venerdì 29 luglio 2016

☼ JULY BOOK HAUL ☼

CIAO RAGAZZI!
Anche Luglio è ormai giunto al termine e posso dire con felicità di essere sopravvissuta ad uno dei mesi che temo di più per via del caldo. Non riesco a capacitarmi del fatto che questi quasi trentuno giorni siano passati ad una velocità incredibile, ma io sono una figlia dell’inverno e quindi da una parte ne sono felice. Dopo questa piccola parentesi meteorologica, passo a mostrarvi i volumi che questo mese sono giunti in casa mia insieme a varie chiacchiere ad essi collegate.


Inizierei come sempre con i libri che mi sono stati gentilmente inviati dalle Case Editrici. La Mondadori ha messo a disposizione a me e alle ragazze che hanno partecipato al blogtour una copia dell’ultimo libro di Riordan, L’oracolo nascosto, nonché primo della serie Le sfide di Apollo. So che da un paio di mesi a questa parte vi sto parlando di questo autore fino allo sfinimento e che vedete i suoi libri in quasi ogni post che pubblico, ma il fatto è che ho recuperato pian piano le serie Eroi dell’Olimpo e Magnus Chase proprio per essere pronta a questo nuovo capitolo dei miei nostri semi-dei preferiti. Un altro libro che ho ricevuto, e questa volta del tutto inaspettatamente, è stato La sorella del re di Anne O’Brien da parte della Harper Collins Italia. Sono rimasta molto sorpresa da questo arrivo perché dal passaggio HM/HC non ho più ricevuto notizie da parte di questa casa editrice (e non mi riferisco alla ricezione dei libri, ma proprio delle newsletter), quindi sono contenta di avere avuto modo di ri-mettermici in contatto e scoprire che la collaborazione c’è ancora. Ritornando un attimo al libro. Anne O’Brien scrive historical fiction e questo fatto mi incuriosisce molto; sento che potrei dare un’opportunità a questo titolo, quindi mai dire mai.
Ho deciso di portare avanti il mio piccolo progetto di sostituzione delle copie italiane con quelle in lingua delle serie che seguo che sono state interrotte (e poi riprese, ma che nel frattempo io ho continuato in inglese) e del recupero dei libri che ho letto in ebook e quindi mi mancavano in cartaceo. Ho recuperato quindi Summer Days & Summer Nights, che ho già recensito QUI e che dal vivo è carinissimo!; Illuminae, di cui sono indecisa se parlarvi ora o a ridosso dell’uscita italiana perché l’ho adorato e voglio tantissimo parlarvene, ma non so che fare perché ho in mente di fare una parte della recensione spoiler-free e una parte spoilerosa perché… devo parlarvene!, ma non so in quanti sarebbero interessati adesso; e The Assassin’s Blade e Throne of Glass, questa serie della Maas ora è completa! Sono riuscita ad infilarci anche A Court of Mist and Fury, così da essere ancora più in pari (?) con i libri della Maas, ma devo ancora leggerlo. Sinceramente ora ho un po’ paura a farlo per via delle recenti notizie/aggiunte riguardo questa serie che ho già commentato QUI, quindi credo cheee… non so, al momento non voglio leggerlo, ho litigato con la Maas (ah ah!).
Questo mese ho ricevuto un altro pacchettino da parte della Bao Publishing. Il pacco conteneva due graphic novel di due autori italiani, uno che seguo da tanto tempo e un’altra che ho scoperto nel momento in cui la Bao ha annunciato la pubblicazione del suo lavoro, quindi un paio di mesi. I due titoli in questione sono Basilicò di Giulio Macaione e Freezer di Veronica ‘Veci’ Carratello. Per quanto riguarda Freezer, il blog ha ospitato una tappa del blogtour per accompagnarne la pubblicazione e ho avuto la possibilità di intervistare l’autrice. Potete leggere l’intervista QUI e trovare anche i link delle altre tappe. Oddio, mi sono messa a spammare il blogtour… il fatto è che i blogtour mi piacciono, soprattutto se sono originali e interessanti, perché mi permettono di scoprire nuovi aspetti delle opere in questione e nuove informazioni sui rispettivi autori, quindi li leggo volentieri. Non partecipo, ma leggo i post, sì, quindi penso che sia interessante anche per voi. Se mi sbaglio, scusatemi.

