mercoledì 29 giugno 2016

☀ JUNE BOOK HAUL ☀

Ciao ragazzi c:
Ogni mese mi riprometto di non adottare troppi libri, ma ogni volta mi ritrovo con una marea di nuovi titoli da presentarvi… sono giunta alla conclusione che una cosa come “troppi libri” non esiste. No, non esiste, smettiamo di illuderci, così la smetto anche di farmi promesse che so già non manterrò. Il fatto è che ogni tanto riesco a dar via qualcosa e penso “perché non sfruttare questi soldini per prendere nuovi libri?!” Voi la pensate come me, vero?


Inizio con due libri che ho ricevuto dalle Case Editrici: la copia arc di P.S. TI AMO ANCORA (grazie Piemme!) e LA VALLE DELLE BAMBOLE (grazie Sonzogno!). Il libro di Jenny Han l’ho già letto e recensito QUI, il libro di Jacqueline Susann ce l’ho attualmente in lettura. Sono alle primissime pagine e quindi non ho ancora un pensiero ben preciso, ma la trama mi ha ispirato fin da subito e non vedo l’ora di inoltrarmi un pochino di più nella storia. Mi è piaciuta la frase sul retro della copertina detta dalla stessa autrice: «Gli anni Sessanta verranno ricordati per Andy Warhol, i Beatles e me».
Ho raggiunto e superato i cento punti sulla Giunti Card e io ho cercato in tutti i modi di tenerli da parte, ma niente: missione fallita. Ho preso IL GUANTO DI RAME e LE STORIE SEGRETE, ma queste non posso leggerle perché devo prima leggere le Kane Chronicles. Ce la posso fare.
profumano ♡.♡
Denise @ READING IS BELIEVING si stava liberando di alcuni libri e tra di essi ho trovato dei piccoli tesori. Per 16€ mi sono portata a casa I’LL GIVE YOU THE SUN, IL PORTALE DELLE TENEBRE, LA DANZA DEI DRAGHI e LA STRADA. È un’adozione di cui vado molto fiera. XD
Poi ho fatto un ordine su Amazon con i soldi di cui vi ho detto all’inizio, e ho preso: BLUE DREAM e ALICE THROUGH THE LOOKING GLASS, ATTACHMENTS, LANDLINE e CARRY ON (questi li ho presi dopo aver parlato con Lile @ OH MA CHE ANSIA che mi ha messo una gran voglia di recuperare i libri di Rainbow Rowell che mi mancavano), ALL MY FRIENDS ARE SUPERHEROES (Alessia @ IL PROFUMO DEI LIBRI mi ha fatto vedere un video in cui veniva citato questo libro e me ne sono innamorata perdutamente XD), e IGNITE ME e ISLA AND THE HAPPILY EVER AFTER per la serie “grandi recuperi”, ovvero libri che ho letto in ebook / in italiano che dovevo recuperare cartacei / in inglese.

Questo mese ho ricevuto un bellissimo pacchetto da parte della Bao Publishing. Sono ancora emozionata perché seguo questo editore da tantissimo tempo e lo adoro alla follia! Mi hanno mandato DESCENDER. STELLE DI LATTA e LUNA MECCANICA (ve ne parlo prestissimo!!), LA PRINCIPESSA SPAVENTAPASSERI (la recensione potete trovarla QUI) e COME QUANDO ERAVAMO PICCOLI (di cui vi parlerò dopo che vi avrò parlato di Descender). Grazie di vero cuore.

A Luglio, salvo annunci dell’ultimo secondo, non esce nulla che mi interessa né in italiano né in inglese. Sicuramente recupererò qualche vecchia uscita in previsione delle uscite autunnali delle serie che seguo, quindi non mi prometto che mi tratterrò perché so che non è vero fin dal principio.
Ditemi: Quali uscite autunnali aspettate con trepidazione? Cosa avete portato a casa con voi questo mese e cosa volete recuperare il mese prossimo? LOVE.

venerdì 24 giugno 2016

MARE DI LIBRI 2016: di libri, film, incontri e interviste.

b o n j o u r !
Questo è un post programmato, ma ci tenevo a parlarvi dei due giorni che ho trascorso a Rimini per partecipare a Mare di Libri prima che passasse troppo tempo quindi… mi sono messa d’impegno ed eccovi qui il mio bruttissimo racconto. Scusate il papiro.
Potete già leggere quello di Anncleire sul sul blog: PLEASE ANOTHER BOOK. Ho cercato di non ripetermi perché dei racconti tutti uguali non servono a nulla, però ho voluto comunque offrirvi il mio punto di vista per farvi sapere come ho vissuto questa esperienza.


Prima di passare al racconto delle mie/nostre avventure, volevo dirvi questo: partecipate a questi eventi, incontrate gli scrittori dei libri che leggete e amate, ma anche quelli che non conoscete, di cui avete sentito parlare pochissimo o per nulla. Non vi dico di andare se ne avete la possibilità, solo: andate. So che molti posti in cui si tengono questi eventi non sono facilmente raggiungibili da tutti e che il viaggio comporta una certa spesa, ma che siano luoghi vicini o lontani da voi, se nessuno vuole accompagnarvi e dovrete andare da soli, non fermatevi davanti a questi ostacoli perché con un po’ di impegno e volontà sono facilmente superabili: iniziate ad organizzarvi, mettete soldi da parte, fate qualunque cosa per non privarvi di nessuna possibilità. Mare di Libri, ad esempio, si tiene ogni anno a Rimini in coincidenza con l’inizio dell’estate; iniziate a prepararvi, a progettare, a fare ricerche on-line, ad appuntare idee… fate qualunque cosa, perché è un’occasione per crescere e per confrontarsi con altri ragazzi come voi, con altri lettori come voi, e soprattutto con gli autori dei libri che leggete. Fatelo, okay?

Ho trascorso due giorni magici circondata da libri, scrittori e amici fantastici.
Sono partita la mattina del 18 Giugno (sabato) e sono arrivata verso ora di pranzo. Una volta arrivata a destinazione, mi sono stupita delle mie capacità perché sono riuscita a raggiungere Piazza Cavour senza perdermi e a trovare subito Vanessa (prima) e Anncleire (poi). Anncleire era con Mirya (una scrittrice che personalmente non conosco ma cha allo stesso tempo conosco - lo so, non ha senso - perché ne sento sempre parlare da Anncleire, ma è stato comunque carino incontrarla di persona), ma l’abbiamo abbandonata per una buona mezz’ora - mi dispiace! - perché siamo andate a posare valigie e cose varie in stanza (FUN FACT: chi poteva fare la prima figura di emme della giornata? Ma io, ovviamente, rimanendo chiusa in bagno. Meno male che avevo il cellulare così ho potuto chiamare i soccorsi. T_T).
Anncleire doveva partecipare ad un incontro con Mirya, quindi Vanessa e io abbiamo iniziato a buttar giù un paio di domande perché di lì a poco avremmo intervistato Jennifer Niven. Una volta terminato l’incontro, Anncleire ci ha raggiunto e abbiamo iniziato a tradurle.
FUN FACT: noi stavamo pronunciando scempiaggini in inglese e, giustamente, dietro di noi c’era una signora inglese (con dei bellissimi capelli rosa che ho invidiato dal primo secondo in cui li ho visti perché a me non vengono mai così) a cui, sicuramente, sono giunte le nostre voci. Dopo capirete chi è.

