza che abbia raggiunto l'età designata e proveniente da qualunque casta. La possibilità, che so, di una Sei o di una Sette, ma anche di una Otto, di diventare Regina di Illèa mi è piaciuta tanto, non si deve provenire necessariamente da una Casta di alto rango o avere chissà quali ricchezze, chiunque può aspirare al trono. Questo però mi porta a pensare: quante partecipano alla Selezione non per un tornaconto personale ma per il bene del Paese? Scusatemi ma non riesco a pensarla in termini di "amore", non riesco a credere che tutte le ragazze siano sinceramente innamorate del Principe (anche se qualcuna potrebbe anche esserlo o l'amore potrebbe sbocciare in seguito). Un esempio calzante è la mamma di America, che spinge la figlia ad iscriversi per il bene della famiglia. Aaah, lei l'ho odiata con tutto il mio cuore, non riuscivo proprio a digerirla. Secondo me si sarebbe candidata ben volentieri al posto della figlia se ne avesse avuto l'opportunità!
Analizzando la situazione da una prospettiva più ampia, il modo in cui è stato concepito il mondo post-apocalittico in cui è ambientato The Selection mi ha lasciato un pò perplessa. Sappiamo che c'è stata una quarta guerra mondiale e che l'America è stata invasa dalla Russia e dalla Cina, e sappiamo che Gregory Illèa ha riconquistato tutti i territori riunendoli sotto il suo nome ma... chi è questo Gregory Illèa? Da dove salta fuori? Perchè la Russia e la Cina hanno invaso gli Stati Uniti? Tutto viene trattato in modo superficiale e sbrigativo. Anzi, ad un certo punto ho anche temuto che non ci sarebbe stata nessuna spiegazione riguardo le vicende storiche poichè le poche spiegazioni che ci vengono fornite ci vengono date abbastanza in là con la trama. Non so se la Cass ha voluto fornirci solo delle linee guida che verranno riprese in seguito, ma almeno per me il contesto generale in un distopico è essenziale e ritengo che sia importante esporlo il più chiaramente possibile in un primo libro di una serie. Un elemento su cui soffermarsi invece riguarda i ribelli, classificati in "Nordisti" e "Sudisti" a seconda della provenienza e della violenza degli attacchi, che invadono diverse volte il Palazzo durante la Selezione alla ricerca di qualcosa. Cosa vogliono? Cosa cercano? Sicuramente sarà oggetto del seguito, e sono curiosissima di scoprirlo.
Tutte le vicende prendono le mosse dal punto di vista di America. Non so bene come definire questa protagonista, i miei sentimenti nei suoi confronti sono sempre stati opposti e discordanti: a tratti mi è piaciuta, in alcune occasioni l'ho odiata. Il suo essere decisa, forte, disponibile e spigliata - ovviamente - mi è piaciuto, ma alcuni suoi comportamenti mi hanno lasciata... senza parole! Chi è che si lamenta del make-up quando la tua famiglia non ha il cibo da portare in tavola?! Colgo l'occasione per aprire una piccola parentesi sulle condizioni familiari di America: lei, come tutta la sua famiglia è una Cinque, una Casta intermedia a cui appartengono gli "artisti" (America è una cantante), nè ricchissima ma neanche alla fin fine così povera da morire di fame. Allora perchè si ribadisce sempre il fatto di non avere del cibo da portare in tavola? In fin dei conti hanno un frigorifero, una tivù e i popcorn da mangiare durante le dirette della Selezione; lei parla diverse lingue, ha studiato e sa suonare diversi strumenti. Forse la Cass avrebbe dovuto organizzare meglio il sistema delle Caste, perchè alcuni elementi si contraddicono a vicenda. Un altro esempio che posso fare a riguardo è quello che riguarda Aspen: lui è un Sei, e le condizioni di vita della sua famiglia vengono descritte in modo più aspro rispetto a quelle di America, che è solo una Casta al di sopra di lui. Quello che voglio dire è che c'è troppo distacco e dislivello tra una Casta e l'altra.
Aspen non mi ha particolarmente entusiasmato. Lui ed America hanno una relazione segreta, si amano, si vedono di nascosto la notte, progettano il loro futuro insieme, il matrimonio, i figli... e poi, quando America gli porta del cibo, ci ripensa perchè lui non è in grado di assicurarle una stabilità e del cibo in tavola tutte le sere. E la lascia. Da questo rifiuto, America riceverà finalmente la spinta decisiva per iscriversi alla Selezione. E poi c'è Maxon, il Principe. Lui lo vedo un pò come un grande e coccoloso orsetto di peluche: è buono, gentile, innamorato non dell'amore ma di qualcosa più generale, inesperto con le donne, un pò imbranato e tanto tanto tonto. Questa sua tonteria è riuscita a rendermelo un pò più simpatico, ma non abbastanza, devo ancora inquadrarlo per bene. Il rapporto che si instaura fin da subito tra Maxon ed America mi è piaciuto: lui sa che lei non è innamorata di lui e che partecipa solo per il bene della sua famiglia e lo accetta, ma lei sa che potrebbe innamorarsi di lui.
Il finale brusco lascia tanto spazio all'immaginazione, che non deve spingersi tanto oltre per elaborare un possibile sviluppo delle vicende. La mia ipotesi si riassume in una sola parola: clichè. Un grandissimo clichè. Ma staremo a vedere.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

