sabato 18 luglio 2015

RECENSIONE: The Queen of the Tearling di Erika Johansen

HEY HEY HEY! HELLO, LOVELY READERS!
In questi giorni ho letto un libro, ieri sera l'ho finito e stamattina ne ho scritto la recensione. Avevo il bisogno fisico e mentale di parlarne con qualcuno, di parlarne con voi, di lasciare la mia opinione, di aiutare qualcuno, di intavolare una discussione, quindi ho dovuto per forza interrompere la mia pausa estiva con questo post. Mi fa stranissimo lasciarvi questa recensione e poi ritornare di nuovo al silenzio, ma DOBBIAMO PARLARE DI QUESTO LIBRO, DOBBIAMO PER FORZA! Vi va? La recensione che prende le ragnatele non è una bella immagine.
Vi avverto: a) la recensione è lunga, e b) leggete a vostro rischio e pericolo, ma non ci sono spoiler.

The Queen of the Tearling
The Queen of the Tearling di Erika Johansen

Editore: Multiplayer Edizioni (9 Luglio 2015)
Pagine: 400
Prezzo: € 19.00
Il giorno del suo diciannovesimo compleanno la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio alla volta del castello in cui è nata per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Kelsea è una ragazza determinata che adora leggere e imparare e che somiglia ben poco a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Kelsea sarà pure inesperta, ma non è indifesa: al collo porta lo zaffiro di Tearling, un gioiello dagli immensi poteri magici, ed è accompagnata dalla Guardia della Regina, un gruppo scelto di coraggiosi cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus. Kelsea avrà bisogno di tutti loro per sopravvivere alla cabala di nemici che cercherà di impedire la sua incoronazione con ogni mezzo, da sicari dai mantelli cremisi a tremendi incantesimi di sangue. Nonostante il suo sangue reale, Kelsea è ancora una giovane piena di insicurezze, una bambina chiamata a guidare un popolo e un regno dei quali non sa praticamente nulla. Quello che scoprirà nella capitale, però, cambierà tutto, mettendola di fronte a orrori inimmaginabili. Sarà un gesto semplice quanto audace a gettare il regno nel caos, scatenando la vendetta della tirannica sovrana della vicina Mortmesne: la Regina Rossa, una strega posseduta dalla magia oscura. Kelsea dovrà scoprire di chi fidarsi tra i suoi servitori, i nobili di corte e le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea dovrà affrontare un viaggio alla scoperta di sé stessa e una prova del fuoco che la faranno diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere.

