martedì 30 aprile 2013

CLOCK REWINDERS #4 - Aprile 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland


• Recensioni:

• Rubriche:
» Through the keyhole
#6 Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D'avenia


This month's new entries


Ricevuti dalle Case Editrici /Autori / Vinti:
[Cartacei]
Noi siamo infinito (Ragazzo da parete) di Stephen Chbosky

Multiversum, Memoria di Leonardo Patrignani

Garden, Il giardino alla fine del mondo di Emma Romero

Muses di Francesco Falconi

Cuore nero di Amabile Giusti

[Ebook]

L'ultima voce di Alessia Esse
Corner's Church di Matteo Zapparelli




Acquistati:
Shadowhunters, Città di cenere di Cassandra Clare
Shadowhunters, Città di vetro di Cassandra Clare
Fateful di Claudia Gray
Striges, La promessa immortale di Barbara Baraldi
The sky is everywhere di Jandy Nelson
L'accademia dei vampiri, Il bacio dell'ombra di Richelle Mead






Una grande e terribile bellezza di Libba Bray

Goddess interrupted di Aimee Carteer

Under the never sky di Veronica Rossi

Through di ever night di Veronica Rossi




This month's readings

Hex Hall di Rachel Hawkin
• Demonglass di Rachel Hawkin
• Spell Bound di Rachel Hawkin
• Noi siamo infinito (Ragazzo da parete) di Stephen Chbosky
• Harry Potter e La camera dei segreti di J.K. Rowling
• Garden, Il giardino alla fine del mondo di Emma Romero
L'ultima voce di Alessia Esse
Princess di Lauren Kate
Corner's Church di Matteo Zapparelli
Muses di Francesco Falconi
Fateful di Claudia Gray
Under the never sky di Veronica Rossi


This month's Rolling thought(s)


#1 Questo mese non ci sono stati molti vaneggiamenti mentali per il fatto che sono stata (quasi) tutto il tempo a studiare. I miei pensieri sono stati perlopiù del tipo: "non ce la farò mai", "mi bocceranno", "non passerò nessuno dei tre esami", "mi manca ancora tutto questo?!", "dannato preterito spagnolo", "dannati Giuramenti di Strasburgo"... e cose del genere, quindi non vi annoierò più di tanto!
#2 Ho finalmente acquistato il nuovo cd dei Paramore *-* Le canzoni che ascolto di più sono Part II e Hate to see your heart break (video).
#3 For all the air that's in your lungs For all the joy that is to come For all the things that you're alive to feel Just let the pain remind you hearts can heal...
#4 Giovedì pomeriggio, dopo aver finito l'esame di inglese, ho preso il treno ed è stato il viaggio di ritorno a casa più bello degli ultimi tempi.
#5 Sempre lo stesso giovedì ho pensato seriamente "da oggi non mi laverò più la mano". Alla fine me ne sono dimenticata e l'ho lavata, la mano.
#6 Quando è bel tempo sono felice.

lunedì 29 aprile 2013

RECENSIONE: Garden, Il giardino alla fine del mondo di Emma Romero

Oh mamma, perchè non riesco mai a scrivere le recensioni subito dopo aver finito un libro?! Devo sempre rimanerci sopra giorni e giorni, a rimuginarci... e intanto si accumulano, perchè leggo più veloce di quanto scrivo. D:
Btw, se volete provare a vincere una copia di questo romanzo vi ricordo il giveaway in corso sul blog. Click here.


Titolo: Garden, Il giardino alla fine del mondo
Autore: Emma Romero
Data di uscita: 2 Aprile 2013
Editore: Mondadori Chrysalide
Pagine: 270
Prezzo: € 14.90
Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un’infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l’Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L’unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l’anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire…

My rolling thought
Tutto rinasce nella pace, e in pace prospera.
Garden, Il giardino alla fine del mondo racconta le vicende di Maite, una ragazza di 16/17 anni, che vive in una ipotetica Italia rinascimentale del futuro in cui la guerra ha distrutto ogni cosa e gli scontri sono all'ordine del giorno. Il nuovo sistema politico prevede la suddivisione del suolo italiano in otto grandi terre; Maite vive nel Regno di Amor, risorto dalle proprie ceneri e in cui gli abitanti vivono in una relativa tranquillità in quanto le guerre sono tenute sotto controllo da molto tempo. La ragazza lavora nella Fabbrica Gialla ma il suo più grande sogno è quello di poter cantare liberamente. Ma non può. Nel Regno di Amor ogni forma d'arte è stata vietata, proibita, annullata; canto, pittura, scrittura, sono arti riservate a pochi eletti ed ogni deviazione dal tracciato viene punita severamente. Essere catturati o condannati a morte non fa più alcuna differenza; essere in ritardo, intrattenersi conversando, raccontarsi storie, prevede la cattura immediata. Gli abitanti di Amor sono costantemente sorvegliati e tenuti sotto controllo da telecamere sparse in ogni luogo e dai Giusti, responsabili dell'ordine pubblico. Per questo motivo Maite sogna di poter raggiungere Garden, un giardino alla fine del mondo di cui le ha sempre parlato la zia ma che sembra essere solo un luogo mitico, ma nonostante tutto lei ci crede. La cattura della sua migliore amica Erika sarà la scintilla che la porterà ad agire, a ribellarsi a quel sistema che annienta la volontà degli uomini e che li trasforma in semplici automi.