Questa recensione ha fatto uscire un lato critico di me che credevo di non avere. Se siete riusciti a leggerla fin qui vi faccio i miei complimenti! Ho scritto tantissimo. >.<

Se volete leggere The Selection vi suggerisco un'iniziativa carina, divertente ed originale a cui prendere parte: Denise del blog Reading is Believing ha organizzato un gruppo di lettura per The Selection. Non ricordo se sono ancora aperte le iscrizioni (ho perso un pò la bussola in questi giorni) ma potete farci un saltino per controllare! Click.

mercoledì 20 marzo 2013

BOOKS IN THE WORLD #10: Let the sky fall di Shannon Messenger

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Books in the world è una rubrica in cui parlerò dei libri pubblicati in altri paesi che però non sono ancora stati tradotti da noi. Vi illustrerò le trame dei libri che mi hanno colpito di più e, perchè no, se il titolo vi interessa particolarmente potrei anche leggerlo e recensirlo per voi in attesa di una traduzione italiana.
Le trame sono interamente tradotte da me.
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Let the sky fall
di Shannon Messenger
Il diciassettenne Vane Weston non ha idea di come abbia fatto a sopravvivere al tornado di categoria cinque che ha ucciso i suoi genitori. E non ha idea se la bellissima ragaza dai capelli scuri che compare nei suoi sogni ogni notte da dopo la tempesta sia reale. Ma lui spera che lo sia. La diciassettenne Audra è una silfide appartenente all'aria. Cammina sui venti, può tradurne le affascinanti canzoni, e può anche indurli ad essere un'arma con un semplice comando. Lei è anche un guardiano - il guardiano di Vane - ed ha fatto un giuramento per proteggere Vane a tutti i costi. Anche se questo significa sacrificare la sua stessa vita.Quando uno sconsiderato errore rivela la loro posizione ai nemici che hanno ucciso entrambe le loro famiglie, Audra è costretta ad aiutare Vane a ricordare chi è. Egli ha un potere da reclamare - il linguaggio segreto del Vento dell'Ovest, che solo lui può comprendere. Ma sbloccando la sua eredità sbloccherà anche il ricordo che Audra deve fargli dimenticare. E il loro più grande pericolo non sono i guerrieri che stanno per distruggerli - ma l'amore proibito che sta crescendo tra di loro.
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Let the sky faaall, when it crumbleees... We will stand taaall... Or face it all togetheeer... At skyfaaall.
Okay, non sono qui per parlarvi di questa bellissima canzone di Adele. Decisamente no. Anche se sono strasicura che l'autrice del libro che voglio presentarvi oggi si sia ispirata in parte a questa canzone. Ho scoperto questo libro qualche settimana fa su Goodreads, e questo meravigliosissimo sito - nella newsletter mensile - mi ha ricordato della sua uscita americana e del fatto che volevo parlarvene.
A me incuriosisce, parecchio. La trama sembra interessante e finora non ho letto nulla sulle silfidi. E poi sono stra-maledettamente curiosa di sapere quale sia questo ricordo che il protagonista non deve ricordare (scusate il gioco di parole!) - anche se una mezza idea ce l'avrei.
Di questo libro è previsto anche un seguito. Purtroppo però non posso darvi altre informazioni perchè Let the sky fall è appena uscito in patria, quindi - se siete interessati come me - ci toccherà aspettare ancora un pò.
Voi cosa ne pensate? Conoscevate questo libro?

lunedì 18 marzo 2013

RECENSIONE: Wolfsbane di Andrea Cremer

Niente giri di parole... iniziamo la settimana con una bella recensione, vi va?!
Tanto la posto lo stesso. u.ù
Essendo il secondo libro di una serie ho cercato di evitare spoiler importanti sulla trama e sui personaggi nel limite del possibile, ma state attenti comunque perchè potrebbe essermi sfuggito qualcosa senza volerlo!