Sono molto soddisfatta di questi bei piccolini perché sono libri e graphic novel che mi piacciono e che aspettavo con trepidazione. Non ho avvertito la particolare necessità di fare pazzie e partire al saccheggio, sono soddisfatta così - meglio così, perché nelle prossime settimane voglio recuperare qualche uscita in previsione di quelle di Settembre.
Da me è tutto! Fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi titoli o se aspettate qualche traduzione in particolare, cosa avete adottato voi e tutto quello che vi pare. :-) ENJOY YOUR DAY!

mercoledì 27 luglio 2016

RECENSIONE: I'll Give You the Sun di Jandy Nelson

HELLO!
Sarò di poche parole in questa introduzione perché ho già parlato molto qui sotto. Oggi voglio lasciarvi il mio parere su un libro bello-bellissimo e mi piacerebbe discuterne con voi, sapere se l'avete letto e cosa ne pensate, o se volete farlo e cosa vi aspettate. Ci tengo molto, quindi non deludetemi per favore. v.v


I’ll Give You the Sun
di Jandy Nelson

Walker Books  2 Aprile 2015  429 pagine  10,84 €  ENG
Solo un paio d'ore dividono Noah da Jude, ma a guardarli non si direbbe nemmeno che sono fratelli: se Noah è la luna, solitaria e piena di incanto, Jude è il sole, sfrontata e a proprio agio con tutti. Eppure i due gemelli sono legatissimi, quasi avessero un'anima sola. A tredici anni, su insistenza dell'adorata madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d'arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca - è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario, l'unico che nella testa ha un intero museo invisibile - e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos'ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo? In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all'età adulta, ma anche nelle coincidenze che li risospingono vicini, laddove, forse, il mondo può ancora essere ricucito.
DATI DELL’EDIZIONE ITALIANA: TI DARÒ IL SOLE  Rizzoli  26 Maggio 2016  485 pagine  17, 50 €