All’orario stabilito per l’intervista a Jennifer Niven (che ora non ricordo, scusatemi), ci siamo recate davanti l’hotel in cui alloggiava e, dopo un paio di minuti, siamo state raggiunte da Riccardo Barbagallo della DeAgostini. Io non lo conoscevo, ma mi è sembrato subito simpatico e coinvolto in ciò che stava succedendo. Colgo l’occasione per ringraziarlo della grandissima opportunità che ci ha dato - non so se e chi altro devo ringraziare nello specifico, ma ringrazio tutti indistintamente.
FUN FACT: ora, l’hotel. Si capiva fin-da-subito-e-da-fuori che è un hotel modernissimo ma… ma… no, un attimo: non è un hotel, è una navicella spaziale!! Non ho fatto caso a come si sono aperte le porte, ma ho avuto l’impressione che si fossero aperte da sole! Ed erano gigantesche e tutte argentate e l’interno era tutto futuristico e argentato e rosso… ohmiodio. Il fatto che fino a poco prima stessi leggendo Illuminae sul treno non ha aiutato, non. ha. aiutato. (Questo libro è l’ansia).
Jennifer Niven è scesa quasi immediatamente e io ero in uno stato di panico assoluto. Non avevo mai avuto la possibilità di passare del tempo e intervistare uno scrittore in modo così… privato, ed ero anche un po’ in soggezione perché Anncleire e Vanessa avevano già incontrato Jennifer Niven e lei si ricordava di loro - mi sembrava stupido dire che per me era la prima volta! -, ma lei è una delle persone più dolci e adorabili del mondo ed è andato tutto bene. Ci ha dedicato il suo tempo, ha risposto alle nostre domande in modo genuino e personale, abbiamo parlato di stupidaggini (Vanessa è stata coinvolta in una conversazione riguardante Supernatural - io purtroppo non seguo la serie, ma ho adorato vederle e sentirle parlare!) coinvolgendo anche il suo fidanzato, ci ha abbracciato due volte, ha autografato il mio libro e noi abbiamo autografato la sua copia in italiano, ci ha chiesto le foto… sì, lei: lei ha chiesto le foto a noi. Aiutoh. Ripeto: Jennifer Niven è una persona adorabile. Anncleire, Vanessa e io condividiamo il pensiero che, anche se a qualcuno non è piaciuto All the Bright Places, è matematicamente impossibile non adorarla per la sua pucciosità. Abbiamo passato con lei una mezz’ora buona, ma è come se il tempo si fosse fermato perché una volta controllato l’orario non potevo credere che fossero passati solo trenta minuti!

dentro il libro: RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO
Dopo l’intervista, abbiamo aspettato le 18:00 per partecipare all’incontro che si è tenuto al Teatro Galli.
FUN FACT: quando siamo arrivate, Jennifer Niven era davanti la porta della Sala Ressi e ci ha fermate e salutate di nuovo. Mi sono sentita una persona molto importante, in tutta sincerità.
La parola è stata data immediatamente ai ragazzi che hanno partecipato all’evento, che hanno fatto domande davvero molto interessanti e di una certa importanza sia riguardo la storia di Violet e Finch sia riguardo la storia personale di Jennifer Niven.
Anche in questo caso Jennifer Niven ha risposto a tutte le domande che le sono state poste in maniera molto sincera, dicendo che è importante parlare di argomenti come malattie mentali e il suicidio, anche se è difficile, perché molto spesso chi si trova a vivere in queste situazioni si sente solo, discriminato, e si chiude nel suo silenzio allontanandosi da tutto e da tutti. È importante invece sapere che non si è soli, parlarne, che non si verrà giudicati per quello che si sta vivendo. I suoi libri l’hanno aiutata ad esorcizzare i suoi momenti bui. Si è soffermata anche sull’importanza delle parole e del suo rapporto con esse raccontandoci un aneddoto, di una cosa che le diceva sempre sua madre: se si potessero eliminare tutte le parole negative, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore. Quindi: facciamo attenzione a quello che diciamo, a quello che scriviamo. Non utilizziamo le parole gratuitamente, cerchiamo di capirne il significato ed entrare nell’ottica che possono essere un’arma per ferire qualcuno.
L’incontro si è concluso con una domanda rivolta a tutti noi: per la trasposizione cinematografica di All the Bright Places hanno l’attrice per interpretare Violet (Elle Fanning), ma non hanno quello per Finch; chi, secondo noi, sarebbe l’attore giusto per interpretarlo? Sono stati fatti diversi nomi dai ragazzi; alcuni li conoscevo, altri no, e mi sono sentita molto vecchia (ah ah). Voi avete qualche idea? Credo che Jennifer Niven sarebbe più che contenta di conoscere i vostri gusti, possiamo iniziare a sommergerla di tweet!

Durante il firmacopie ci si è avvicinata l'adorabile Silvia di HOOK A BOOK. Poiché lei e Vanessa dovevano riprendere il treno, Anncleire e io le abbiamo accompagnate per un pezzo e poi le abbiamo salutate.
Il successivo impegno sulla tabella di marcia di Anncleire era la visione del film Un bacio con il successivo incontro con l’autore, Ivan Cotroneo, presso il Teatro degli Atti, che sarebbe iniziato alle 20:30. Io non mi ero prenotata, ma non potevo fare l’antipatica il sabato sera e abbandonare Anncleire al suo destino rimanendo a deprimermi in camera, quindi mi sono decisa ad accompagnarla. Fortunatamente potevo entrare pur non essendomi prenotata, quindi…

buio in sala: UN BACIO
Non conoscevo Un bacio né in versione cinematografica né in versione libro e non conoscevo nemmeno Ivan Cotroneo, pertanto - FUN FACT - Anncleire mi ha dato l’autorizzazione ad insultarla nel caso in cui la cosa mi avesse fatto completamente schifo. No, non l’ho insultata. No, la cosa non mi ha fatto schifo. Anzi, mi è piaciuta parecchio. Del tipo: non ero pronta all’accensione delle luci in sala dopo la fine del film. Non. ero. pronta. Non. lo. ero. No. NO
Non voglio dirvi assolutamente nulla sul film perché mi piacerebbe che anche voi lo vedeste come ho fatto io: senza sapere nulla di nulla.
Ivan Cotroneo, autore del libro e regista del film, è stato accompagnato da una delle giovani attrici della pellicola e insieme ci hanno dato tanto, tantissimo. Hanno parlato di violenza, di omofobia, di bullismo, di amicizia e di amore con parole concrete e molto forti, come forte e d’impatto è stato il film che avevamo finito di vedere da pochissimo. Uno dei tanti messaggi, che mi piacerebbe suggerire anche a voi, è stato quello dell’importanza delle piccole cose come un gesto, una parola, un’azione, che potrebbero cambiare in modo significativo il corso degli eventi, della storia non solo di una persona ma anche di tutte quelle che la circondano.