Non nego di aver voluto leggere questo romanzo a tutti i costi. Appena sono iniziate a circolare le prime notizie a riguardo mi sono detta "Ehi, è un distopico italiano... non puoi lasciartelo sfuggire!". E così è stato. Ero molto curiosa di leggere un distopico italiano, per capire come ce la caviamo nella nostra penisola con questo genere e per dare fiducia ad una nuova autrice perlopiù sconosciuta. Devo dire però che ho fatto un pò di fatica ad orientarmi in questo romanzo. Alcune cose mi sono piaciute, altre mi hanno fatto storcere un pò il naso. Sicuramente è un romanzo con del bel potenziale e dalle idee interessanti che andrebbero sviluppate meglio, perchè indubbiamente non sono da gettare via.
Mossi i primi passi tra le pagine di Garden, ho fatto fatica ad ambientarmi tra le vicende che mi apprestavo a leggere. Buona parte della parte iniziale si concentra nell'alternare il punto di vista di Maite del presente a vicende passate, un'espediente che mira a lanciare le prime nozioni sulle guerre, sulla distruzione e su come si è arrivati a questo nuovo modello politico, intervallate dalle memorie di Maite da bambina che ricorda le lucciole, un piccolo chiosco che vendeva cibo e il giorno in cui le è stato assegnato il suo lavoro alla Fabbrica Gialla. Tutte queste informazioni sono interessanti e necessarie, ma il continuo cambio di punto di vista mi ha un pò disorientata, e non ha colpito solo me, ma anche la trama che ha risentito di una certa lentezza. Abbattuto questo primo muro iniziale, la trama inizia a movimentarsi e, per un caso fortuito, Maite, dopo essere stata catturata, ha addirittura la possibilità di realizzare il suo sogno, poter cantare. Ma quello che per lei è sempre stata una passione ora è diventata una imposizione e la sua unica ancora di sopravvivenza: canta per salvare la propria vita, perchè è stata graziata, ma nel profondo del suo cuore nutre il sospetto di dover morire comunque, quindi deve agire in fretta. Aiutata dall'ambiguo figlio del Presidente - Einar - riuscirà a trovare una via di fuga e forse a poter raggiungere Garden.
Oltre Maite, ci sono diversi personaggi che si muovono tra le righe di questo romanzo (i genitori della ragazza, Luca, Erika e il suo fidanzato Davide, il fratellino di Erika, Einar, il Presidente, il gruppo di cantanti) ma sono tutti caratterizzati in modo così approssimativo che mi è impossibile tracciarne un quadro completo o averne un'opinione precisa. Così come la storia, che a volte sembra avere vita propria: veniamo catapultati in diversi scenari talmente in fretta e così velocemente che è difficile seguirne il filo logico. E' tutto un pò abbozzato e superficiale; lo stile semplice e diretto.
Garden non presenta alcuna innovazione particolare in campo distopico: una società suddivisa in fazioni, un computer che assegna il lavoro in base alle capacità, un "corpo" che preserva l'ordine pubblico, un Presidente crudele e spietato da combattere, un sistema da sovvertire, una ragazza che assume su di sè la responsabilità di tutto... allora perchè leggerlo?  Beh, quello che mi ha colpito fin da subito è stato come è stato trattato l'argomento "arte". L'arte è da sempre stato un mezzo per esprimere la creatività umana, per comunicare; ogni forma d'arte è bella e particolare, trasmette sensazioni, emozioni, pace, tranquillità, infonde gioia, fa star bene. Eliminare l'arte, vietarla e punirla, corrisponde ad una morte. Morte dello spirito, dell'anima, dell'essere umano. E gli abitanti di Amor sono morti, sono macchine che camminano, che producono, e nient'altro; sono morti e non provano emozioni, neanche quando uno dei propri familiari viene catturato e portato via dai Giusti. Loro dimenticano, dimenticano e basta.
Garden, Il giardino alla fine del mondo si presenta come un volume autoconclusivo  ma secondo me non è affatto così. La storia termina con un piccolo colpo di scena che ha risollevato la mia attenzione e la mia curiosità. L'autrice stessa ha affermato di poter riprendere in mano il suo lavoro, e io vorrei dirle questo: fallo, Emma, perchè le tue idee non sono niente male ma basterebbe un pò più di approfondimento e accortezza per dare vita ad una bella serie.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