Titolo: Wolfsbane
Titolo originale: Wolfsbane
Autore: Andrea Cremer
Data di uscita: 27 Settembre 2012
Editore: DeAgostini
Pagine: 384
Prezzo: € 14.90
Quando Calla si risveglia nel quartier generale dei suoi acerrimi nemici, pensa di avere le ore contate. Contro ogni ipotesi, però, i Cercatori le fanno una proposta che, oltre a consentirle di rimanere in vita, le permetterebbe di portare in salvo il resto del suo branco. Il piano è rischioso e la battaglia potrebbe mietere più vittime del previsto, ma Calla sa che è l'unico modo per mettere fine a una guerra che va avanti da secoli. Chi sarà a pagare il prezzo del suo tradimento? L'impetuoso Shay, deciso a ogni costo a rimanere al fianco della ragazza che ama, o il fedele Ren, rimasto indietro a coprire la fuga dei due amanti?



My rolling thought

Wolfsbane inizia nel punto esatto in cui Nightshade si era concluso: dopo essere riuscita a portare in salvo Shy grazie al prezioso aiuto del Bane Ren, Calla si risveglia nel covo dei Cercatori, una sorta di Accademia itinerante in cui i Cercatori studiano, si allenano e si diplomano. Dopo un primo momento di disorientamento e diffidenza nei riguardi di coloro che l'hanno portata nella loro dimora, Calla pian piano inizia a fare mente locale e a trovare delle risposte alle domande che fino ad allora erano rimaste solo grandi interrogativi nella sua testa. I Cercatori vogliono la ragazza-lupo con loro, e Calla, dopo aver capito di potersi fidare dei suoi nuovi compagni, inizia ad elaborare un piano per riunire il suo vecchio branco, rimasto a Vail e bisognoso di aiuto. Accanto a lei c'è sempre Shy, il suo punto di riferimento e la spinta necessaria per trovare la forza di agire per il bene del suo branco, anche se questo significa mettere in gioco la sua stessa vita.

Dopo aver letto la serie Shiver di Maggie Stiefvater, sono diventata una grande amante delle storie che parlano di lupi (seppur non goda di un'ampia scelta di titoli nella mia libreria). Questi grandi animali dal soffice e folto pelo dalle mille sfumature di colore mi sono entrati in profondità nel cuore. I libri di Andrea Cremer però sono fatti di tutt'altra pasta rispetto a quelli di Maggie Stiefvater: non siamo più al cospetto di dolci e romantici lupi che leggono poesie di autori tedeschi e di sentimenti così fragili e delicati che fanno sciogliere il cuore; i lupi che la Cremer ci presenta sono esseri-umani passionali e combattivi che seguono le rigide regole del branco e che non si fermano dinanzi a nulla pur di assolvere il proprio compito.
Nightshade mi era particolarmente piaciuto per il suo essere diverso da tutti gli altri paranormal romance in circolazione in quel periodo - diciamo pure che ero al principio della mia avventura letteraria in questo genere. Avevo apprezzato Calla, la protagonista, e il suo carattere ribelle ma allo stesso tempo fedele ai suoi compagni, ma anche l'originalità dell'intreccio e la suddivisione in branchi, con tutti i rispettivi componenti. Tutti questi elementi erano riusciti a catturare la mia attenzione e a farmi desiderare un continuo al più presto.
Ma io e i secondi libri di una trilogia non andiamo molto d'accordo, molto spesso sono solo libri di passaggio che introducono al gran finale e l'autore deve essere in grado di tenere alta l'attenzione e la curiosità del lettore, altrimenti tutto precipita. Non definirei Wolfsbane come "un libro di passaggio", ma sono comunque rimasta un pò scombussolata all'inizio per l'improvviso cambio di ambientazione.
Seppur consti di tre sezioni (Purgatorio, Inferno, Paradiso), il libro può essere diviso semplicemente in due parti: una più lenta, statica e teorica - ma ugualmente interessante - in cui si inizia a fare più chiarezza sulla relazione tra Guardiani/Custodi/Cercatori e la loro genealogia, ed una più attiva, dinamica e ricca di colpi di scena in cui Calla e i Cercatori danno mostra delle loro abilità strategiche e combattive direttamente sul campo.
Se in Nightshade avevamo conosciuto da vicino i Guardiani appartenenti ai branchi dei Nightshade e dei Bane, in Wolfsbane l'attenzione si sposta sui loro "avversari", i Cercatori. E' stata una bella opportunità per conoscere meglio queste figure rimaste finora piuttosto nell'ombra e di cui avevamo sentito parlare solo attraverso le parole - poco lusinghiere - dei Guardiani. I Cercatori non sono quelle persone spietate e crudeli che ci sono state descritte, in quanto il bene ed il male possono assumere sfumature diverse a seconda del punto di osservazione. Così come i lupi, anche i Cercatori sono un gruppo affiatato e combattivo, ironico e divertente: ogni Cercatore ha la propria personalità e le proprie caratteristiche, ma nel momento in cui si deve scendere in campo ognuno di loro può contare sul supporto dell'altro. 
Purtroppo in questo secondo capitolo non ho provato particolarmente empatia nè per Shay, troppo appiccicoso ed incline agli sbalzi di umore, nè per Ren, il grande assente della situazione. Ho trovato Calla abbastanza confusa e ditubante, il suo essere e il suo cuore sono divisi ed in costante conflitto tra Shy, la libertà tanto desiderata, e Ren, il senso del dovere nei confronti del suo branco.
Lo stile narrativo è semplice, scorrevole e fluido. A mio avviso la Cremer ha cercato di spingersi un pò oltre in questo suo nuovo lavoro rispetto a Nightshade in quando ha cercato di alleggerire la parte ricca di nozioni con scambi di battute sarcastiche ed ironiche, che altrimenti sarebbe stata davvero troppo pesante.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)