Domenica 19 Giugno, dopo aver ripreso conoscenza ed essere rientrate in possesso delle nostre facoltà mentali, come prima cosa, ci siamo recate in stazione a recuperare Valy e poi abbiamo aspettato le 11:30 affinché potessero raggiungere Denise e Juliette per partecipare tutte insieme all’incontro con Sally Gardner, ancora una volta al Teatro Galli in Sala Ressi.

tutto sull’autore: SALLY GARDNER
FUN FACT: ricordate la signora con i capelli rosa che avevam dietro Anncleire, Vanessa e io mentre preparavamo le domande per Jennifer Niven? Ecco. Era Sally Gardner. Molto divertente, davvero.
Sally Gardner mi ha fatto subito tanta simpatia con i suoi capelli rosa e il suo ventaglio sventolante, era completamente a suo agio e sembrava che stesse prendendo il the delle cinque (anche se era quasi mezzogiorno, ma dettagli) con tutti noi. Sono rimasta colpita dalla sua intelligenza e dalla sua vivacità, è una donna che con le sue parole ci ha dato tanto e che, come Jennifer Niven e Ivan Cotroneo il giorno prima, ci ha fatto riflettere molto.
Ci ha raccontato della genesi di Tinder e del rapporto tra immaginazione e sogno, della sua assoluta certezza che la magia esiste e la sua posizione sulla guerra, di quanto sia fondamentale conoscere la storia per non ripetere gli stessi errori e della necessità di vivere in un mondo multiculturale, del suo rapporto con i genitori dei personaggi dei libri che scrive e dei suoi problemi di apprendimento. Mi ha aiutato a capire di più il personaggio di Sapphire che nel libro non ero riuscita ad apprezzare, parlando dell’importanza di ideare personaggi fedeli al ruolo che rivestivano nell’epoca in cui si sceglie di ambientare la propria storia. In breve: una donna del Seicento non aveva le stesse libertà di una donna dei nostri tempi; è stato necessario dipingerla in quel modo per tener fede al principio di verosimiglianza ma anche perché da questo si deve capire che non dobbiamo tornare indietro, che dobbiamo andare sempre avanti e non dimenticare quanta strada abbiamo fatto da quella condizione.

Questa volta, durante il firmacopie, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Marco di GALASSIA CARTACEA e il suo ragazzo. É sempre bello parlare con lui, soprattutto per Denise, me e in questo caso anche per Juliette, perché come noi anche lui apprezza Maggie Stiefvater. Ho capito che sul suolo italiano siamo pochissimi a farlo… quindi sì, ci sentiamo meno sole. Abbiamo scambiato anche altre chiacchiere su Un bacio e su Half Life, l’ultimo libro della trilogia di Sally Green.

Dopo questo breve ma piacevole incontro, siamo scappate a pranzare (FUN FACT: vorrei precisare che io ho preso un panino vegetariano e non la piadina perché, appunto, sono vegetariana. Devo fare sempre la diversa, mi spiace) e a preparare le domande per intervistare Sally Gardner.
L’intervista era fissata per le 14:30, ma Sally Gardner è arrivata un po’ in ritardo perché, appunto, le si era fatto tardi. Ci hanno detto che era stanca, e quindi fatto intendere di non prenderle troppo tempo, ma lei con una disponibilità unica ci ha detto di non affrettare le cose e di prenderci tutto il tempo di cui avevamo bisogno. Anche con noi cinque è stata fantastica, illuminante, arguta… è davvero una bella persona, mi piace come pensa, quello che dice. La ringrazio davvero tanto per le parole che ha condiviso con noi e che presto vi faremo leggere.
Al termine dell’incontro abbiamo conosciuto anche Giulia, l’addetta stampa della Rizzoli. Anche a lei va il mio - il nostro - ringraziamento per averci dato questa possibilità. Davvero, Sally Gardner è fantastica. Fantastica.

Conclusa l’intervista con Sally Gardner, abbiamo girovagato per il centro di Rimini parlando dei libri che ci sono piaciuti, di quelli che ci sono piaciuti di meno e di quelli che abbiamo intenzione di leggere nel prossimo futuro.
Avevamo tutte il treno dalle 17:30 alle 18:00 circa, quindi ci siamo avviate in stazione e abbiamo aspettato lì i nostri treni ovviamente in ritardo. Grazie Trenitalia, almeno tu sei una certezza in questo mondo pieno di incertezze.
FUN FACT: dovete sapere che, ovunque io vada, se ci sono posti a sedere limitati, io finisco sempre per terra. ._.
Mentre aspettavamo i nostri treni, ci siamo messe a decifrare il disegnino che Sally Gardner aveva fatto qualche ora prima sulle nostre copie. Abbiamo subito pensato ad una stella, ma ha troppe punte. La copia di una di noi, vista da una certa prospettiva, assomiglia ad un lupo, ma il mio lupo è zoppo, quindi non può esserlo. Secondo me è un coniglio. E questo si potrebbe ricollegare alla domanda che uno dei ragazzi le ha fatto: con quale animale si rappresenterebbe. Sicuramente sto viaggiando troppo ed è una semplice stella, ma il coniglio e il lupo ci sono, è impossibile negarlo!

Cosa posso dire per concludere questo post degnamente? Due cose.
La prima: Mare di Libri è un evento straordinario, organizzato da ragazzi, gestito interamente da ragazzi perché è rivolto ai ragazzi, ma allo stesso tempo godibile anche dagli adulti. Ed è fantastico perché fa capire che la lettura, un libro, non ha età: un libro che è piaciuto a me e che mi dato qualcosa, è riuscito ad emozionare allo stesso modo anche il lettore più giovane e più grande di me.
La seconda: Questa è la seconda volta che partecipo a Mare di Libri. L’anno scorso ho condiviso questa esperienza con Denise e ho conosciuto Silvia e Marco, ma questa volta l’ho condivisa con molte più persone - ho conosciuto molte più persone! Ho rivisto Silvia e Marco e ho ritrascorso una giornata con Denise (che ormai vedo più degli inquilini del primo piano del mio palazzo.Vivo qui da due anni e mezzo ormai e non so ancora che faccia hanno), ma ho conosciuto anche Anncleire, che è tutto il contrario di me e non sa nemmeno dove si nasconda la timidezza (e credo faccia bene), Juliette, che è troppo dolce e carina, Valy, che mi ha colpita per la sua grande passione, e Vanessa, super-organizzata e troppo dolcina anche lei.
Mi spiace non aver foto da mostrarvi perché in questi casi mi dimentico sempre di farle (faccio solo foto stupide a cose, come le nuvole, e agli animali). E poi (tralasciando il mio problemino con le foto) la penso un po' come Sally Gardner: come puoi riuscire a catturare in una foto la gioia di quel momento? Se non lo si vive in prima persona, non si può capire fino in fondo. Per questo motivo spero che tutti voi possiate fare esperienze del genere - e spero di poterne fare tante altre anche io! Quindi fatelo, andate e buttatevi, non abbiate paura di nulla e divertitevi! :-D

mercoledì 22 giugno 2016

☼ SUMMER TO-BE-READ & SPRING WRAP-UP ❀

HELLO FRIENDS!
Come state? Sono tornata domenica notte (ho perso la coincidenza) sera da Mare di Libri e già non vedo l’ora di parlarvi di ciò che abbiam fatto - vado in ordine alfabetico - Annachiara, Denise, Juliette, Vanessa, Valy e io. Pensavo di avere un po’ di tempo per metabolizzare il tutto perché non capita tutti i giorni di poter incontrare due scrittori della portata di Sally Gardner e Jennifer Niven, persone che hanno tante cose da dire e che tanto ci hanno trasmesso, ma MA… io non so come ci sono riuscita, ma sono riuscita a prenotarmi per incontrare Cassandra Clare a Roma venerdì. Il bello è che io, nel momento in cui è uscita la notizia, non ero a casa e non ero connessa! Sono arrivata molto dopo e se non fosse stato per Chiara, Lile, Martina e Vanessa che ne stavano parlando, beh, sì, chissà quando me ne sarei accorta. Ho agito d’impulso e davvero all’ultimo secondo perché i biglietti erano pochissimissimi, ma ce l’ho fatta. *ansia* La cosa buffa è che ne stavamo parlando proprio il giorno prima a Rimini e io ero lì a dire alle altre “sappiate che dovete ospitarmi, perché io vengo da un posto sperduto e sicuramente lo faranno in una grande città come Milano, Torino, Bologna o Firenze”. Roma è mooolto più vicina a me: non è comodissima, ma non è impossibile… anche perché non potevo aspettarmi un incontro sotto casa, diciamocelo.
Tutto questo per dirvi: a) vi parlerò di Jennifer Niven, Sally Gardner e Cassandra Clare molto presto , b) non so con che regolarità riuscirò a postare nei prossimi giorni perché non mi sono ancora ripresa da Rimini e credo di non essermi nemmeno resa conto di ciò che ho fatto lunedì prenotandomi, c) la fortuna sta girando un po’ troppo dalla mia ultimamente, mi aspetto una catastrofe imminente dietro l’angolo.
OMG, ho già scritto tantissimo. o.ò Riprendendo un attimo l’argomento del post, oggi vorrei parlarvi dei libri che ho intenzione di leggere durante l’estate e fare un piccolo riassunto dei tre mesi appena trascorsi.