Vi prego, basta con queste assurde fascette. D:

Non ne abbiamo bisogno, nè noi lettori nè gli autori. Se un libro merita, merita indipendentemente da tutto il resto.
Ho perso il conto di quante volte l'ho scritto/detto/pensato.

sabato 27 aprile 2013

RECENSIONE: Corner's Church di Matteo Zapparelli

Ultima recensione della settimana. 
Questa volta riguarda il romanzo di un autore che mi ha contattata personalmente per farvi conoscere il suo lavoro, e per questo lo ringrazio sia della copia ebook sia dell'opportunità e della fiducia che mi ha dato. E' stato davvero gentile, disponibile e comprensivo perchè non sono pratica di thriller, quindi spero di riuscire a fare un lavoro accettabile nel recensirlo!


Titolo: Corner's Church
Autore: Matteo Zapparelli
Data di uscita: 23 Novembre 2012
Editore: Narcissus Self Publishing
Pagine: 184
Prezzo: € 2.49
Solo in formato ebook
Alex Snyder, detto il Biondo, è un agente federale la cui unica ossessione è quella di trovare e ammazzare con le proprie mani un pericoloso serial killer, soprannominato Serpe, che ha ucciso il suo più caro amico e collega Bob.
Il Biondo è un uomo malato, al quale un grave tumore al cervello ha concesso al massimo un paio d'anni. La sua vita non ha più alcun valore. Pur di trovare Serpe è disposto a tutto, scendendo a qualsiasi compromesso. Seguendo le tracce dell'assassino il Biondo giunge a Corner's Church, una minuscola cittadina del Colorado, dove stringe un patto con il vicesceriffo Benson, un uomo arrivista e svogliato, il cui unico interesse è concludere la carriera in bellezza. Tenendo nascosto il caso all'FBI, Benson spera di prendersi tutti i meriti, lasciando al Biondo la sua personale vendetta. E' un gioco perverso, quello di Serpe, ma è un gioco nel quale solo il Biondo è protagonista...

My rolling thought
Alex Snyder è qui per una questione tutta sua. E' un uomo che ha visto abbastanza da non poter più fare marcia indietro, glielo si legge negli occhi.
Vorrei iniziare questa recensione ribadendo il fatto che non sono una lettrice di thriller; chiedo perdono dunque a tutti coloro appassionati di questo genere o che comunque ne sanno più di me se questa recensione potrebbe sembrare ai loro occhi troppo ingenua o altro. E' semplicemente l'umile punto di vista di una lettrice che per qualche ora si è addentrata in un genere tutto nuovo per evadere dalle solite letture che ama tanto.
Detto questo, passo ad illustrarvi con piacere il contenuto del libro d'esordio di Matteo Zapparelli, un giovane autore veronese che ha scelto di esordire con un thriller dalle tinte oscure e misteriose intitolato Corner's Church.
Corner's Church è una piccola e tranquilla cittadina americana in cui la criminalità viene controllata e punita dal vicesceriffo Benson, un uomo ormai vicino alla pensione che non vede l'ora di concludere i suoi anni di servizio nel migliore dei modi. Ma la quiete della cittadina viene messa a dura prova dall'arrivo in città di Alex Snyder - detto il Biondo -, un agente federale sulle tracce di un pericoloso serial killer chiamato Serpe. Di questo pericoloso assassino non si conosce nulla, neanche il volto, tanto meno la motivazione che lo spinge ad uccidere nei modi più violenti e crudeli donne di qualunque età senza alcuna distinzione. Il Biondo è sulle sue tracce, deciso a catturarlo e ad ucciderlo con le sue stesse mani a qualunque costo. D'altronde non ha niente da perdere: il suo migliore amico Bob è morto e gli è stato diagnosticato un cancro al cervello inoperabile che lo sta portando lentamente ma inesorabilmente alla morte. Come in un gioco violento e perverso, Serpe inizia a mietere le sue prime vittime, e sui  luoghi dei delitti lascia degli indizi scritti con il loro stesso sangue a il Biondo per fargli intuire le sue prossime mosse. Ma il tempo stringe. L'intricato filo che lega il Biondo, Serpe e le vittime deve essere sciolto al più presto, e solo Alex è in grado di farlo.
La trama di Corner's Church si rivela pian piano: inizia in sordina e poco alla volta si viene catturati dalle sue pagine, in un crescendo si suspance e tensione che trova il culmine nelle sue ultime pagine. La storia è narrata con semplicità, la trama è ben costruita e il punto di vista prende in esame tutti i personaggi coinvolti nelle vicende. Infatti, il punto forte di questo romanzo sono proprio quest'ultimi, i personaggi: non solo Alex, che a prima vista potrebbe sembrare il protagonista indiscusso, ma anche tutti gli altri. In poche righe ci vengono narrate le vicende e la vita di ognuno, delle vittime, degli abitanti di Corner's Church, e questo non fa altro che renderceli conosciuti, vicini. Ma un posto privilegiato è comunque riservato a il Biondo e a Serpe. La psicologia del Biondo è ben delineata, veniamo sommersi dai suoi pensieri e dagli obiettivi che si è prefissato, la sua ossessione è talmente forte che deve raggiungere a tutti i costi il suo desiderio di vendetta. Perchè quella del Biondo non è altro che un desiderio di vendetta che corrode l'anima e che fa perdere di vista le cose più essenziali della vita, annebbia la vista e la mente, con le sue spire oscure e nebbiose. Serpe invece è un killer spietato, controverso, criptico, non trova piacere nell'uccidere le sue vittime in quanto la sua si rivela essere una missione, ed anche lui è disposto a tutto per portarla a compimento. Tra il killer e il Biondo si instaura una relazione di reciproca ossessione, si danno la caccia e si inseguono a vicenda, e alla fine scontrano. Il finale porterà alla luce le vere intenzioni di Serpe e l'animo irrequieto del Biondo verrà soddisfatto.
Di questo finale avrei diverse cose da dire, ma ho deciso di non trattarlo in quanto non vorrei rovinare nulla a nessuno. Dico solo che mi è piaciuto molto, totalmente inaspettato ma adatto alla storia. Mi ha un pò ricordato un film che ho visto l'estate scorsa, Secret Window (con il mio amato Johnny D. ), tratto dal racconto di Stephen King Finestra segreta, giardino segreto
In conclusione, ho deciso di assegnare a Corner's Church tre stelline. E' un giudizio puramente indicativo perchè non ho un altro termine di paragone con cui confrontare questo romanzo. Mi è piaciuto, e vi ho trovato tutte quelle cose che mi vengono in mente pensando ad un thriller (protagonista vs antagonista, una trama con un mistero da risolvere, purtroppo morti innocenti, azioni realistiche, desiderio di giustizia e convolgimento morale).
Mi sento di sconsigliare però questo romanzo a chi è facilmente impressionabile: le morti ci sono, e a volte sono anche descritte in modo abbastanza dettagliato e spiacevole.
Per il resto, se siete in cerca di thriller potete provare con questo titolo.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