Adesso non ci resta che aspettare l'uscita di Bloodrose... ma non sarà finita qui. Infatti - proprio stilando questa recensione - ho scoperto che c'è un ulteriore quarto volume intitolato Snakeroot che la Cremer ha deciso di aggiungere alla sua serie ma di cui non voglio parlarvi (e di conseguenza parlarmi) per non spoilerare nulla di nulla!
Una cosa però posso dirvela: di Nightshade esiste anche un prequel costituito dai due romanzi intitolati Rift e Rise. Siete curiosi di leggere tutti questi titoli?! ^_^

giovedì 14 marzo 2013

ON MY WISHLIST #2: New Adult Novels

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On my Wishlist è una rubrica che posterò con cadenza casuale ed in particolari periodi dell'anno (come ad esempio a Natale) in cui vi mostrerò i titoli che si sono aggiunti alla mia infinita lista desideri e che spero di poter leggere al più presto.
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Poichè aggiorno con poca frequenza questa rubrica - e solo in casi particolari (leggete Natale/compleanno) -, oggi mi è venuta comunque voglia di riprenderla in mano e presentarvi alcuni titoli che si sono aggiunti recentemente alla mia wishlist.
Sono tutti tomi in inglese, ma alcuni sono stati pubblicati anche in italiano recentemente, ed appartengono ad un nuovo genere che mi incuriosisce molto e che vorrei provare: il new adult.
Se ne avete letto qualcuno non esitate ad esprimere le vostre opinioni, anzi! Mi aiuteranno a capire se questi libri fanno per me o meno! Potete anzi dovete anche consigliarmi titoli simili.



martedì 12 marzo 2013

RECENSIONE: Hybrid, Quel che resta di me di Kat Zhang

© JoLubrano
Buonpomeriggio a tutti. ^O^
Eccomi qui con una nuova recensione fresca fresca di lettura. Ho fatto le 00.30 stanotte per finire questo libro perchè... non c'è un perchè, dovevo-finirlo-a-tutti-i-costi per sapere cosa ne sarebbe stato di Addie ed Eva e - naturalmente - per parlarvene essendo una nuova uscita, quindi buona lettura! 


Titolo: Hybrid, Quel che resta di me
Titolo originale: What's left of me
Autore: Kat Zhang
Data di uscita: 6 Marzo 2013
Editore: Giunti Y
Pagine: 416
Prezzo: € 15.00
In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.