Questa volta sono stata molto indecisa se stilare una TO-BE-READ o meno; fino all’ultimo minuto non volevo farlo perché ultimamente ho voglia di scegliere la prossima lettura sul momento, tra tutti i libri ancora da leggere che ho, e non di sceglierla da una lista, ma alla fine ho cambiato idea e ho fatto metà e metà, scegliendone un numero contenuto così da poter dar spazio all'ispirazione (?).
I libri che leggerò sicuramente sono: I’LL GIVE YOU THE SUN di Jandy Nelson, A GATHERING OF SHADOWS di V.E. Schwab, CARRY ON di Rainbow Rowell, ALICE THROUGH THE LOOKING-GLASS e BLUE DREAM di Alessia Coppola, THE ROSE SOCIETY di Marie Lu.
MOBY DICK l’avevo inserito nella scorsa TO-BE-READ, ma non sono riuscita a leggerlo. Questa volta però ho tutta l’intenzione di farlo, mi ci metterò d’impegno. Inoltre sta a rappresentare tutta la “categoria classici”, nel senso che durante questi tre mesi estivi voglio leggere classici; siccome non so ancora su quali buttarmi (sceglierò al momento), ho scelto lui come rappresentante.
Alcune prossime uscite che mi piacerebbe leggere sono: LE SFIDE DI APOLLO di Rick Riordan, L’ULTIMA STELLA di Rick Yancey, THE ARCHITECT OF SONG di A.G. Howard, FURTHERMORE di Tahereh Mafi.

W I N T E R   W R A P - U P

C’è stato un momento, in questi mesi, in cui ho smesso di leggere perché… non mi andava. Non mi era mai successo, ma non mi sono spaventata perché sapevo che prima o poi avrei ricominciato a farlo - fortunatamente, è successo prima che poi.
Prima del blocco sono riuscita a rispettare molto bene la TO-BE-READ, infatti ho letto: OLGA DI CARTA di Elisabetta Gnone, UNA FAMIGLIA DECADUTA di Nikolaj Leskov, MISERY di Stephen King, REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton, THE YOUNG ELITES di Marie Lu, THE RAVEN KING di Maggie Stiefvater. Nelle ultime settimane sono riuscita a leggere IL SANGUE DELL’OLIMPO di Rick Riordan, THE UNEXPECTED EVERYTHING di Morgan Matson, SECOND CHANCE SUMMER di Morgan Matson, LA SPADA DEL GUERRIERO di Rick Riordan, IL RICHIAMO DEL CUCULO di Robert Galbraith tra quelli che avevo messo in lista. Ho iniziato anche a leggere il secondo libro della trilogia Beauty di Scott Westerfeld, ma dopo venti pagine che rileggevo da più di un’ora ho deciso di mollarlo.
Quando ho ripreso a leggere non mi andava di seguire la TO-BE-READ, così ho letto: CLAUDE MONET: MON HISTOIRE. PENSIERI E TESTIMONIANZE di Lorella Giudici, A HISTORY OF NOTABLE SHADOWHUNTERS & DENIZENS OF DOWNWORLD di Cassandra Clare & Cassandra Jean, KINDRED SPIRITS di Rainbow Rowell, ALICE’S ADVENTURES IN WONDERLAND & THROUGH THE LOOKING GLASS di Lewis Carroll, ROSS POLDARK di Winston Graham, IL PROFESSORE di Charlotte Brontë, IL FIGLIO DEL CIMITERO di Neil Gaiman, ATTACHMENTS di Rainbow Rowell.
Altri libri che ho letto, nell’ultimo periodo e fuori TO-BE-READ, sono P.S. TI AMO ANCORA di Jenny Han, TINDER di Sally Gardner (rilettura), ALL MY FRIENDS ARE SUPERHEROES di Andrew Kaufman, ILLUMINAE di Amy Kauffman.
Mi hanno aiutato a riprendere a leggere un paio di graphic novel: TOBIKO di Maurizia Rubino, l'ARTBOOK di Loputyn (okay, questo non si legge, ma è come se l'avessi fatto perché le illustrazioni sono dettagliate e magnifiche), LUMBERJANES 2 di AA.VV. Si sono aggiunti dopo: L'EROE PERDUTO A FUMETTI di AA.VV, DESCENDER 1 e 2 di Jeff Lemire & Dustin Nguyen, LA PRINCIPESSA SPAVENTAPASSERI di Federico Rossi Edrighi, COME QUANDO ERAVAMO PICCOLI di Jacopo Paliaga & French Carlomagno.
Tutto sommato sono stati tre mesi interessanti e sulla base di questa esperienza ho scelto come comportarmi per i prossimi tre.

Ho parlato molto e vi ho lasciato una marea di titoli. *risata malefica* Fatemi sapere se avete trovato qualche libro interessante, se ne avete letto qualcuno e i vostri pareri, cosa leggerete nei prossimi mesi, se volete che vi parlassi di un libro nello specifico, se siete stati a Mare di Libri e cosa avete fatto, e se sarete venerdì da Cassandra Clare. TELL ME!

venerdì 17 giugno 2016

RECENSIONE: Tinder di Sally Gardner

B o n j o u r !
Eccovi l'ultimo post della settimana. :) Vi avviso fin da ora che le settimane che verranno non saranno così produttive - a meno che io non prenda un colpo in testa! - perché i post che vi ho lasciato in questi giorni ci tenevo a pubblicarli ... proprio in questi giorni, appunto, altrimenti avrebbero perso metà del loro scopo!
Oggi ho cercato di parlarvi di Tinder di Sally Gardner (è stato difficilissimo h e l p), un'autrice che sarà presente a Mare di Libri e che io andrò a conoscere di persona (non vedo l'ora). Vi ho lasciato QUI un piccolo post in cui vi comunico gli eventi a cui parteciperò di sicuro e in cui vi dico che, se mi riconoscete, potete fermarmi. Ora vi lascio al libro.


Tinder
Tinder di Sally Gardner

Rizzoli  12 Novembre 2015  265 pagine  17,00 €  ITA
Ferito in battaglia, il giovane Otto volta le spalle alla Morte, e viene soccorso da un misterioso indovino, che gli regala sei dadi magici, e gli predice l'incontro con l'amore della sua vita. Grazie a un misterioso e potente acciarino, quelle parole sembrano avverarsi, ma ogni desiderio ha un prezzo… Ispirato a L'acciarino magico di Hans Christian Andersen, non è solo una fiaba dark per giovani adulti, ma anche una metafora inquietante sui segni che la guerra lascia a chi ha avuto la sfortuna di prendervi parte in prima linea.