L'autore: MATTEO ZAPPARELLI

Matteo Zapparelli è nato e cresciuto a Verona. Si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Accanito lettore fin da giovanissimo e appassionato di letteratura americana, apprezza scrittori e generi letterari tra loro diversissimi. Scrive fin da ragazzo: suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su riviste cartacee e online, e alcuni sono stati finalisti di premi letterari. Da anni collabora con singoli autori e case editrici in qualità di editor freelance, e nel 2011 ha dato vita a BooksDreamer Literary Agency, agenzia letteraria e service editoriale.
Sito: click.

giovedì 25 aprile 2013

RECENSIONE: Noi siamo infinito (Ragazzo da parete) di Stephen Chbosky

Review time.
Vi anticipo che se state cercate una recensione oggettiva su questo libro qui non la troverete affatto. Semplicemente, non ci sono riuscita.


Noi siamo infinito (Ragazzo da parete)
The perks of being a wallflower di Stephen Chbosky

Editore: Sperling & Kupfer (23 Ottobre 2013)
Pagine: 271
Prezzo: € 16.90
Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

My rolling thought
WALLFLOWER (noun): in social situations, a wallflower is a shy or unpopular individual who doesn't socialize or partecipate in activities at social events. He or she may have other talents but usually does not express them in the presence of other individuals. The term comes from the image of a person isolating themselves from areasof social activities at ballroom dances and parties, where the people who did not wish to dance (or had no partner) remained close to the walls of the dance hall.
Quando leggo metà di un libro in poche ore non è un buon segno. Quando inizio a segnarmi citazioni dello stesso libro ogni cinque minuti non è un buon segno. Quando finisco un libro in due giorni (solo perchè crollo a notte fonda con il libro tra le mani) non è un buon segno. Tutti questi fattori combinati insieme non sono mai un buon segno.
Con Noi siamo infinito è successo proprio questo. Mi ha catturata, stregata, ipnotizzata, legata indissolubilmente alle sue pagine, a Charlie e alla sua storia. Da tempo non mi accadeva una cosa del genere, amare un romanzo e tutti i suoi personaggi dal profondo del cuore, e ora, scrivendo questa recensione a distanza di un pò di tempo, mi vengono ancora i brividi.
Io lo so perchè ho amato/amo questo libro. Io sono una wallflower, una persona qualunque, che passa inosservata, che sta per conto suo, che quando è in gruppo ascolta e fa attenzione a quello che la circonda, insicura. Nessuno sembra conoscermi davvero, cosa mi piace, cosa non mi piace, cosa mi fa ridere, piangere o emozionare. Ma in verità non sono un caso così disperato come potrebbe sembrare. Siamo tutti un pò così, anche se non ce ne rendiamo completamente ed immediatamente conto. Siamo tutti un pò come Charlie, in cerca di noi stessi e della nostra strada. In cerca di qualcosa che dia senso alla nostra vita.
Ho deciso di leggere questo libro proprio per il termine wallflower che compare nel titolo originale del libro, non solo perchè stava per uscirne il film al cinema. Quel "ragazzo da parete" mi incuriosiva, e dovevo capirne il motivo.
