venerdì 17 giugno 2016

RECENSIONE: Tinder di Sally Gardner

B o n j o u r !
Eccovi l'ultimo post della settimana. :) Vi avviso fin da ora che le settimane che verranno non saranno così produttive - a meno che io non prenda un colpo in testa! - perché i post che vi ho lasciato in questi giorni ci tenevo a pubblicarli ... proprio in questi giorni, appunto, altrimenti avrebbero perso metà del loro scopo!
Oggi ho cercato di parlarvi di Tinder di Sally Gardner (è stato difficilissimo h e l p), un'autrice che sarà presente a Mare di Libri e che io andrò a conoscere di persona (non vedo l'ora). Vi ho lasciato QUI un piccolo post in cui vi comunico gli eventi a cui parteciperò di sicuro e in cui vi dico che, se mi riconoscete, potete fermarmi. Ora vi lascio al libro.


Tinder
Tinder di Sally Gardner

Rizzoli  12 Novembre 2015  265 pagine  17,00 €  ITA
Ferito in battaglia, il giovane Otto volta le spalle alla Morte, e viene soccorso da un misterioso indovino, che gli regala sei dadi magici, e gli predice l'incontro con l'amore della sua vita. Grazie a un misterioso e potente acciarino, quelle parole sembrano avverarsi, ma ogni desiderio ha un prezzo… Ispirato a L'acciarino magico di Hans Christian Andersen, non è solo una fiaba dark per giovani adulti, ma anche una metafora inquietante sui segni che la guerra lascia a chi ha avuto la sfortuna di prendervi parte in prima linea.

My rolling thought
Ed è allora che vedo la morte.
Tinder di Sally Gardner si presenta come il retelling della fiaba L’acciarino magico scritta da Hans Christian Anderson, ma in realtà è molto, molto di più: la fiaba dello scrittore danese rappresenta solo il punto di partenza, l’ossatura della storia della scrittrice inglese, in quanto essa viene arricchita da piccoli accorgimenti e altre tematiche esterne alla fiaba che rendono questo libro qualcosa di nuovo e unico nel suo genere.
La storia si apre con un giovane soldato di nome Otto Hundebiss che, nel giro di una notte, riesce ad ingannare la morte e ad entrare in possesso di una strana coppia di dadi che gli indicheranno la direzione da prendere. Insieme a questi particolari dadi, in seguito, Otto diverrà anche il proprietario di un acciarino dalle proprietà magiche.
L’opera (credetemi, è un’opera) ha molti elementi innovativi e punti di forza, ma vi ho trovato un piccolo difetto che, se fosse stato curato come è stato curato tutto il resto, mi avrebbe portato a livelli di adorazione esponenziali nei suoi confronti.
Il primo elemento di originalità che fa andare Tinder oltre la semplice fiaba da cui attinge praticamente tutto è che i personaggi principali hanno un nome, così come i luoghi che rappresentano le tappe del viaggio di Otto, e che la storia è ambientata in un momento storico ben preciso: siamo esattamente nel 1642, durante la Guerra dei trent’anni. Nelle fiabe, generalmente, i personaggi non hanno un nome, vengono identificati principalmente attraverso il loro ruolo, e tutto sembra essere avvolto da un velo magico che porta il lettore a pensare che la storia sia ambientata in un luogo lontano dal suo mondo, che sia quindi irreale, solo un mezzo per impartire un insegnamento morale. Questo tipo di specificazioni rendono il lavoro della Gardner più vicino, plausibile, concreto: un Otto che ha combattuto nella battaglia di Breitenfeld nel secondo giorno di novembre del 1642 potrebbe esserci stato, perché no; gli eventi che hanno segnato la sua vita personale possono essere condivisi da milioni e milioni di soldati.
Ciò porta direttamente all’altro elemento di originalità/punto di forza introdotto dalla Gardner nel suo lavoro che ben si accorda con L’acciarino magico: la tematica della guerra. La stessa autrice, nella nota a fine volume, si è detta interessata nell’esplorare l’animo di una persona che ha vissuto da vicino l’esperienza della guerra e secondo me ci è riuscita benissimo perché Otto è circondato dalla morte, ha visto e ha conosciuto la Morte da vicino, è perseguitato dai fantasmi delle persone che ha ucciso e dai ricordi della sua famiglia che è stata invece uccisa. Questi momenti della storia sono deliranti, inquietanti e ossessionanti, le immagini sono molto forti e crude, si viene completamente travolti dall’oscurità dell’animo e della mente di Otto.
Tutto questo è merito dello stile di Sally Gardner che, oltre ad essere il filo che tiene insieme tutti gli elementi che fanno di Tinder Tinder, riesce a trasmettere con le sue parole il mistero, l’oscurità, la decadenza dei personaggi, delle vicende e delle ambientazioni.
A supporto del già meraviglioso stile della Gardner ci sono le illustrazioni di David Roberts. Sono davvero bellissime, e tanto! Spaziano dalla semplice raffigurazione di personaggi e ambientazioni fino ad arrivare alla rappresentazione di piccoli dettagli come ad esempio un cappio o una scia di sangue. Roberts utilizza solo tre colori (nero, bianco, rosso) mettendo in luce o in ombra, dando consistenza alle immagini fatte di parole della Gardner attraverso il disegno. Sono affascinanti e raccapriccianti.


L’unico aspetto che non mi ha convinto è stato il modo in cui è stato gestito il personaggio femminile e il ruolo che ha avuto all’interno di tutta la storia: Sapphire è ancora la fanciulla in pericolo da salvare, il premio che andrà al personaggio maschile principale. Non ho trovato il suo personaggio innovativo, e mi dispiace molto perché tutta la storia invece lo è.
Non mi sono soffermata sull’organizzazione della trama perché non posso, ma sappiate che vi piacerà. Oh, sì, vi piacerà.
Tinder si trova a metà tra racconto fiabesco e racconto dell’orrore, è un racconto per bambini e una fiaba per adulti, è una storia oscura, cattiva, enigmatica, sensuale, intrigante. 
Ho letto questo libro due volte: la seconda volta l’ho apprezzato molto di più della prima, e ora che ne sto parlando mi sto rendendo conto di quanto sia originale, curato e d’impatto, più di quanto si possa fare leggendolo solamente. Va pensato, insomma, e riflettuto. Motivo per cui alzo il voto a quattro stelline. c:

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

8 commenti:

  1. Penso proprio che lo comprerò *.*
    Una volta l'ho visto in libreria ma ho scelto un altro libro al suo post... non farò lo stesso errore XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come hai detto, puoi sempre rimediare andandolo a prendere. Non lasciartelo scappare. :)

      Elimina
  2. Non avevo mai sentito parlare di questo titolo se non sul blog di Juliette. All'inizio ero un po' scettico se leggerlo o meno, ma questa recensione è riuscita a convincermi :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggilo perché merita tantissimo!

      Elimina
  3. Anche a me è piaciuto molto e mi sono innamorata delle illustrazioni! *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le illustrazioni sono bellissime, concordo. *w*

      Elimina
  4. Risposte
    1. per forza lils, è bellissimo. T^T

      Elimina

thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