My rolling thought
Io e Addie siamo nate nello stesso corpo. Le dita spettrali delle nostre anime erano strettamente intrecciate prima ancora che cominciassimo a respirare.
Addie ed Eva, Eva ed Addie. Due anime indissolubilmente intrecciate nello stesso corpo, due menti, due coscienze, due persone che condividono la stessa pelle, lo stesso viso, lo stesso battito del cuore. Da sempre. Sono come due sorelle gemelle cresciute insieme nello stesso labirinto di cellule e tessuti. Eva ed Addie comunicano tra di loro scambiandosi pensieri, ma in un piccolo angolino della loro mente inaccessibile all'altra nutrono pensieri, emozioni e sensazioni uniche e personali, a volte diverse e contrastanti.
Ma nel mondo utopico in cui vivono, al raggiungimento del decimo anno di età, una delle due anime dovrà fare spazio all'anima dominante e lasciare il proprio corpo, chiudendo gli occhi e addormentandosi per sempre, non essendo nulla più che un semplice ricordo, un amico di infanzia, dell'anima che continuerà ad essere. Eva è l'anima recessiva, colei che dovrà abbandonare il proprio corpo per sempre, ma non vuole andare via. Seppur non riesca più a tenere sotto controllo i movimenti del proprio corpo, Eva è sempre presente al fianco di Addie: guarda, ascolta, percepisce, parla con lei. Eva è ancora viva. Eva ed Addie sono pericolose: sono ibridi.
Gli ibridi sono perseguitati e cacciati dal Governo, sono odiati e temuti, in quanto costituiscono una minaccia all'equilibrio del Paese raggiunto dopo la guerra, e quando l'anima recessiva non vuole abbandonare il proprio corpo, i bambini vengono portati in dei centri specializzati per essere curati.
Il segreto che portano dentro Eva ed Addie è grandissimo, ma i rischi in cui potrebbero incorrere se verranno scoperte sono ancor più grandi, terribili e misteriosi. Dopo aver conoscito Hally e Devon, Eva ed Addie scopriranno di non essere gli unici ibridi della loro città. Pian piano Lissa e Ryan, le altre anime nei corpi dei due ragazzi, aiuteranno Eva a riprendere il contatto con il proprio corpo. Ma il gioco a cui stanno giocando è troppo grande per le sei anime, che ben presto verranno scoperte e portate in un centro di cura per ibridi per essere curate...

What's left of me è il primo volume della serie The Hybrid Chronicles e romanzo d'esordio della scrittrice americana Kat Zhang.