My rolling thought
Tutto questo è sotto la mia responsabilità. Tutto questo è il mio regno.
The Queen of the Tearling: uno dei libri che morivo dalla voglia di leggere fin dalla sua uscita in patria. Voi non potete capire il dilemma esistenziale che mi ha accompagnato per diverso tempo: “lo prendo o non lo prendo, in lingua? Quella cover è meravigliosa, ma spenderci 20€+ mi pare un po’ troppo.” Poi è arrivata la notizia della sua pubblicazione in italiano con la stessa cover, un’edizione particolare e contenuti extra e ho deciso di aspettarla. Okay, il prezzo pre-annunciato era praticamente lo stesso, ma per una volta che una Casa Editrice italiana si occupa di un libro come ha fatto la Multiplayer, beh, approviamo e proviamo ad appoggiare questo progetto. Purtroppo The Queen of the Tearling è stata la mia più grande delusione e mi trovo molto a disagio nel parlarne perché lo aspettavo da tempo e volevo che mi piacesse alla follia. Non è stato così.
Prima di passare ad illustrarvi i miei motivi di scontento, volevo dirvi che The Queen of the Tearling non è il libro che leggerei per rilassarmi, per far svagare la mente o che mi porterei in vacanza. Decisamente no. Nonostante le sue effettive 385 pagine (comprendenti però illustrazioni e pagine bianche tra queste e fine/inizio capitoli), è un libro molto lungo e denso, le pagine sono grandi e il carattere medio.
Perché The Queen of the Tearling non mi è piaciuto, ovvero: un dato oggettivo che viene interpretato attraverso la mia soggettività.
AVVERTENZA: il libro viene paragonato a Game of Thrones e Hunger Games, ma non servo io per dirvi che non c’è niente (non basta uno stile per paragonarlo al primo titolo e non basta un semplice sistema di estrazioni per paragonarlo al secondo) di questi due fantastici titoli che sì, ho letto, quindi parlo con cognizione di causa.
  • TRAMA: La trama è interessante e gli snodi di trama pensati dall’autrice, seppur pochi, mi sono piaciuti. Non ho davvero nulla da ridire sulla trama in sé per sé e a fine lettura ho anche avuto una sorta di senso di compiutezza, ma se ci si sofferma a ripensarci un po’ di più sorge spontanea una domanda: cosa ho letto? Pochissimi eventi confezionati in un pacchetto di parole e descrizioni superflue. Troppi, troppi, troppi momenti in cui la trama si ferma per descrizioni e riflessioni descrittive; il tempo della storia è rallentato all’inverosimile e, a conti fatti, rientrerebbe in un terzo dell’effettiva lunghezza del libro. Trama promossa, bocciata l’esecuzione.
  • AMBIENTAZIONE: Scusatemi, SCUSATEMI!, davvero, ma io l’ambientazione non l’ho proprio capita. The Queen of the Tearling è ambientato nel futuro, ad un secolo e mezzo da un certo momento x che presumo sia il 2014, anno di pubblicazione originaria del libro. È un futuro tipicamente medievale, con re e regine, eserciti, fortezze e campagne, lotte per il potere, e una popolazione suddivisa tra benestanti e coloro che faticano ad andare avanti giorno per giorno. Esistono libri appartenenti alla nostra storia letteraria (esempio: le fiabe dei fratelli Grimm e Harry Potter), si sa com’è lo scozzese e c’è la memoria dei tablet e della nostra tecnologia. Come siamo arrivati, dopo un secolo e mezzo, ad un mondo del genere? Come ha fatto la tecnologia a scomparire del tutto? Un asteroide ha colpito la terra e ha sterminato la razza umana e, di conseguenza, tutta la tecnologia? Mmm, no, ci sono i libri, come hanno fatto a non andare distrutti? Per evoluzione, gli esseri umani potrebbero aver ripercorso lo stesso cammino già fatto in precedenza. La tecnologia si è rivoltata contro gli esseri umani? I robot si sono ribellati, hanno preso il controllo e poi si sono annientati tra di loro distruggendo ogni più piccolo oggetto tecnologico? Oh, e i libri sono sopravvissuti perché loro erano gran lettori, of course. Si parla di un Passaggio, di un certo Tear con una visione socialista/utopica che si è imbarcato per dare vita ad una nuova società. Da dove è partito? Dove è andato? Ci sono luoghi come Nuova Londra e si nomina l’America, ma dove siamo? Dalla mappa allegata, il Tearling mi pare la zona iberica della Spagna e del Portogallo. Che fine ha fatto il nostro mondo? Sono emerse nuove terre? Il mondo ideato dalla Johansen, a mio parere, manca proprio di radici solide e ben piantate; viene detto qualcosa, ma questo qualcosa è incomprensibile o comunque non sufficiente. Non dico che tutto debba rientrare in canoni ben precisi - questo è distopico e si fa così, e questo è fantasy e si fa così -, la fantasia è sempre ben accetta, ma quando è logica e sensata.