My rolling thought
Ed è allora che vedo la morte.
Tinder di Sally Gardner si presenta come il retelling della fiaba L’acciarino magico scritta da Hans Christian Anderson, ma in realtà è molto, molto di più: la fiaba dello scrittore danese rappresenta solo il punto di partenza, l’ossatura della storia della scrittrice inglese, in quanto essa viene arricchita da piccoli accorgimenti e altre tematiche esterne alla fiaba che rendono questo libro qualcosa di nuovo e unico nel suo genere.
La storia si apre con un giovane soldato di nome Otto Hundebiss che, nel giro di una notte, riesce ad ingannare la morte e ad entrare in possesso di una strana coppia di dadi che gli indicheranno la direzione da prendere. Insieme a questi particolari dadi, in seguito, Otto diverrà anche il proprietario di un acciarino dalle proprietà magiche.
L’opera (credetemi, è un’opera) ha molti elementi innovativi e punti di forza, ma vi ho trovato un piccolo difetto che, se fosse stato curato come è stato curato tutto il resto, mi avrebbe portato a livelli di adorazione esponenziali nei suoi confronti.
Il primo elemento di originalità che fa andare Tinder oltre la semplice fiaba da cui attinge praticamente tutto è che i personaggi principali hanno un nome, così come i luoghi che rappresentano le tappe del viaggio di Otto, e che la storia è ambientata in un momento storico ben preciso: siamo esattamente nel 1642, durante la Guerra dei trent’anni. Nelle fiabe, generalmente, i personaggi non hanno un nome, vengono identificati principalmente attraverso il loro ruolo, e tutto sembra essere avvolto da un velo magico che porta il lettore a pensare che la storia sia ambientata in un luogo lontano dal suo mondo, che sia quindi irreale, solo un mezzo per impartire un insegnamento morale. Questo tipo di specificazioni rendono il lavoro della Gardner più vicino, plausibile, concreto: un Otto che ha combattuto nella battaglia di Breitenfeld nel secondo giorno di novembre del 1642 potrebbe esserci stato, perché no; gli eventi che hanno segnato la sua vita personale possono essere condivisi da milioni e milioni di soldati.
Ciò porta direttamente all’altro elemento di originalità/punto di forza introdotto dalla Gardner nel suo lavoro che ben si accorda con L’acciarino magico: la tematica della guerra. La stessa autrice, nella nota a fine volume, si è detta interessata nell’esplorare l’animo di una persona che ha vissuto da vicino l’esperienza della guerra e secondo me ci è riuscita benissimo perché Otto è circondato dalla morte, ha visto e ha conosciuto la Morte da vicino, è perseguitato dai fantasmi delle persone che ha ucciso e dai ricordi della sua famiglia che è stata invece uccisa. Questi momenti della storia sono deliranti, inquietanti e ossessionanti, le immagini sono molto forti e crude, si viene completamente travolti dall’oscurità dell’animo e della mente di Otto.
Tutto questo è merito dello stile di Sally Gardner che, oltre ad essere il filo che tiene insieme tutti gli elementi che fanno di Tinder Tinder, riesce a trasmettere con le sue parole il mistero, l’oscurità, la decadenza dei personaggi, delle vicende e delle ambientazioni.
A supporto del già meraviglioso stile della Gardner ci sono le illustrazioni di David Roberts. Sono davvero bellissime, e tanto! Spaziano dalla semplice raffigurazione di personaggi e ambientazioni fino ad arrivare alla rappresentazione di piccoli dettagli come ad esempio un cappio o una scia di sangue. Roberts utilizza solo tre colori (nero, bianco, rosso) mettendo in luce o in ombra, dando consistenza alle immagini fatte di parole della Gardner attraverso il disegno. Sono affascinanti e raccapriccianti.


L’unico aspetto che non mi ha convinto è stato il modo in cui è stato gestito il personaggio femminile e il ruolo che ha avuto all’interno di tutta la storia: Sapphire è ancora la fanciulla in pericolo da salvare, il premio che andrà al personaggio maschile principale. Non ho trovato il suo personaggio innovativo, e mi dispiace molto perché tutta la storia invece lo è.
Non mi sono soffermata sull’organizzazione della trama perché non posso, ma sappiate che vi piacerà. Oh, sì, vi piacerà.
Tinder si trova a metà tra racconto fiabesco e racconto dell’orrore, è un racconto per bambini e una fiaba per adulti, è una storia oscura, cattiva, enigmatica, sensuale, intrigante. 
Ho letto questo libro due volte: la seconda volta l’ho apprezzato molto di più della prima, e ora che ne sto parlando mi sto rendendo conto di quanto sia originale, curato e d’impatto, più di quanto si possa fare leggendolo solamente. Va pensato, insomma, e riflettuto. Motivo per cui alzo il voto a quattro stelline. c:

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

mercoledì 15 giugno 2016

LE MISS MOVIE: We Are Your Friends di Max Joseph

di nuovo ciao a tutti ~
Nuovo mese, nuovo film di cui vi andremo a parlare io e Francy @ NEVER SAY BOOK. Questa volta il film da vedere l'ha scelto lei e *udite, udite* i nostri pareri coincidono.
Spero che qualcuno di voi l'abbia visto o almeno lo conosca perché io non sapevo nemmeno che esistesse, così possiamo scambiare due parole su questa cosa.


We are your friends
di Max Joseph

17 Settembre  100 minuti  DRAMMATICO, MUSICALE
Cole (Zac Efron), un giovane DJ, fa la conoscenza del più esperto e famoso collega James (Wes Bentley), e trova in lui una guida capace di dare una svolta alla sua carriera finora deludente. Contemporaneamente Cole si innamora di Sophie (Emily Ratajkowski), l'affascinante e misteriosa fidanzata di James...