La trama di Hybrid si presenta fin da subito curiosa ed avvincente: una società del futuro in cui i bambini nascono con due anime, ognuna di esse autonoma ed unica rispetto all'altra, ma di cui, con il passare del tempo, solo una riuscirà a dominare e a farsi strada del mondo. Sulla base di questo semplice concetto, la Zhang è riuscita a dare vita ad un mondo unico e particolareggiando, dimostrando, oltre ad una grande fantasia ed immaginazione per tutti quei piccoli dettagli che ruotano attorno all'idea principale del romanzo, anche una grande sapienza narativa e descrittiva per quando riguarda l'esposizione dei sentimenti di Eva.
In un mondo isolato, l'America, che dopo una grande guerra ha deciso per l'omogeneità e per l'uniformità del Paese, gli ibridi sono la minaccia più grande, fautori di alcune sommosse che hanno l'obiettivo di sovvertire l'ordine delle cose.
Eva è la voce narrante di questo romanzo, l'anima recessiva che sarebbe dovuta scomparire per lasciare il proprio corpo solo ed esclusivamente ad Addie. Mai un personaggio è riuscito ad intenerirmi come ha fatto Eva: la sua dolcezza, la sua forza, la sua determinazione, ma anche il suo senso di colpa, di inadeguatezza, di incapacità... tutti questi sentimenti contrastanti mi hanno travolto e sommerso in un mare di tristezza infinita e indefinibile. Come si può scomparire nel nulla dopo dieci anni di vita? Come si fa a dire addio a tutto ciò che si è conosciuto? Come si fa a far andare una figlia, una sorella, un'amica, l'altra parte di te così facilmente? La sete di vita di Eva è così talmente grande e potente che riuscirà a rimanere ancorata al suo corpo, pur non essendo più in grado di controllarne le facoltà motorie. L'incontro con Hally/Lissa e Devon/Ryan è un'opportunità preziosa che Eva ha per riprendere il contatto con se stessa, con il mondo che la circonda, per cercare di uscire dal bozzolo che la imprigiona e di godere del mondo e di tutte le sue bellezze ancora una volta e in prima persona.
E poi c'è Addie, l'altra metà di Eva, l'anima dominante, la più forte, che ha assunto il controllo del proprio corpo e che deve mentire tutti i giorni per proteggere Eva e se stessa. In un primo momento Addie appare come la più egoista delle due, non vuole andare a casa di Hally/Lissa e Devon/Ryan, non vuole offrire ad Eva l'opportunità di sentirsi completa ancora una volta... ma non è facile neanche per lei. Tutte e due vorrebbero essere da sole, avere il controllo del proprio corpo, ascoltare, parlare, amare senza essere constantemente "sorvegliate", senza dover chiedere il permesso. Vorrebbero essere libere.
Eva ed Addie sono due facce della stessa medaglia, si distinguono e nello stesso momento si completano a vicenda. Litigano, si scontrano, si azzuffano, erigono alti e resistenti muri mentali nei momenti di conflitto per ignorarsi a vicenda; ma nei momenti di maggiore difficoltà sanno aiutarsi e collaborare insieme, ognuna sa di poter contare sull'aiuto e sul sostegno dell' altra, sempre. La loro crescita è palpabile, reale, ogni pagina in cui devono prendere delle decisioni difficili e sofferte lo dimostra.
Ma non solo Eva ed Addie, la Zhang è riuscita a fare un ottimo lavoro anche con tutti gli altri personaggi del suo libro, a partire da Hally/Lissa e Devon/Ryan. E' riuscita ad orchestrare con grande maestria un grande corollario di personaggi, definendoli nelle loro caratteristiche principali e particolarità. Nessun'anima è simile all'altra, ma tutte si bilanciano alla perfezione.
Hybrid è un romanzo coinvolgente ed intrigante, che si divora in pochi giorni. Eva è riuscita a trasmettermi un miscuglio di emozioni diverse e contrastanti come mai era riuscito nessun altro personaggio. Non posso far altro che consigliarvi questo romanzo e lasciarvi avvolgere dal suo desiderio di vita, con la vera ansia di scoprire cosa ne sarà di lei ed Addie.
Ero terrorizzata. Non volevo andare via. Volevo venti milioni di albe in più, tre milioni di caldi giorni d'estate in piscina in più. Volevo sapere com'era ricevera il primo bacio. Le altre anime recessive erano state fortunate a scomparire a quattro o cinque anni. Sapevano meno.
 ★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


Per Hybrid, Quel che resta di me ho provato a fare una cosa nuova, un pò diversa dalle solite. Avete presente quei bellissimi book trailer che accompagnano l'uscita di un libro? A me sono sempre piaciuti, sembrano dei mini-film che in qualche minuto riescono ad incastrarti e a farti decidere di acquistare un libro! XD
Io non sono così brava, e questa è la mia prima volta, ma ho cercato di realizzare un piccolo video anch'io per questo libro.
Non è nulla di speciale ma... buona visione. 

sabato 9 marzo 2013

RECENSIONE: This is not a test di Courtney Summers

*_______________*
Ho finito questo libro da una settimana ma ho ancora gli occhi così. L'ho scoperto sul blog di Sophie (Laume's Journey) e me ne sono innamorata perdutamente fin dal primissimo istante; mi ha ossessionata per sei mesi, ed ora che l'ho letto ne sono entusiasta! Come sempre mi riesce difficile parlare di un libro che mi è piaciuto così tanto ma cercherò di parlarvene il più chiaramente possibile - senza cedere all'euforia!
E' la prima volta che leggo un "mio" libro interamente in inglese ed è andata benissimo - riprenderò comunque questo discorso nella recensione.


Titolo: This is not a test
Autore: Courtney Summers
Data di uscita: 19 Giugno 2012
Editore: Griffin
Pagine: 326
Prezzo$ 9.62
E' la fine del mondo. Sei studenti hanno trovato riparo nel Cortege High ma è di poco conforto quando la morte fuori non smette di bussare alla porta. Un morso è tutto quello che serve per uccidere una persona e riportarla indietro in una mostruosa versione di se stessa. Per Sloane Price ciò non sembra così male. Sei mesi fa, il suo mondo è collassato e da allora non è più riuscita a trovare una ragione per continuare ad andare avanti. Ora sembra il momento perfetto per farla finita. Mentre Sloane aspetta che le barricate cedano, è costretta a guardare l'apocalisse attraverso gli occhi di cinque persone che vogliono vivere. Ma mentre i giorni passano, le motivazioni per la sopravvivenza cambiano e presto il destino del gruppo è determinato sempre meno da ciò che sta succedendo fuori e sempre di più dalle improvvise e violente offerte di vita - e morte - all'interno. Quando tutto è perduto, a cosa ti aggrappi?