Charlie (il protagonista di questo romanzo epistolare) è un ragazzo da parete, una persona estremamente innocente, pura e sensibile. Charlie ha appena perso il suo migliore amico, la sua zia preferita e sta per iniziare il liceo. E' spaventato, così decide di affidare i suoi pensieri a delle lettere che vengono recapitate ad un anonimo destinatario di cui non ci viene rivelata l'identità nè altro, solo che sa ascoltare. Charlie ha bisogno di essere ascoltato, di condividere i suoi pensieri con qualcuno, perchè Charlie non sta bene. Dentro di lui si agitano sentimenti, emozioni, ricordi, che sono stati dimenticati da tempo, che lo tormentano e lo perseguitano come ombre spaventose. Quasi per caso, Charlie fa amicizia con Patrick e Sam, due fratellastri all'ultimo anno di liceo, che lo introducono pian piano nel loro mondo. Charlie si scontra con la droga, l'alcool e il sesso, ma conoscerà anche l'amicia e l'amore. Le lettere che Charlie scrive riflettono tutte le sue nuove esperienze, i suoi pensieri, i suoi timori e le sue aspettative. Il difficile e doloroso processo di crescita che affronta lo aiuterà a riportare alla luce i suoi conflitti e i suoi problemi, e a trovare la chiave per prendere coscenza di sè e di ciò che lo circonda. Solo quando avrà accettato se stesso e avrà capito che le persone che lo circondano (Patrick, Sam, il suo professore di letteratura e la sua famiglia) gli vogliono bene e lo apprezzano per quello che è davvero, Charlie riuscirà a trasformarsi e a lasciarsi il buio alle spalle.
Oltre ad aver amato la storia di Charlie, un'altro aspetto che mi è piaciuto è stata l'ambientazione: Chbosky ambienta il suo romanzo negli anni '90, un tempo che sembra essere troppo lontano dal nostro, eppure affascinante e attraente. Inoltre vengono inseriti lungo tutta la trama temi che agli inizi di questi anni non erano per niente attuali, come l'omosessualità e l'aborto, affidati al punto di vista di un ragazzino unico e sensibile come Charlie.
Non riesco a trovare le parole per descrivere tutte le emozioni che questo romanzo mi ha trasmesso: curiosità, comprensione, allegria, tristezza, paura, stordimento, empatia... l'ho semplicemente amato e mi sono commossa più volte verso la fine del romanzo. Ha avuto un effetto devastante su di me, tanto che non sono riuscita ad iniziare nessuna nuova lettura per un paio di giorni una volta terminato. Mi ha lasciata lì, a riflettere, su me stessa e su quello che sto facendo, su chi e cosa ho intorno. Un pò alla volta troverò anch'io la mia strada come Charlie.


★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

Concludo queste riflessioni con delle belle parole che ho trovato e che condivido in pieno, in quanto riassumono perfettamente tutto quello che mi ha trasmesso Noi siamo infinito:

#1 Sei speciale, anche se pensi che tu non lo sia.
#2 Non rimarrai sulla linea di confine per sempre.
#3 Anche se qualcuno sta peggio di te, ciò non cambia il fatto che provi quello che provi.
#4 Anche se non puoi cambiare il passato, puoi scegliere dove andare.
#5 Pensa agli altri, ma vivi per te stesso.
#6 A volte devi essere onesto per essere un buon amico.
#7 Quando ami qualcuno, devi dimostrarlo.
#8 Tutto ciò di cui hai bisogno è la canzone perfetta per sentirti infinito.
#9 E' okay essere sensibili.
#10 Ami qualcuno solo quando la sua felicità è più importante della tua.


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Noi siamo infinito
The perks of being a wallflower

Paese di produzione: USA
Anno di produzione: 2012
Durata: 102 minuti
Genere: drammatico
Regia / Soggetto / Sceneggiatura: Stephen Chbosky
Interpreti e personaggi: Logan Lerman (Charlie), Emma Watson (Sam), Ezra Miller (Patrick), Mae Withman (Mary Elizabeth), Kate Walsh (madre di Charlie), Dylan McDermott (padre di Charlie), Melanie Lynskey (zia Helen), Nina Dobrev (Candace), Johnny Simmons (Brad), Paul Rudd (professor Anderson).







