lunedì 12 ottobre 2015

RECENSIONE: I Was Here di Gayle Forman

GOOD DAY, READERS!
Oggi vorrei parlarvi di I Was Here di Gayle Forman, libro di imminente pubblicazione qui da noi. Ho scritto una recensione bruttissima, ma non sono riuscita a spiegarmi bene >_< perché devo ancora scrivervi un post particolare in cui esprimo il mio pensiero riguardo i libri che trattano questo argomento - che ultimamente sembrano avere molto successo.
Tralasciando le mie incapacità, vi lascio i dati dell'edizione italiana: I Was Here sarà pubblicato con il titolo LAGGIÙ MI HANNO DETTO CHE C’È IL SOLE il 27 OTTOBRE 2015 dalla MONDADORI CHRYSALIDE€ 18.00 per 250 PAGINE (WHAT? °A°).


I Was Here
di Gayle Forman

Viking • 27 Gennaio 2015 • 288 pagine • BOOK DEPOSITORYENG
Questa è la lettere che Cody riceve il giorno in cui Meg, la migliore amica di sempre, si toglie la vita bevendo una bottiglia di candeggina in una squallida stanza di un motel. Cresciute insieme, Meg e Cody erano inseparabili, non esistevano segreti tra loro, o almeno questo era quello che pensava Cody. Quando però va a recuperare le cose dell'amica nella città dove un anno prima si era trasferita per andare al college, scopre che c'è tutta una parte della vita di Meg da cui lei era stata esclusa: i coinquilini, gli amici del college e Ben. Il ragazzo con la chitarra, un sorriso strafottente e tanti, troppo lati oscuri. E poi c'è un file criptato sul computer dell'amica che una volta aperto, sconvolgerà Cody: all'improvviso tutto quello che credeva di sapere su Meg sembrerà non avere più senso.

My rolling thought
Anything that kills hope is a sin.
I Was Here è un romanzo autoconclusivo di Gayle Forman, autrice conosciuta qui da noi grazie alle sue due duologie If I Stay e Just One Day. Io ho letto If I Stay e Where She Went, e mi sono piaciuti così tanto da farmi ripromettere di leggere altro di questa autrice. 
Avevo aspettative particolari per I Was Here dopo aver letto questi due suoi precedenti libri, e speravo in un lavoro molto simile a quello fatto per If I Stay nella trattazione di una tematica particolare e difficile.
I libri di Gayle Forman - o almeno quelli che ho letto - partono da elementi che potrebbe sembrare banali e scontati, ma che tra le mani di questa scrittrice si trasformano in qualcosa di ben preciso e facilmente riconducibile al suo universo grazie ad uno stile delicato ed evocativo, e la centralità di argomenti quali dolore, amicizia, crescita e una buona dose di speranza.
Sebbene I Was Here rientri perfettamente in quanto ho appena scritto, l’ho trovato efficace solo a metà: c’è una parte che mi ha relativamente convinto, e una parte che non ho potuto sopportare per niente.
La parte che non mi è piaciuta è quella romance, e mi ha portato a riflettere su cosa volesse realmente scrivere la Forman: l’argomento principale era solo una scusa per la parte romance, o la parte romance è stata una grossa svista che ad un certo punto è diventata un essere dotato di vita propria, indomabile, che ha fatto sviare l’autrice dal suo intento originario?
L’intera storia di amicizia tra Meg e Cody, la scomparsa della prima e il dolore della seconda, si perde nel momento esatto in cui subentra la trama romantica tra Cody e Ben. Non credo ce ne fosse bisogno perché già il libro tratta di un argomento particolarmente intenso come il suicidio, quindi tutta questa parte mi è sembrata totalmente inutile nonché scontatissima. (Cody non è mai stata con un ragazzo, Ben suona in una band ed è stato con un numero indefinibile di ragazze; i due si incontrano per caso, in un locale, mentre Cody cerca di capire perché la sua amica è arrivata a quella decisione; blahblahblah; Ben decide di aiutare Cody; blahblahblahblah; colpo di scena; blahblahblah; fine). I Was Here sarebbe stato un libro migliore se privato di questa parte.
L’altra parte, quella che sono riuscita ad apprezzare un pochino di più, è quella che parla di Meg e Cody, e della loro amicizia. Cody deve affrontare la perdita della sua amica, che non sapeva nascondesse dentro di sé questo grande demone. Meg è sempre stata la più solare tra le due, la più positiva, con una bella famiglia e una vita apparentemente perfetta; Cody, invece, ha una famiglia a metà, non ha un bel rapporto con la madre, e sembra sempre circondata da una nuvola grigia che non le permette di vedere la luce che c’è al di là di essa.
Con questo Gayle Forman vuole lanciare un messaggio ben preciso che non esplicita direttamente tra le pagine del suo libro, ma lascia a noi il compito di coglierlo: per quanto la vita di una persona possa sembrarci perfetta, senza problemi e senza difficoltà; per quanto una persona possa sembrarci così solare, positiva e allegra all’esterno, non sapremo mai cosa nasconde all’interno della sua anima, quale oscurità avvolge la sua mente.
Tutto ciò è riuscito a colpirmi in un modo particolare perché si lega ad un momento ben preciso del libro. Leggendolo, mi sono quasi spaventata perché sì, è innegabile, fa paura: fa paura per quanto è reale. Lo pensa Cody, ma insieme a lei anche noi siamo inevitabilmente portati a pensarlo: “Se dovessi farlo io, come lo farei? Cosa mi servirebbe? Come posso procurarmi quello che mi serve?”
La lettura di I Was Here è stata difficile. Difficile non solo perché una grandissima parte non mi è piaciuta, ma difficile anche perché fa sorgere interrogativi spaventosamente reali. È innegabile il messaggio che vuole lasciare la Forman, ma non credo che tutti possano leggere il suo libro, soprattutto se a cuor leggero.
Avevo assegnato 3.5 stelline appena conclusa la lettura, ma credo di voler abbassare il rating a 3 stelline perché ora come ora ho solo ricordi particolarmente tristi legati a questo libro. Lo consiglio con le dovute precauzioni, se vi interessa o incuriosisce.