  • STILE: Lo stile di Erika Johansen è molto prolisso e descrittivo. Minuziosamente descrittivo. Per farvi un esempio, si possono trovare paragrafi sul legno del Tearling e sulle mattonelle utilizzate per non ricordo quale costruzione. Il libro è così lungo proprio per questo motivo, descrizioni di ogni singola cosa. Penso che, se l’autrice avesse fatto dei tagli, la sua storia sarebbe rientrata benissimo in un libro solo (leggi il punto TRAMA) invece che tre. Non disdegno gli stili più descrittivi, ma qui ci si focalizza anche sui dettagli più insignificanti, a scapito, a parer mio, di cose ben più importanti (leggi i punti AMBIENTAZIONE e PERSONAGGI). Anche George R.R. Martin ha uno stile molto prolisso e descrittivo, ma non è mai noioso: la sua verbosità è sagace, irriverente, ironica, si legge con piacere (e la storia è una signora storia). È vero e sacrosanto che ogni scrittore ha il suo stile, ma uno stile del genere mi pare pura follia. Tolkien è l’autore descrittivo per eccellenza, eppur si legge (perché ha trama, ambientazioni e personaggi).
  • KELSEA: Con Kelsea ho avuto dei problemi perché non sono riuscita a capirla; per via dello stile di scrittura, io non so com’è fatto realmente questo personaggio. Di che pasta sei fatta, Kelsea? Cosa pensi realmente? Di lei sappiamo che ha un viso comune, brutto per dirla come lei, e che ama leggere. Facendo attenzione durante la lettura, si nota che i suoi reali pensieri non vengono riportati. La Johansen mette su carta i suoi pensieri descrittivi su quello che ha intorno, non la sua interiorità. Quali sono i suoi sentimenti rispetto quello che la circonda? Rispetto al suo destino? Cosa prova a dover guidare un regno a diciannove anni? Ha paura? Sì, ne ha, ma lo sappiamo solo perché viene detto una sola volta all’inizio da lei e un’altra volta alla fine da un’altro personaggio. Kelsea prende delle decisioni che potrebbero sembrare folli, ma cosa pensa di quello che ha appena fatto? Cosa pensa delle conseguenze? Cosa pensa dell’imminente guerra che ha scatenato? Il libro si intitola The Queen of the Tearling: avrei giustificato tutte queste pagine e i pochi eventi per uno studio psicologico della protagonista fatto a dovere, da ragazza tenuta nascosta tra la natura ed educata al suo futuro ruolo di regina a donna che ha piena coscienza di sé e del suo regno e meritevole di coprire tale ruolo. Il fatto che io non abbia compreso Kelsea appieno dipende anche che c’è una sorta di abisso tra quel poco che pensa di lei e ciò che dice: lei pensa che sia brutta e lo ripete moltissime volte, come se fosse la caratteristica più importante in una persona, mentre la sua personalità quando parla con gli altri è forte e decisa e si fa rispettare. Quest’ultimo lato di Kelsea mi piace molto, ma non ci si arriva progressivamente, attraverso una sorta di evoluzione/metamorfosi significativa; lei è così fin dall’inizio. Credo sia il caso in cui quello che dici e le azioni che compi definiscono chi sei, non quello che pensi. È un bene? Le parole e le azioni non sono sempre vere, ciò che pensi è tuo, credo la tua parte più vera. Vorrei sottolineare di nuovo questo punto: prima della pubblicazione, si è parlato tanto di come l’eroina di questo libro sia una ragazza comune, brutta. (Ma cos’è, alla fine, brutto?) Ero gasata all’idea di avere finalmente un’eroina comune, ma qui il fattore estetico non è trattato positivamente, non essere belli è una grande mancanza, una colpa quasi, e viene ribadito più e più volte.
  • ALTRI PERSONAGGI: C’è un vasto assortimento di personaggi più o meno secondari molto, molto interessanti a partire da Mazza Chiodata fino ad arrivare allo zio reggente Thomas, a Padre Tyler, al bandito Fetch e alla Regina Rossa. Alcuni di essi trovano più spazio rispetto ad altri tra le innumerevoli descrizioni per muoversi e farsi conoscere, mentre altri si limitano a pochi paragrafi. Sono personaggi con un grande potenziale che in questo primo volume è stato costretto a contenersi a causa di altri fattori (leggi il punto STILE) ed è un peccato. Poi per altri c’è proprio uno sviluppo assurdo e apparentemente senza senso.
Questa è la mia umilissima opinione. Dal momento che so che questo è un libro amato da tantissimi lettori, ho cercato di evidenziare il mio pensiero esponendo il fattore oggettivo commentandolo con il mio parere soggettivo. So che è il primo volume, ma ci sono mancanze, a parer mio, a cui non si può rimediare dopo, in un secondo volume, perché alcuni elementi devono essere forti fin da subito altrimenti il lettore non è invogliato a proseguire.
La questione del voto da assegnare è stata molto complessa perché, ad essere onesti, tre stelline non mi sarebbero costate nulla, ma non ne ero del tutto sicura. Il mio voto finale è semplicemente un’operazione matematica che consiste nell’assegnare un punto da uno a cinque alle categorie di cui ho appena parlato, e poi dividere per cinque. In breve: TRAMA 3 + AMBIENTAZIONE 0 + STILE 2 + KELSEA 2 + ALTRI PERSONAGGI 3 = 10 : 5 = 2.
(Leggerlo in lingua sarebbe stato un vero inferno.)