Qui e ora noi siamo vivi, e giuro che siamo infinito.

L'altro giorno vi avevo detto che avevo intenzione di aprire una nuova rubrica per parlare di film, ma ero un pò indecisa... beh, l'idea mi era venuta perchè ho visto il film di Noi siamo infinito ma non mi sento ancora pronta per un passo del genere. Non sono una critica di cinema, non mi intendo di tecniche di ripresa, effetti speciali ecc., quindi ho abbandonato l'idea. Però volevo lasciarvi le mie riflessioni su questo film, quindi ho deciso di allegarle alla recensione del libro. ^_^
Di questo film non posso che riconfermare tutto quello che ho scritto poco fa per il libro: mi ha colpita dritta al cuore.
Di solito i film tratti dai libri che leggo mi deludono quasi sempre, ma questo no, è stata un'eccezione, e ne sono contenta (forse perchè non era un fantasy / paranormal romance / urban fantasy ecc.).
E' stato emozionante vedere sullo schermo e in carne ed ossa i personaggi di cui avevo letto la storia solamente il giorno prima; vederli muoversi ed agire concretamente, osservare le loro espressioni e i loro gesti nell'esatto modo in cui me li ero immaginati nella mia mente mentre leggevo.
Non sono in grado di giudicare la recitazione degli attori, ma posso dire di averli trovati tutti perfetti e bravissimi. Logan Lerman è Charlie, Emma Watson è Sam, Ezra Miller è Patrick, non solo in termini di ruolo/personaggio, ma nel modo di essere. Sono riusciti a calarsi ognuno nella loro parte, incarnando perfettamente l'essere del corrispettivo cartaceo. Sono stati favolosi. Li ho adorati tutti e tre in egual modo.
Vedere l'autore del libro nelle vesti di regista è stato bello. Mi ha fatto capire il modo esatto in cui egli stesso ha immaginato la sua storia fin dal principio ed è anche riuscito a trasmettermela come voleva, perchè durante la lettura ho immaginato le stesse identiche cose che ha mostrato nel film.
La trama è stata snellita di alcuni dettagli, ma non ha perso nulla di importante, il messaggio è passato lo stesso.
La scena che aspettavo di vedere con più trepidazione era quella del tunnel, quando Sam si alza in piedi sul pick-up e allarga le braccia con il vento che le fa volare il vestito. E' stata emozionante. Così come la scena finale e le parole che dice Charlie.
Vi consiglio sia libro che film, con la speranza che vi catturino come hanno fatto con me.
Okay, ora vi lascio in pace.

mercoledì 24 aprile 2013

RECENSIONE: L'ultima voce di Alessia Esse

Ringrazio Alessia per avermi dato l'opportunità di leggere la sua novella con una settimana di anticipo. :3
Io l'ho letta in anteprima e voi no. u.ù


Titolo: L'ultima voce
Autore: Alessia Esse
Data di uscita: 30 Aprile 2013
Editore: Autopubblicato
Prezzo: € 0.00
Solo in formato ebook

Vega G abbandona la villetta rossa in cui si è introdotta di nascosto, e corre verso il mono-aereo che la porterà lontano. Ma lontano è un concetto relativo, perchè un ricordo continua a seguirla. Un ricordo vecchio, ma non sbiadito. Un ricordo che ha la voce di un ragazzo. L'ultima voce maschile che la Presidentessa ha udito prima di diffondere il virus.