My rolling thought
I gave up practically the whole world for you. The sun, stars, ocean, trees, everything, I gave it all up for you.
Jandy Nelson ci racconta la storia di Noah e Jude, un ragazzo e una ragazza, due fratelli gemelli che fin dalla nascita sono uniti da un legame unico nel suo genere. Questo legame così indissolubile si spezza a seguito di una tragedia, che porta Noah e Jude anche a non essere più quelli che sono sempre stati.
Come posso parlarvi di questo libro? I’ll Give You the Sun è uno dei libri più belli che abbia mai letto, sia nell’ultimo periodo che durante tutta la mia esperienza da lettrice. Avendo già letto e adorato The Sky is Everywhere, sapevo che avrei dovuto aspettarmi qualcosa di altrettanto particolare dal nuovo scritto di questa autrice… il fatto è che non era preparata a ritrovarmi a leggere una storia così, non ero preparata a I’ll Give You the Sun.
I’ll Give You the Sun è un libro unico nel suo genere. É una storia semplice impressa con delicatezza ed eleganza su carta dalla penna di Jandy Nelson interamente dedicata alla vita, alla famiglia, all’amore e all’arte.
La storia viene raccontata dal punto di vista sia di Noah che di Jude, tra passato e presente. I capitoli dal punto di vista di Noah sono dedicati al racconto di ciò che è successo quando i gemelli avevano tredici anni, mentre Jude parla di ciò che è avvenuto dopo la tragedia, quando entrambi hanno sedici anni.
All’inizio conosciamo un Noah e una Jude molto legati tra di loro, sembra quasi che condividano la stessa anima. Condividono infatti molte cose, prima fra tutte la passione per l’arte che ha trasmesso loro la madre.
L’arte è il mezzo indiscusso attraverso il quale Noah e Jude si esprimono e curano le ferite della loro anima: Noah è un pittore e pensa attraverso immagini a cui dà spesso un titolo, come fossero dei quadri, e possono essere ritratti, autoritratti e paesaggi di ogni situazione che si trova a vivere; Jude è bravissima con le sculture, e deve la sua “fama” alle bellissime donne che realizza con la sabbia sulla spiaggia.
Non c’è uno tra i due che ho preferito più dell’altro, ho amato e talvolta odiato allo stesso modo Noah e Jude per quello che sono e per i loro comportamenti. Nel prima, mi sono sentita molto più legata a Noah, a questo ragazzino silenzioso e solitario che adora l’arte e non sa ancora chi è, che ha nel suo cuore un amore così forte e puro; nel dopo, ho provato molta tenerezza per Jude, una ragazza insicura, chiusa in se stessa, che non ha più interesse verso i ragazzi e i suoi amici. È proprio come se, in quel momento cruciale, Noah e Jude si fossero scambiati l’anima: Noah ha abbandonato l’arte ed è diventato popolare, Jude si è aggrappata alle sue sculture lasciando indietro tutto il resto. E Noah e Jude non sono più legati, non si parlano nemmeno, e spesso in casa si evitano.
I’ll Give You the Sun è un romanzo che parla di crescita, amore, identità, sessualità e bullismo, e tutte queste tematiche sono rappresentate appunto dalle singole storie di Noah e Jude, ma è anche un romanzo che parla di famiglia e di lutto, due tematiche non meno importanti delle precedenti e che sono centrali nello sviluppo della storia, molto più delle storie d’amore di Noah e Jude. I gemelli hanno le loro proprie storie con altre persone, sperimentano i primi innamoramenti, le prime sofferenze, le prime delusioni, ed entrambe sono molto belle e particolari e delicate, ma non sono ingombranti, non c’è solo questo lato della medaglia che potrebbe prendere il nome di ‘crescita’; la maturazione di questi due personaggi passa anche attraverso la perdita e le crisi all’interno della loro famiglia.
Importantissimi nella storia sono infatti anche i genitori di Noah e Jude: Noah ha un bellissimo rapporto con la madre mentre non si sente in sintonia con il padre, che sembra quasi preferire la sorella. La madre è attenta ai bisogni di Noah, forse per il suo essere così chiuso, e per questo Jude non di sente capita o apprezzata da lei tanto quanto il fratello, e arriva addirittura ad odiarla per questo. Il padre sembra essere un uomo tutto ad un pezzo, anche odiabile sulle prime, ma Jandy Nelson ci farà conoscere anche lui e riusciremo ad apprezzarlo e a capirlo.
Come ho detto poche righe più su, lo stile di Jandy Nelson in questo libro è incredibile, unico. È delicato ed elegante, molto espressivo, poetico e particolare. Ricorre ad un’infinità di metafore legate alla natura per presentare i sentimenti di Noah e Jude, i loro pensieri, i loro sentimenti. Parole ricorrenti in questo romanzo sono infatti sole, alberi, oceano, stelle, cielo… ho letteralmente adorato tutto questo perché anch’io, come i due gemelli, amo la natura, e con le sue parole Jandy Nelson mi ha fatto sentire ancora più in connessione con il mondo circostante e con la storia che stava raccontando.
Inoltre ho amato altri piccoli dettagli che hanno reso questo libro ancora più unico e inimitabile come ad esempio la bibbia di nonna Sweetwine lasciata in eredità a Jude, che consiste in una raccolta di piccoli rimedi e di riti per qualsiasi cosa, per evitare determinate situazione o per farne accadere delle altre e cose del genere. Sono cose assurde, ma sono molto originali e carine, e fanno sorridere.
Non so se sono riuscita a farvi capire quanto mi sia piaciuto questo libro con tutto quello che ho appena scritto quindi, per sicurezza, ve lo ribadisco un’ultima volta: HO AMATO PROFONDAMENTE I’LL GIVE YOU THE SUN, quindi non posso fare a meno di consigliarvelo.
I’ll Give You the Sun è un libro che con le parole del mondo racconta quella che è la vita.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

POSTILLA: Ho adorato così tanto I’ll Give You the Sun che sto pensando di prendere anche la copia in italiano per poterla leggerla quando sarò una vecchia gattara rincitrullita e avrò perso le mie capacità linguistiche in inglese.

lunedì 25 luglio 2016

BLOGTOUR: Freezer di Veronica 'Veci' Carratello - Tappa #4: Intervista

CIAO A TUTTI 
Oggi è lunedì ma, per combattere l’afa e l’angoscia da inizio settimana, c’è una nuova tappa del blogtour dedicato all’uscita di FREEZER, il nuovo lavoro di Veronica ‘Veci’ Carratello pubblicato da BAO Publishing, a farvi compagnia.
Con questo blogtour Lile di OH MA CHE ANSIA, Claudia di IL GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI, Donatella di CHIBIISTHEWAY, Clacca di CLACCALEGGE, le ragazze di LA FENICE BOOK e io vi faremo conoscere meglio l’autrice e la sua opera. Il blogtour è iniziato il 13 luglio e si concluderà il 29, e saranno in tutto sei tappe. Quindi continuate a seguirci e, nel caso, recuperate le tappe che vi sono sfuggite! :-)