★ ★ ☆ ☆ ☆
Meh. :/

EDIZIONE ITALIANA: Vorrei dedicare questo ultimo spazietto di questa già chilometrica recensione al commento della nostra edizione. Come ho scritto in apertura, è rarissimo che una Casa Editrice decida di confezionare un libro così come è stato fatto per The Queen of the Tearling. Oggettivamente, è un’edizione bellissima e curatissima: cover e titoli originali, carta simil-pergamena con i deckle edges, illustrazioni a colori e una tasca per contenere la mappa. Complimenti, Multiplayer Edizioni. Personalmente, copertina e titolo ovviamente mi piacciono, ma non mi piacciono le illustrazioni (chiedo scusa al Signor Roberto Recchioni, ma sono molto particolare per quanto riguarda i disegni/le illustrazioni) e non sono sicura di apprezzare la grana delle pagine. La traduzione è ottima, ma qua e là ci sono piccoli refusi/errori di battitura. Il prezzo, comunque, è adeguato all’edizione… ma non sarebbe stato carino proporre anche un’edizione in paperback per coloro che non possono permettersi di spendere cifre elevate? È solo un’idea. c;

martedì 7 luglio 2015

#RANDOMPOST: “I am out of my place when I keep saying that I’m looking for an empty space”


hello there

Scrivere questo post mi mette particolarmente a disagio ( #teamdisagio ) perché non accendo il computer praticamente da quando ho scritto l’ultimo post - no, non inserirò la data precisa perché non ho il coraggio di vedere a quante ere geologiche fa risale. Ho questo dispositivo davanti e non so davvero cosa farmene (tra l’altro l’unghia dell’anulare sinistro mi è cresciuta e mi impedisce una scrittura veloceh e scorrevoleh). Potrei iniziare a digitare premendo tasti a caso, che ne dite?

sfbubiadfpblbcaobypewfòwfkdbPYDUEFJVBPjbfbidfnFè0uehb9u3f0hunKCDKCSXUFBRGUN5MREIOJGKDVNCRISDUFNjbuufdubufwNF UCVJFINVFUAHFHE98HWUFNRUIDFNVUF894UWEJNF

MI SON GIÀ (oddio, è rimasto il maiuscolo) scocciata.

Allora, c’è una cosa che voglio dirvi, perché siete 475 anime e 475 anime non si abbandonano così *schiocca le dita* da un giorno all’altro. Poi io vi voglio bene  voi me ne volete (? si spera, ma penso non sia corretto darlo troppo per scontato. Che ne so, magari siete 475 persone che passano di qui regolarmente per leggere quello che scrivo e prendermi per i fondelli), le balle di fieno delle Highland scozzesi [(ogni riferimento a cose o persone in libri realmente esistenti è puramente casuale *coff*) (tu-sai-chi, questa è per te) (no, Lord Voldemort, non mi riferivo a te. Certo che ogni volta è un problema, eh)] che scorrazzano felici e allegre per il blog non stanno bene perché io non vivo in Scozia, l’insolazione che ho preso nei giorni scorsi seppur io non sia andata al mare (bleah) ma mi sia semplicemente messa un tardo pomeriggio a leggere fuori al balcone (vi rendete conto del disagio di tutto ciò??) mi è passata, quindiiiii… vi devo lasciare due righe. Serie. *scimmietta con le mani sugli occhi*