My rolling thought
Entro Novembre il mondo avrà un'unica faccia: quella delle donne.
In realtà questa non sarà un vera e propria recensione. E' piuttosto un post per tessere le lodi di Alessia, della sua fantastica trilogia e per parlarvi un pò di questa novella che uscirà a fine mese in modo del tutto gratuito e nel solo formato digitale.
Ormai tutti noi conosciamo un pò Perfetto: ne abbiamo sentito parlare, lo abbiamo letto o desideriamo farlo, aspettiamo con trepidazione Segreto (che uscirà questo autunno) e malediciamo la sua autrice perchè ci sta facendo friggere a fuoco lento nella nostra stessa impazienza nell'attesa di sapere in che modo si svilupperanno le vicende di Lilac&Company.
Io Perfetto l'ho letto (qui la mia recensione) e l'ho trovato un libro assolutamente fantastico: originale, innovativo, che colpisce l'attenzione del lettore fin dalle primissime magnetiche righe. Forse il mio entusiasmo deriva dal fatto che non ho mai trovato nulla del genere in un libro pubblicato da un autore italiano e per questo ammiro tanto Alessia per aver intrapreso la strada dell'autopubblicazione per condividere la sua storia con tutti noi.
E' una bella storia, Perfetto, narrata con semplicità ma anche con un tocco di originalità. Quante volte abbiamo sentito la frase "se gli uomini non esistessero sarebbe un mondo migliore?!". Ecco, Alessia l'ha creato con le sue mani e la sua penna quel mondo. Sarebbe un mondo fantastico e perfetto sotto un certo punto di vista, ma alla fin fine sarebbe anche incompleto (nonostante tutte le innovazioni tecnologiche e non che le donne in Perfetto sono riuscite a sviluppare), ammettiamolo.
Ditemi, vi ho fatto venire voglia di leggerlo? :D
A tutti coloro che lo hanno letto e sono in crisi d'astinenza, invece, posso dire di correre a scaricare e leggere L'ultima voce non appena ne avranno la possibilità e quando la novella sarà disponibile.
E' una novella molto breve ma molto significativa e mi è impossibile illustrarvene il contenuto senza cadere in uno spoiler grosso come tutto l'Universo. Quello che posso dirvi è che la storia è ambientata nei momenti immediatamente precedenti alla diffuzione del virus e che ci saranno rivelazioni scioccanti che riguarderanno un personaggio particolare. Io sono rimasta letteralmente a bocca aperta e leggere la novella ha sortito l'effetto catastrofico di farmi ardentemente desiderare di avere tra le mani Segreto.
Concludo questo piccolo post di considerazioni su La trilogia di Lilac di Alessia Esse lasciandovi con le sue stesse parole, che inquadrano con maggior chiarezza il contenuto della novella e della cover meglio di quanto io sia riuscita a fare:
"La storia raccontata nella novella, infatti, riguarda un periodo antecedente a quello degli eventi di Perfetto e Segreto. Un periodo in cui l'oscurità di Vega G (il nero delle altre copertine) non ha ancora preso il sopravvento sulla luce. I due fiori sono dei boccioli di erica. Quello violaceo rappresenta la solitudine, mentre quello bianco rappresenta il concetto di protezione."
Brrr. Vega G mi fa paura.

martedì 16 aprile 2013

RECENSIONE: E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver

Ecco la recensione che vi avevo promesso per questa settimana. ^_^
Alla fine sono riuscita a scriverla ma non sarà molto lunga perchè devo tornare immediatamente a studiare; spero di riuscire trasmettervi il mio punto di vista e le mie opinioni anche in "versione ridotta".


E finalmente ti dirò addio
Before I fall di Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway (9 Novembre 2010)
Pagine: 430
Prezzo: € 18.00
Samantha Kingston ha tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare: il ragazzo più bello della scuola, tre amiche fantastiche, un’incredibile popolarità. Quel venerdì 12 febbraio si preannuncia come un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece non andrà così, perché quella sera Sam morirà. Tornando con le sue amiche in macchina da una festa avrà un incidente. La mattina seguente, però, la ragazza si risveglia misteriosamente nel suo letto ed è ancora il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, Sam continua a rivivere quella sua ultima giornata. Ogni volta si comporterà in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente che la farà morire. Ma riuscirà a uscire da quell’incubo solo quando capirà che non è per salvare se stessa che continua a tornare…