MY ROLLING THOUGHT
Are we ever going to be better than this?
Non avevo nemmeno la più pallida idea che We are your friends esistesse fino a quando Francy non mi ha comunicato la sua scelta, infatti sono andata subito a cercare informazioni in merito. Dopo una sommaria letta alla trama (che comunque non supera le tre righe con un font trebuchet 11) e la scoperta che nel cast è presente Zac Efron sono impallidita! Non ho mai adorato HSM (credo di non averlo nemmeno mai visto, o comunque ho visto qualche spezzone), non ho mai avuto una cotta adolescenziale di qualche sorta per Zac Efron (no, decisamente no), ascolto tutt’altro tipo di musica … in un primo istante l’idea di dovermi sorbire cento minuti di Zac Efron e musica da DJ mi sembravano. una. tortura. Però poi mi sono detta: no, Veronica, sei una persona fondamentalmente curiosa, prendila come un’opportunità per conoscere e valutare questo attore alla luce di un ruolo più adulto e cercare di comprendere da un punto di vista diverso questa musica che giudichi solo, forse troppo frettolosamente e senza particolari conoscenze, “rumore”.
D’accordo, sfida accettata.
Avvertenza: non credo scriverò molto perché non c’è molto da commentare.
La trama è prevedibile all’inverosimile, lo spettatore riesce già a figurarsi che piega prenderà la storia dopo soli cinque minuti di visione. C’è stato solo un colpo di scena, non l’ho visto arrivare e mi ha destabilizzato, ma c’è solo questo e il resto è facilmente intuibile. Il film non è comunque noioso, scorre velocemente - e questo è un grande punto a favore.
Gli attori non mi hanno coinvolta emotivamente, non si è instaurato alcun tipo di connessione, nonostante si continuasse a parlare di coinvolgimento emotivo e BPM. Forse l’unico personaggio che mi è piaciuto è stato Squirrel, che pronuncia la citazione che ho riportato. Tu, Squirrel, piccolo uomo saggio, mi sei piaciuto. Non sono riuscita invece a farmi un’idea migliore o peggiore su Zac Efron di quella che (non) avevo prima di vedere il film: fondamentalmente il suo ruolo è un ruolo che avrebbe potuto recitare qualunque giovane attore, se non si conta il fatto che pronuncia davvero poche battute dalle quali non è che si possa esprimere chissà quale talento recitativo (non il suo, è proprio il copione che non permette di esprimere grandi qualità personali).
Il linguaggio utilizzato dal regista, Max Joseph, è giovane come giovane è il pubblico al quale vuole rivolgersi: c’è una breve sequenza d’animazione che mi è piaciuta particolarmente e durante tutto il film alcune frasi chiave vengono riportate a tutto schermo con un font semplice ma d’impatto.
In diversi punti il film è come se si tramutasse nel “manuale del provetto DJ”: tecnicismi e riflessioni che non sono riuscita a cogliere nel loro significato più profondo, ma che sono stati espressi in un modo che mi ha affascinato molto.
Se ho mancato nell’obiettivo di riuscire a farmi un’idea più precisa su Zac Efron, ci sono invece riuscita per quanto riguarda la musica da club. Generalmente il mio apparato acustico e il mio cervello si rifiutano di considerare questo tipo di musica "vera musica", ma comunque so che c’é chi ci mette passione e impegno anche in questo. Quello che non avevo mai preso in considerazione è che non esiste solo la musica sintetica in questo campo, c’é anche quella organica: non si fa musica solo producendo suoni con un computer, ma si può fare musica con strumentazione vera e con qualunque cosa che ci circonda, come i suoni della natura. Questo, probabilmente, è il tipo di “rumore” che mi piacerebbe ascoltare.
We are your friends vuole essere un film di formazione come tante altre pellicole (sicuramente con più successo) lo sono state prima di lui, la testimonianza di un’epoca in cui basta avere un computer, una tastiera, una macchina da ripresa e conoscenze informatiche per raggiungere il successo. Ma quanto dura, poi, questo tipo di successo? Che poi non si tratta nemmeno poi tanto di successo, è la metaforica lotta contro l’avvicinarsi dell’età adulta. Forse di generazione in generazione cambiano i mezzi che si hanno a disposizione per scendere in campo contro questo sconosciuto e temutissimo nemico, ma ciò che rimane sempre uguale è l’ansia di voler essere migliori di quello che si è, di raggiungere una qualche posizione che faccia dichiarare “finalmente ce l’ho fatta”, come se fosse una rivincita sulla vita.
I quattro amici protagonisti di We are your friends sono quattro possibilità, quattro strade che si possono percorrere e altrettanti mezzi per affrontare quell’età adulta che fa tanto paura.
Credo che questo sia il tipo di film che si mette alla tv durante quei dieci minuti prima di uscire, quando tu sei pronto e stai aspettando che vengano a prenderti. Un film che non ha né arte né parte, che da qualunque frame viene preso fa già capire dove vuole arrivare, che suscita quel minimo di interesse giusto per quella manciata di minuti, ma che una volta usciti dalla porta di casa è già stato dimenticato.
Prima ho detto una bugia: ho scritto più di quel che pensavo potessi scrivere.

★ ☆ ☆ ☆ ☆
Yuck. >.<


FRANCY’S ROLLING THOUGHT

Un ambientazione contemporanea e giovanile. Quattro ragazzi che vogliono raggiungere il loro grande sogno. 
Certamente i presupposti erano buoni ed eccomi che sono cascata nella trappola.
Un po' è stato anche a causa della presenza di Zac Efron, che avevo apprezzato particolarmente per la sua parte in 17 Again e in Segui il tuo cuore (no, non sono mai stata una grande amante di High School Musical).
E in più come perdersi Max Joseph nei panni di regista debuttante? Il suo lavoro in Catfish aveva il suo perché quindi non avevo motivo per cui non fidarmi della sua opera cinematografica. 
Ed invece... eccomi qui piuttosto delusa e dispiaciuta per il fatto che ho costretto Veronica a vedere l'ennesimo film che non le piace. Ma questa volta (purtroppo) mi ritrovo pienamente d'accordo con lei.
Tutto quel sottofondo promettente si è dimostrato un caos che non ho colto affatto. E mi sono ritrovata a pormi domande del tipo: come è possibile che dopo una notte passata a lavorare sulla console hai ancora quella freschezza sul volto? Beh insomma! Ho trovato il tutto poco realistico. 
Questo potrebbe anche essere dovuto dal fatto che di DJ ne capisco davvero poco. Non ho mai compreso quale desiderio possa esserci in un ragazzo che decide di stravolgere la musica composta da un altro, quasi distruggendo il lavoro di quest'ultimo. In aggiunta la musica elettronica non è nient'altro che un tartassante rumore ripetitivo per la sottoscritta quindi quelle che agli occhi dei protagonisti erano opere d'arte per me erano fastidiosi suoni. 
Il mio consiglio? Non fidatevi del mio parere su We are your friends, a meno che anche voi non siete amanti del mondo della musica elettrico. Forse il mio voto negativo è conseguenza di aspettative diverse dalla realtà cinematografica che mi sono trovata sullo schermo e soprattutto troppo alte!


martedì 14 giugno 2016

La principessa spaventapasseri di Federico Rossi Edrighi

happy Tuesday, friends !
Ho scoperto che mi piace un sacco parlarvi di graphic novel - anche se all'inizio pensavo di non esserne in grado - perché non seguo blog che ne parlano e quelli che seguo non ne leggono, quindi ho l'impressione di portare alla vostra attenzione qualcosa di nuovo ogni volta. Ho sempre letto manga e graphic novel, quindi sono contenta di essere riuscita a trovare un modo per parlarvi di questa mia altra passione. Ora questo non significa che non parlerò più di libri o ne parlerò di meno, assolutamente! Farò un po' e un po'.
Oggi è il turno de La principessa spaventapasseri, un'opera che potrete acquistare a partire da giovedì che mi è stata inviata dalla BaoPublishing insieme ad altri tre volumi di cui vi parlerò presto (due in particolare, che sono il primo e il secondo volume di una serie, sono diventati la mia nuova ossessione).


La principessa spaventapasseri
di Federico Rossi Edrighi

BAO Publishing  16 Giugno 2016  152 pagine  19,00 €  ITA
Morrigan è un'adolescente tipica nella sua unicità, e la località dell'Inghilterra rurale dove sua madre a suo fratello - che scrivono a quattro mani storie misteriose tradotte in tutto il mondo - non la entusiasma. Un giorno conosce un'anziana vedova, che le fa un dono destinato a cambiarle la vita, e a costringerla ad affrontare il Re dei Corvi, l'incarnazione di tutto ciò che è perverso e malato nel mondo. O in ciascuno di noi?

My rolling thought
Crescere è un casino e a volte non sai davvero di chi puoi fidarti. Fare la cosa giusta è difficile, ma capire quale sia sembra quasi impossibile.
La principessa spaventapasseri è un volume pubblicato dalla BAO Publishing nella collana BaBAO, in cui sono raccolte tutte le letture indirizzate ai piccoli lettori. Il retro della copertina specifica che questa opera è di livello 3, ovvero: Hai almeno dodici anni e nessuna intenzione di spiegare perché vuoi leggere questo libro? Siamo d’accordo con te. Questa breve battuta mi ha fatto sorridere perché, sì, io non ho decisamente dodici anni, ma spesso e volentieri non mi va di spiegare perché voglio leggere quel determinato libro, quindi mi sono immediatamente sentita a mio agio con questa opera tra le mani ancor prima di leggerla.
L’intero volume è a opera di Federico Rossi Edrighi, un autore che personalmente non conoscevo ma che mi ha fatto una buonissima impressione con questo suo lavoro (per tutti coloro che ignorano come io ignoravo: in fondo al volume è compresa una piccola biografia da cui si capisce che Federico Rossi Edrighi ha all’attivo numerose e importanti collaborazioni).