My rolling thought
Mi sono svegliata e l'ultimo pezzo del mio cuore è scomparso. Ho aperto i miei occhi e l'ho sentito andare via.
La vita per la diciassettenne Sloane Price non ha più senso: sei mesi prima la sua adorata sorella maggiore Lily, l'unica persona che abbia mai davvero amato, è andata via di casa all'improvviso, spezzando un sogno, infrangendo una promessa, lasciandole solo un'enorme voragine nel profondo del cuore e in balia di un padre violento che non ha mai smesso di picchiare le sue figlie per tutta la loro intera esistenza. Tutto ciò che Sloane ora desidera è farla finita. Senza più appigli, senza più un punto di riferimento all'interno della sua vita, è prossima al suicidio, ma il giorno stesso in cui Sloane si ritrova ad oscillare tra la vita e la morte, la fine del mondo bussa letteralmente alla sua porta sotto forma di un'orda famelica di zombie.
Sette giorni dopo Sloane è ancora viva: ha trovato riparo all'interno della sua scuola con altri cinque ragazzi in attesa dell'arrivo dei soccorsi. I secondi diventano minuti, i muniti diventano ore, e le ore giorni. La convivenza non è facile quando si è costretti a condividere il proprio spazio con altre persone pressocchè sconosciute e, a poco a poco, iniziano ad emergere i primi conflitti, le prime divergenze, le reciproche accuse. Ma i ragazzi non possono restare per sempre nascosti all'interno della scuola, i morti hanno percepito la loro presenza nell'edificio e prima poi riusciranno a trovare un varco e ad entrare dentro anche loro.