Dal giorno in cui ho scritto l’ultimo post, non ho praticamente messo più  piede su blogger. Non sono partita all’improvviso per andare dall’altra parte del mondo a stare con gli unicorni, non ho iniziato a dare la caccia alle pentole d’oro alla fine degli arcobaleni, non sono andata in fondo al mare alla ricerca di Atlantide con le sirene, non mi hanno rapito gli alieni e non sto combattendo contro il governo al fianco di uno di loro, bellissimo, fighissimo, dal carattere inizialmente scostante&antipatico e ora solecuoreamoretisalveròKaty. No. NO. *emoji della tizia che fa l’X factor, hahahaha, sul serio, come la chiamate quell’emoji? Quella con le braccia messe ad X?*
Le mie giornate sono sempre le stesse, e sicuramente come la maggior parte delle vostre: leggo, cazz- cavoleggio, guardo film/serie tv/video su youtube, mi lamento assiduamente e con puntualità per il caldo, compio vere e proprie spedizioni in posta per recapitarvi i libri che riesco a scambiare e/o vendere con voi… nulla di eclatante.
Ci sono però un paio di pensieri che affollano la mia testolina, decisioni da prendere, scelte da fare, progetti che spero con tutto il mio cuore vadano a buon fine. Sono tutte cose ora per me molto importanti, e non sono sempre stata positiva o con uno stato d’animo tranquillo e in pace nei giorni scorsi riguardo queste cose. Non riuscivo proprio a trovare la forza e raccogliere i pensieri per mettermi davanti al pc e parlarvi di libri, quindi è andata un po’ così, il blog ha messo le ragnatele.
Quello che voglio dirvi è questo: mi trovo in un periodo abbastanza particolare e, sebbene abbia recuperato un po’ di buonumore e lasciato andare via un po’ di ansia, devo stare dietro queste cose della vita vera. Ora. Ovviamente queste cose non occuperanno completamente tutti i miei giorni fino a quando non arriverà la data di scadenza - data di scadenza che in realtà per il momento non è molto ben definita, ma in linea di massima dovrebbe essere la fine dell’estate -, ma non voglio dare l’illusione di esserci e poi… non esserci, appunto.
Sono giunta alla conclusione che la cosa migliore da fare sia prendere una di quelle simpatiche pause che ogni tanto la gente si prende, ma la mia non è assolutamente una pausa di riflessione - accidenti, no! Io non sto meditando di abbandonare il blog! Blaterare solo in questo post mi ha fatto venir voglia di parlarvi di libri per recuperare tutto il tempo che non ci sono stata! E poi ho già messo in lista i titoli di cui leggerete le recensioni al mio ritorno!
Mi prendo una pausa per ritornare con un nuovo spirito e tante cose carine per il blog, per sistemare le faccende della mia vita al di fuori di blogger e, se il caldo me lo permette ( #teamodioilcaldo #teamodiolestate ), compiere le mie avventure.
Non ho una data di “ritorno” prefissata proprio per il discorso appena fatto, ma credo che Settembre sia un buon mese per i ritorni - sapete com’è, è più fresco (?). Potrei tornare prima, o dopo, davvero non lo so, ma Settembre mi ispira abbastanza. Spero di tornare con notizie belle per me, altrimenti amen, ci faremo bastare gli scleri sui libri.

Se sentite la mia mancanza, potete scrivermi via mail, sulla pagina facebook del blog, sulla mia pagina facebook, su twitter, su instagram, su goodreads, su whatsapp, dove volete, cercherò di rispondervi appena posso. È vero che ultimamente non sono stata per niente o pochissimo sui vari social network perché non ne avevo semplicemente voglia, ma ora mi è ritornato un certo spirito di fare le cose eee niente, ci sarò per voi. THUMBS UP

BE ADVENTUROUS, BE BRAVE, BE KIND
HAVE A SUMMER FULL OF HAPPY READINGS.
☀ PEACE&LOVE