★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

8 commenti:

  1. Mmmm...io non ho ancora letto nulla di questa autrice, ma di certo mi incuriosisce ;-)
    Comunque ti sei spiegata benissimo!

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    1. Ti consiglio la duologia di If I Stay, allora: questa mi è piaciuta moltissimo. :D
      Oh, grazie!

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  2. Ho letto il primo libro, e volevo leggere anche i seguenti, ma sono incappata in due dubbi colossali:
    1. inglese o italiano? Ultimamente sto cercando di buttarmi di più sulla versione originale, per apprezzare di più le scelte stilistiche, però è anche vero che la tua lingua madre è sempre la lingua in cui senti meglio le emozioni
    2. i due libri seguenti sono stati influenzati tanto dal successo dell'autrice?

    Aiutami, così mi decido una volta per tutte ahah :)
    Grazie per la recensione!
    Veronica

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    1. L'inglese è semplice e ti assicuro che le emozioni arrivano anche se non è la tua lingua madre: la Forman ha uno stile delicatissimo.
      Il secondo interrogativo non credo di averlo compreso del tutto XD la serie If I Stay è stata scritta prima del boom di questi libri sul suicidio o su ragazzi con malattie, quindi sono riuscita ad apprezzarlo di più rispetto a I Was Here, che si perde in questo filone.

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  3. Oddio ma non lo avevo mica capito che anche questo romanzo era a tema suicidio *fugge*
    *torna* no va be', a questo punto non penso lo leggerò :/ già la Forman non mi aveva convinta a con Resta anche domani >.<

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    1. Hahahha, è così Den XD no, a te lo sconsiglio: so che non ti piacciono questi libri. :)

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  4. mmm. credo che lo aggiungerò in wishlist! mi incuriosisce proprio tanto! e il fatto che sia autonconclusivo mi spinge a comprarlo! >.<

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