Da una rapida sfogliata pre-lettura, ho avuto immediatamente la sensazione che in questo volume avrei ritrovato un po’ di Vincent Van Gogh e un po’ di Edgar Allan Poe per dei motivi molto semplici: la prima tavola, che accompagna la leggenda del Re dei Corvi, è una riproduzione del Campo di grano con volo di corvi di Van Gogh; e poi, beh, corvi, no?, ma anche perché il mio occhio aveva catturato un Edgar in un ballon. Non credo di essere andata tanto lontana con la mia intuizione perché lo stile di Federico Rossi Edrighi è molto originale e d’impatto, ruvido, e attraverso l’uso dei colori riesce a trasmettere tutta la forza dell’ambientazione e della narrazione; la storia, poi, si è rivelata molto più oscura di quello che pensavo. Già questo gli ha fatto guadagnare due bei pollici in su.

L’intera vicenda prende spunto da una leggenda che circola da tempo immemore nell’Inghilterra rurale, ma di cui si sa molto poco: il Re dei Corvi, un essere oscuro e malvagio, per colmare il suo desiderio di ricchezza e abbondanza, turba ciclicamente la tranquilla vita della cittadina razziandone i raccolti. L’unico altro essere in grado di combattere e arrestare l’avanzata del Re dei Corvi è il Principe Spaventapasseri.
La madre e il fratello di Morrigan scrivono storie a quattro mani e sono interessati alla leggenda del Re dei Corvi per poter scrivere un nuovo romanzo da aggiungere alla serie che li ha resi famosi; decidono così di trasferirsi nella parte d’Inghilterra dove sembra esser nata questa storia, trascinandosi dietro una povera Morrigan che non ne può più delle assurdità della sua famiglia.


La principessa spaventapasseri non è altro che un fumetto di formazione: la componente fantastica e folklorica, infatti, sono solo i mezzi metaforici per rappresentare quel particolare periodo della vita di ogni persona che si trova tra l’infanzia e l’età adulta, in cui si sta mettendo piede in qualcosa di nuovo, sconosciuto e oscuro, e che quindi fa paura. È una dimensione in cui solo sperimentando in prima persona si riesce a distinguere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, e spesso si arriva a questa consapevolezza solo dopo aver fatto, in qualche modo, la conoscenza della parte negativa.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Federico Rossi Edrighi ha raccontato la sua storia perché non si limita a rivolgersi unicamente ad un pubblico di giovani lettori, ma è godibile anche da chi adulto lo è già per via dei toni che vanno via via incupendosi e perché possiede diversi piani di lettura. Si può leggere La principessa spaventapasseri come se fosse una storia d’avventura, in cui Morrigan e il Re dei Corvi si incontrano e si scontrano; oppure - appunto - come un romanzo di formazione, e in questo caso all’autore va anche il grande merito di essere riuscito a trattare la componente sessuale con molta accortezza: ha avuto una delicatezza e una sensibilità tali da non snaturare la storia e/o mettere in soggezione il giovane lettore che sta ancora imparando a conoscersi.


Il volume si legge con molto piacere perché la storia è interessante ed è raccontata in modo intelligente. Mi è piaciuta molto anche l’organizzazione delle tavole: le singole scene sono tutte ordinate e comprese nei rispettivi riquadri, e solo quando Morrigan si trova insieme al Re dei Corvi è come se questi limiti venissero infranti, come se fosse una metafora della parte istintuale, o il modo del sogno che è di per sé irrazionale, che prende il sopravvento della razionalità.
Morrigan è una protagonista fantastica, sarcastica e sempre con una risposta arguta pronta da condividere con il suo interlocutore. Dovrà affrontare diverse prove, superare insicurezze, prendere scelte difficili e assumersi le responsabilità delle sue azioni, imparando a relazionarsi con la sua famiglia, con nuovi amici e con se stessa. Anche il Re dei Corvi è un personaggio fenomenale, ha carisma da vendere ed è completamente fuori di melone, a mio avviso. Morrigan e il Re dei Corvi sono un’accoppiata… ah!, non so spiegarmi, potete capirlo solo leggendo!
La principessa spaventapasseri è un’opera di indubbia qualità, che renderà soddisfatti molti giovani lettori e che piacerà anche a chi giovane anagraficamente non lo è più da un bel po’, ma che è ancora in grado di lasciarsi appassionare e coinvolgere come se lo fosse.

★ ★ ★ ¾ ☆
Good. :)

domenica 12 giugno 2016

BOOK RECOMMENDATIONS: Morgan Matson ☀

hey there !
Giorno e orario un po’ strano per pubblicare per quanto mi riguarda, ma ho diversi post in programma da proporvi per la prossima settimana e non volevo affollare troppo il blog (anche perché in questa, di settimana, sono riuscita a programmare solo la recensione di P.S. Ti amo ancora; se non mi avessero spostato un esame, avrei pubblicato questo post prima - dettagli).
Domani era in programma un evento organizzato dalla Newton Compton per incontrare Morgan Matson, ma è stato annullato. Mi dispiace un casino perché avevo fatto di tutto per esserci e niente, mi hanno dato il pacco (ah ah). Avevo in programma questo post di suggerimenti letterari proprio in vista dell’incontro … siccome Morgan Matson è un’autrice che mi piace molto, io ve lo propongo lo stesso. :-)


Morgan Catherine Matson è una scrittrice americana che pubblica i suoi lavori sotto il nome di Morgan Matson e con lo pseudonimo di Katie Finn. La differenza tra i due tipi di pubblicazione è molto semplice e risiede nello stile di scrittura utilizzato: nei libri che scrive come Morgan Matson, l’autrice si concentra maggiormente sul percorso di crescita e scoperta del personaggio protagonista; nei libri che invece scrive come Katie Finn, tutto ruota attorno alla trama.

Personalmente ho letto solo i romanzi pubblicati con il nome di Morgan Matson, che in totale sono quattro. In ordine di pubblicazione: Amy & Roger’s Epic Detour, Second Chance Summer, Since You’ve Been Gone e The Unexpected Everything. Il primo e il terzo sono stati pubblicati in Italia dalla Newton Compton con i titoli rispettivamente di Noi due ai confini del mondo (c'è una precedente edizione con il titolo In viaggio verso di me) e Al centro dell’universo.
Ho scoperto questa autrice ricorrendo al buon vecchio metodo del giro in libreria, che era un giro di per sé speciale perché ero nella Waterstones di Piccadilly Circus a Londra, più o meno due estati fa. Dopo aver adocchiato due suoi libri, ho deciso di prendere il più recente (Since You’ve Been Gone) e poi sono seguiti, in ordine di lettura, Amy & Roger’s Epic Detour, The Unexpected Everything e Second Chance Summer.
Queste sono le trame:


amy & roger's epic detour  2010 (In viaggio verso di me, 2011  Noi due ai confini del mondo, 2015)

Amy Curry pensa che la sua vita sia uno schifo. Suo padre è recentemente scomparso in un incidente d'auto e sua madre ha deciso di trasferirsi dalla California al Connecticut, proprio durante il suo ultimo anno di scuola. Il viaggio in macchina per raggiungere la costa opposta degli Stati Uniti è lunghissimo, e con lei ci sarà Roger, figlio di un'amica della madre, che Amy non vede da quando erano bambini. Perciò, quando se lo trova di fronte, Amy ha uno strano sussulto, che però è brava a nascondere. La verità è che non è esattamente entusiasta all'idea di attraversare il Paese con qualcuno che non conosce, ma la strada è infinita e bisogna darsi il cambio alla guida. Il tragitto scrupolosamente programmato da sua madre viene però completamente stravolto, via via che l'iniziale diffidenza tra i due diventa simpatia, e il viaggio si trasforma, ora dopo ora, in qualcosa di diverso, molto speciale e più profondo...