My rolling thought
Sono morta ma non riesco a smettere di vivere.
Dopo aver letto Delirium mi sono completamente innamorata della Oliver (come d'altronde è capitato a - quasi - tutti). Non avendo avuto ancora l'opportunità di leggere Pandemonium, ho deciso di sopperire alla sua mancanza con E finalmente ti dirò addio, un romanzo che volevo leggere da tantissimo tempo, quindi ne ho approfittato per immergermi di nuovo tra le meravigliose parole di questa straordinaria autrice.
Premetto però che non sono riuscita ad innamorarmi di questo libro nel modo in cui avrei voluto: mi è piaciuto, questo è indiscutibile, ed ho anche ritrovato tutte quelle piccole cose che ho amato in Delirium, ma per me è stata una bella lettura, certamente originale e coinvolgente, ma ero proiettata troppo in là con la trama per farmi sommergere dalle parole. Diciamo che in quest'occasione la mia lettura è stata più di tipo oggettivo che soggettivo, senza che me ne sia resa davvero conto.
La storia inizia e finisce il giorno di San Valentino. Quel particolare 12 Febbraio, infatti, Samantha "Sam" Kingston muore in un brutto incidente d'auto ma, prima di "passare oltre", si trova a rivivere per sette volte sempre lo stesso giorno. Sam non riesce a capire perchè, dopo essere morta, continua a tornare indietro, a risvegliarsi ogni mattina nel suo letto, come se fosse la protagonista di un film che viene riavvolto ogni notte per farla catapultare di nuovo agli eventi di quella mattina. Affrontare la morte le farà capire a poco a poco quali sono le cose davvero importanti nella vita e tutto ciò che rischia di perdere; l'incontro con la morte le farà rivalutare la sua vita, le sue amicizie, la sua famiglia... il suo comportamento, la sua intera esistenza.
Ma Sam non arriverà a questa nuova coscienza tutta in una volta, ma poco a poco: infatti, se in un primo momento la ragazza vedrà solo gli aspetti vantaggiosi di rivivere sempre lo stesso giorno (come ad esempio agire a briglia sciolta fumando e seducendo il suo professore perchè tanto il mattino dopo sarà tutto finito), alla fine capirà di dover impiegare questa opportunità in modo diverso, scavando in profondità nel suo animo e in quello delle persone che le stanno intorno. Sam capirà di avere una missione ben precisa e cercherà in tutti i modi di portarla a compimento, anche sbagliando, ma impegnandosi con tutta se stessa.
L'essere "Samantha Kingston la ragazza più popolare della scuola" passerà in secondo piano, Sam si metterà in secondo piano, dando la precedenza agli altri invece che a se stessa. Ed è questo il vero segreto del romanzo: perchè Sam è una ragazza bella e popolare, amata da tutti, con un ragazzo perfetto e delle amiche perfette, con una vita invidiabile; Sam è antipatica e superficiale, non si preoccupa di offendere i sentimenti delle persone che incontro perchè a lei è tutto perdonato. Ma Sam cambia: rivivere sempre lo stesso giorno le farà comprendere il vero senso della sua vita e della sua morte, forse avvenuta troppo presto. E' come se Sam dovesse attraversare un processo di purificazione, di catarsi, e se inizialmente non accetta tutto quello che le sta succedendo, alla fine, arriverà all'accetazione della sua condizione.
La Oliver ha fatto un ottimo lavoro su questo personaggio, così come nella costruzione della trama. La storia parte lentamente e, se ad ogni nuovo inizio abbiamo l'impressione di leggere sempre le stesse cose, a lungo andare non è più così: la trama assumerà ogni volta nuove sfaccettature, nuovi dettagli che prima Sam non aveva notato ma che ora assumono una rilevanza particolare.
Come dice Sam stessa nel libro dobbiamo cercare di non giudicarla perchè alla fine anche noi siamo un pò come lei, un pò egoisti ed egocentrici. Ma migliorare è sempre possibile, così come riparare ai nostri errori. Sam l'ha capito, anche se in ritardo, ma le è stata data un'opportunità e non l'ha sprecata.
Il finale è perfetto, l'ho trovato azzeccatissimo per una storia del genere, e non nego di essermi emozionata un pochino perchè io non ho tutta questa forza.
Vi consiglio di leggere questo libro, se ancora non l'avete fatto, perchè merita davvero tantissimo (nonostante il mio voto - ma vi ho già spiegato il perchè).


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. (:

giovedì 11 aprile 2013

THROUGH THE KEYHOLE #6: Bianca come il latte Rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia

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Through the keyhole è una rubrica di consigli letterari. Molto spesso, in libreria o su internet, avvisto titoli interessanti su cui però non mi soffermo molto per mancanza di tempo o dimenticanza. E' un modo per conoscere le vostre opinioni in anticipo e per sapere quindi se il libro in questione vale la pena di essere letto o meno.
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Bianca come il latte Rossa come il sangue
Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori (26 Gennaio 2010)
Pagine: 254
Prezzo€ 19,00
Non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato – racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento --- Leo ha sedici anni: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore di scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando sprona gli studenti a cercare il proprio sogno. Leo ha un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che ha a che fare con la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, Silvia, una presenza affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha qualcosa a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
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La copertina di questo libro mi ha sempre chiamata, ma io ho sempre resistito. La trovo bellissima, ma la mia forza di volontà è sempre stata più forte del suo richiamo.
Ora, con l'uscita dell'omonimo film al cinema, mi è venuta tanta voglia di leggerlo e, nonostante abbia deciso di farlo al 100%, volevo comunque sapere le vostre opinioni in merito ed in anticipo.
Mi sono fatta un giretto su Goodreads l'altro giorno ed ho trovato tantissime recensioni negative che concordano sul fatto che questo sia un romanzo scritto per la maggior parte come una di quelle citazioni che si possono trovare nei Baci Perugina e che banalizza fino all'estremo il concetto di "adolescente" di oggi.
Non mi aspetto di ritrovarmi davanti un altro John Green con una versione italianizzata di Colpa delle stelle, ma volevo comunque sapere se valeva la pena leggerlo.
Potrà sembrare un controsenso quello che vi chiedo in quanto ho deciso che lo leggerò lo stesso... ma sono davvero molto curiosa di sapere le vostre impressioni. ^_^