This is not a book about zombies. E' la prima cosa che mi viene da dirvi. In questo libro non troverete assolutamente morti viventi con le interiora di fuori - beh, forse solo in parte, ma non è comunque sufficiente per etichettare il libro in questo modo. This is not a test è un libro che parla di una ragazza che non vuole più vivere, che ha perso le motivazioni, i sogni, le speranze che riponeva nella figura della sorella maggiore. Ma malgrado ciò e a dispetto della fine del mondo, lei è ancora viva. Sembra uno strano scherzo del destino, ma Sloane è ancora. This is not a test è un libro sulla sopravvivenza, sulla speranza, sulla voglia di vivere che accomuna Rhys, Cary, Grace, Trace ed Harrison, gli altri ragazzi con cui Sloane trova rifugio nella scuola. Sappiamo poco o niente sugli zombie che hanno infestato la cittadina di Cortege, così come si è sviluppata l'epidemia. Il punto focale del romanzo sono i suoi personaggi, Sloane e gli altri ragazzi, ma anche quelli che compaiono marginalmente, tutti così perfettamente caratterizzati che sembra quasi di avvertirli tra le pagine anche se non ci sono.
Sloane è senza dubbio un personaggio controverso ed interessante: suo è il punto di vista attraverso il quale ci vengono raccontati i fatti, suoi gli occhi attraverso i quali vediamo ciò che la circonda, sue le emozioni, le sensazioni, la confusione mentale che la attanaglia più volte durante lo svolgersi delle vicende. Ed ora sto solo mentendo, non so perchè. Sto mentendo perchè sono l'unica che può dire le cose che ho bisogno di sentire. Sloane non ha paura degli zombie che si agitano fuori dalle mura scolastiche, della morte, sembra anzi desiderarla, invocarla, accetta passivamente tutto ciò che la circonda. Cammina per i corridoi della scuola senza paura, da sola, di notte, e beh, se proprio deve morire, se proprio deve succedere, lei non opporrà resistenza. This is what I want to happen: I want the doors to burst open. Ma alla fine lei ci prova a cambiare, ad essere utile e di aiuto per la sopravvivenza del gruppo; lei non è egoista come Lily, che l'ha abbandonata. Ma Lily è sempre presente nei suoi pensieri. Forse l'unico modo in cui può finire la nostra storia è in varie sfumature di tristezza. E che mi manca, che ho bisogno di lei, e che questa specie di tristezza, questa sorta di bisogno, questa sorta di vuoto che si è lasciata dietro è peggio che svegliarsi un giorno e scoprire che l'intero mondo è collassato su se stesso.
L'unica altra ragazza all'interno del gruppo è Grace: lei è bella, buona, gentile, e Sloane la invidia perchè è tutto quello che lei non sarà mai, ma riusciranno comunque ad instaurare un rapporto profondo e sincero, anche se non mancheranno scontri verbali. Trace è il fratello gemello di Grace, il suo opposto: è violento e impulsivo, e non perde mai l'occasione di scontrarsi con Cary, colui che li ha portati sani e salvi nella scuola, accusandolo della morte dei genitori e del suo fare troppo da leader. Poi ci sono Rhys, il "più umano" tra gli elementi del gruppo sotto diversi aspetti, ed Harrison, il più piccolo ed anche il più spaventato, che non ha mai sperimentato nulla di davvero importante nella sua vita e per questo non vuole morire. Ognuno di loro ha perso qualcuno di importante, e si sostengono più o meno a vicenda durante la reclusione forzata.
Voglio dirgli di andare via, ma cosa importerebbe. Sarà sempre qui. Tutti noi saremo sempre qui. Questo posto è una bara. La mia paura più grande, nell'approcciarmi a questo libro, era la noia che forse avrei potuto trovarvi essendo per la maggior parte del tempo ambientato tra le mura di una scuola. Ebbene, mi sono sbagliata di grosso. Le cose succedono, e sono pure tante. Non solo a livello di "azione", ma anche per quanto riguarda la psicologia dei personaggi. La Summers a mio avviso è una scrittrice talentuosa, è riuscita a coniugare perfettamente questi due elementi: a seguito di un determinato evento, tutto il gruppo ne esce cambiato, trasformato, sia Sloane che tutti gli altri. I colpi di scena sono tanti e inaspettati, la cara Courtney non ha paura di dire addio ai suoi personaggi, e li piega al suo volere anche se i suoi lettori non vorrebbero. Il suo stile di scrittura è semplice e scorrevole, nonostante si concentri principalmente nel descrivere l'io di Sloane: è facile entrare in sintonia con lei, e la Summers utilizza parole e concetti semplici per descrivere qualcosa che in realtà, così semplice, non lo è.
Non so se sono riuscita a fornirvi le linee guida di questo romanzo perchè mi sono davvero trattenuta tanto: avrei da scrivere mille milioni di cose per quando mi è piaciuto ma poi rischierei di andare davvero troppo oltre - avrei voluto citarvi milioni di frasi, il che è praticamente impossibile.
Mi sentirei di consigliarvelo, è anche autoconclusivo, e l'edizione è davvero molto carina; forse l'unico motivo di scontento è il finale, apertissimo ma buono, che potrebbe lasciare lo spazio ad un sequel. Dal mio canto, ho già messo gli occhi su un altro romanzo dell'autrice!


★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


Nota sulla lingua [forse sembrerà una cosa stupida da scrivere ma mi sembra opportuna per chi vuole approcciarsi a questo romanzo senza aver mai letto qualcosa in inglese]: come ho detto prima, questo è il "mio" primo romanzo in inglese. Quando dico mio mettendolo tra virgolette intendo dire questo: studio lingue, ma anche durante il liceo mi sono sempre ritrovata a leggere opere originali in lingua inglese di autori classici; il linguaggio è certamente più difficile e complesso e per questo motivo non mi sono mai buttata nella lettura in inglese per conto mio, perchè non volevo che una passione si trasformasse in una tortura. Invece leggere This is not a test è stato facile: l'inglese è semplice ed intuitivo, non ho quasi mai ricercato parole sul vocabolario, e anche se qualche volta incontravo un termine che non conoscevo, è stato facile comprenderlo dal contesto in generale. Le frasi sono brevi, al presente indicativo, prima persona singolare (!). Ho iniziato la lettura molto cauta, con il timore di perdermi passaggi essenziali per la paura di non capire, ma quando mi sono accorta che procedevo piuttosto bene ci ho preso gusto, e il ritmo di lettura che ho tenuto potrebbe essere paragonato a quello di una lettura in italiano.
Tutto questo papiro per dirvi che, se siete ancora un pò esitanti come lo sono stata io, non abbiate timore di tentare, non vi mangia nessuno. u.ù Male che va ci avrete provato.
Spero che questa piccola nota vi sia stata utile, così come la recensione. :D