second chance summer  2012

La famiglia di Taylor Edwards potrebbe non essere la più unita — tutti sono un po’ troppo impegnati e troppo pianificati —, ma tutto sommato se la cavano abbastanza bene. Poi il padre di Taylor riceve una notizia devastante, e i suoi genitori decidono che la famiglia trascorrerà un’ultima estate insieme nella loro vecchia casa sul lago presso Pocono Mountains.
Stipati in un posto molto più piccolo e più rustico di quello a cui sono abituati, iniziano a conoscersi di nuovo. E Taylor scopre che le persone che pensava di aver lasciato indietro, in realtà, non sono andate da nessuna parte. La sua prima migliore amica è ancora in giro, così come il suo primo fidanzato… ed è molto più carino a diciassette anni che a dodici.
Come l’estate procede e gli Edward ritornano ad essere una famiglia, sono sempre più consapevoli di star combattendo contro il tempo. A volte c’è giusto il tempo per avere una seconda possibilità: con la famiglia, con gli amici, con l’amore. (trama tradotta da me)

since you've been gone  2014 (Al centro dell’universo, 2016)

Emily ha deciso di correre qualche rischio per trascorrere l'estate più travolgente della sua vita. Prima di Sloane, Emily non andava alle feste, parlava a malapena con i ragazzi, non aveva mai fatto niente di folle. Ma Sloane, un vero e proprio "tornado sociale", è la migliore amica che si possa avere e l'ha tirata fuori dal suo guscio. Eppure, poco prima di quella che doveva essere un'estate epica, Sloane... scompare. Lascia solo un elenco di cose da fare: tredici bizzarri punti, come per esempio:
Raccogliere mele durante la notte. Va bene, abbastanza facile.
Ballare fino all'alba. Perché no?
Baciare un estraneo. Che cosa?!
Ma senza Sloane, Emily potrà farcela? Chissà cosa potrà succedere, con tutta un'estate davanti e l'inaspettato aiuto dell'affascinante Frank Porter...


the unexpected everything  2016

Andie ha tutto programmato. Quando sei la figlia di un politico che si è cresciuta da sola, impari che tutto può essere programmato o manipolato, o entrambe le cose. Soprattutto il tuo futuro.
Un importante stage? Presente.
Amici incredibili? Presenti.
Ragazzo? Presente (almeno fino a quando non stiamo parlando di più di tre settimane).
Ma questo era prima dello scandalo. Prima di stare nella stessa casa con suo padre. Prima di portare a spasso un insensato numero di cani. Questo era prima di Clark e quei pochi mesi che potrebbero cambiare la sua intera vita.
Perché le cose stanno così: se tutto è programmato, non troverai mai l’inaspettato. E dov’è il divertimento in tutto ciò? (trama tradotta da me)


Perché mi piace Morgan Matson e vi consiglio i suoi libri? Here you are:
  • Tutti i libri di Morgan Matson sono stad-alone, ma c’è una curiosità che in qualche modo li collega: i protagonisti principali del libro precedente ritornano come piccole comparse in quello successivo. A me questa cosa fa impazzire perché è come se fosse un’unica grande storia formata da piccole storie, tutte localizzabili all’incirca nello stesso spazio/tempo (un po’ come quelli di Stephanie Perkins, anche se qui i personaggi che ritornano hanno proprio un ruolo piccolo piccolo);
  • I libri sono tutti ambientati in estate, quindi il periodo dell’anno perfetto per leggere questi libri è, appunto, durante l’estate… perché sì, c’è estate in ogni singola pagina. E S T A T E;
  • Estate però non significa banalità, frivolezza, leggerezza e scontatezza. Così come vuole l’autrice, i libri pubblicati sotto il nome di Morgan Matson offrono al lettore il percorso di crescita, scoperta e maturazione delle rispettive protagoniste - Amy, Taylor, Emily e Andie;
  • Gli argomenti trattati sono molti e vari, e in linea generale si possono ritrovare quasi sempre tutti in tutte e quattro le storie: amicizia, famiglia, amore, futuro, rapporto con se stessi e con gli altri, perdita;
  • Morgan Matson quindi parte da ingredienti comuni per elaborare le sue storie, che però rimangono uniche perché non sono mai uguali tra di loro (soprattutto) e a libri di altri autori;
  • Inoltre non illude nessuno, non ci sono strani risvolti di trama o triangoli impossibili o che so io: i suoi libri sono onesti e sinceri, seguono la linea stabilita fin dall’inizio con semplicità perché, di nuovo, la trama non dovrebbe essere il punto centrale del libro, ma quello che si scopre insieme ai personaggi.
Se dovessi consigliarvi un libro di Morgan Matson per approcciarvi a questa autrice, vi direi di leggere SECOND CHANCE SUMMER. Gli ultimi capitoli di questa storia mi hanno fatto piangere come una fontana, e io non piango mai leggendo un libro, quindi è stato traumatizzante. Ha un impatto emotivo molto forte perché si sa tutto fin dall’inizio e si accumula, accumula, accumula, fino a quando poi arriva il punto in cui è fisiologico dover rilasciare tutto in qualche modo.
Prima di leggere questo libro qui, il mio preferito era SINCE YOU’VE BEEN GONE. Mi è piaciuto molto perché mi sono identificata tantissimo nella protagonista, Emily, ma anche perché il mistero che ruota attorno alla scomparsa improvvisa della sua amica Sloane e la lista di obiettivi per l’estate mantengono viva e alta l’attenzione.
Anche AMY & ROGER’S EPIC DETOUR mi è piaciuto tantissimo, quasi ai livelli di Since You’ve Been Gone perché adoro i viaggi on the road e ho adorato proprio come è stato pensato il libro (playlist e diario di viaggio); però non mi sono immedesimata in Amy così come mi è successo con Emily, quindi per pochissimissimo non lo raggiunge.
Metterei al quarto posto THE UNEXPECTED EVERYTHING, l’ultimo libro scritto dalla Matson e pubblicato proprio il mese scorso, per dei semplici motivi: Andy e io siamo completamente diverse!, lei è decisa, sa quello che vuole, ha degli obiettivi ben precisi ed è super organizzata in tutto, è razionale… insomma, tutto il contrario di me, quindi mi è riuscito difficile prendere confidenza con un personaggio del genere. Ma il motivo principale per cui questo libro non è riuscito a piacermi così tanto come gli altri è che, in alcuni punti, ho trovato lo sviluppo della trama e i personaggi stessi troppo infantili. Continuano ad esserci i temi cari all’autrice e scene da oh that’s so sweet, ma quei piccoli siparietti non sono riuscita a farmeli andare giù del tutto. Eppure, eppure: li trovo una rappresentazione reale, concreta, anche per via di come finisce il libro, perché le cose non possono sempre ricongiungersi, in alcuni casi si spezzano… ma, ecco, sì, forse è stato un po’ troppo infantile.
Se volete conoscere il mio parere esteso su Amy & Roger’s Epic Detour e Since You’ve Been Gone, QUI e QUI trovate le recensioni. Ho scritto questo post di suggerimenti letterari perché non credo che scriverò le recensioni di Second Chance Summer e The Unexpected Everything in quanto penso riutilizzerei le stesse parole, parole che ho già speso qui perché tutti questi romanzi sono affini tra di loro.


Spero che questo post sia stato interessante da leggere e che vi abbia fatto conoscere questa autrice, e anche incuriosito. Se avete già letto qualche libro di Morgan Matson, scrivetemi quale e se vi è piaciuto. Sono curiosa. :-) BYE!