Freezer
di Veronica 'Veci' Carratello

BAO Publishing  14 Luglio 2016  144 pagine  18,00 €  ITA
Una saga familiare deliziosamente tratteggiata, un cast eclettico e perfettamente caratterizzato, con tanto di vicini ficcanaso, equivoci che coinvolgono la polizia, dating online che finisce malissimo, l'attesa spasmodica e terrorizzata del menarca da parte di una ragazzina ansiosa e un gatto che tenta ripetutamente il suicidio. Questo nuovo libro di Veronica "Veci" Carratello è irresistibile!

Veronica ‘Veci’ Carratello
Veronica Carratello (Novara, 1988), conosciuta anche con lo pseudonimo di “Veci”, ha conseguito il diploma presso il liceo artistico e in seguito ha frequentato il corso triennale di fumetto, alla Scuola internazionale di comics di Torino. Il suo esordio nel mondo del fumetto è rappresentato dall'autoproduzione Fat Bottomed Girls, seguito da David Bowie - L’uomo delle stelle, graphic novel edito da Nicola Pesce Editore. Il volume ha vinto il premio Cosmonauti, nella categoria miglior esordio. Fra i progetti a fumetti a cui ha partecipato ricordiamo This is not a love song, Apuckalypse e Feral Children. In passato ha lavorato come illustratrice, collaborando con Edizioni Astragalo, tra i suoi titoli: Il mondo di Bagigio e Il diario di Chicco. Ha lavorato anche come colorista di Zagor, per la Sergio Bonelli Editore. Il suo blog: veci-comics.tumblr.com

Ho avuto l’opportunità di leggere Freezer e ve ne parlerò presto in una recensione vera e proprio per farvi conoscere il mio parere nello specifico. Vi anticipo che l’ho a d o r a t o, non potete perdere questa graphic novel! Mi è piaciuta tantissimo da ogni punto di vista, a partire dai personaggi - Kafka è fantastico! - per arrivare alla storia e ai disegni, che sono stupendi. Insomma, non potete non leggerla! Se siete curiosi, potete trovare le prime pagine QUI.
Ho avuto anche la possibilità di fare un paio di domande a Veronica Carratello riguardo Freezer e la sua carriera da fumettista passata-presente-futura. Vi lascio alle sue parole per conoscere meglio l'opera e la mente/mano che c’è dietro la famiglia Robinson e le sue dis-avventure.




Ciao Veronica (rivolgermi ad una mia omonima mi fa sempre un certo effetto!), benvenuta su She was in Wonderland e grazie per avermi dato la possibilità di farti un paio di domande.
Ciao Veronica, ho un déjà vu… anzi un déjà sentù, grazie a te!

Inizio con la tipica domanda di apertura, ma ti pongo un limite: Chi è Veronica in tre parole?
Questa la sbagliavo sempre ai colloqui di lavoro… ti dico: creativa, ironica e ansiosa.

Sulla tua pagina Facebook hai pubblicato diverse vignette che riguardano la tua vita da fumettista. Ti va di raccontarci come e quando è nata la tua passione per il disegno, e quando hai capito che saresti voluta diventare una fumettista?
La passione per il disegno l’ho sempre avuta, da bambina non leggevo moltissimi fumetti, a parte Topolino, ma la voglia di raccontare storie è sempre stata dentro di me, ho dei diari di quando ero piccola, pieni di storie d’amore raccontate malissimo. Ho capito che sarebbe diventato il mio mestiere a 17 anni, sono andata dal mio prof del liceo artistico (che è un fumettista pure lui) e gli ho detto: “Voglio fare la fumettista”. Ho sempre saputo che il fumetto era la mia strada, per questo sono stata sempre perseverante e determinata nel raggiungere il mio sogno, non mi sono mai lasciata abbattere dai momenti negativi e le porte in faccia, anzi, mi hanno spronato a fare meglio.

C’è una parte che ritieni più “noiosa” delle altre e una parte che invece per te è la più “divertente” dell’essere un fumettista? E quella che ti dà più soddisfazioni?
Adoro fare fumetti, la parte più divertente nello sviluppo di una storia, è la creazione dei personaggi, il soggetto e lo storyboard sono le parti più difficili, ma anche quelle che mi danno più soddisfazione.
Fare fumetti ha i suoi pro e i suoi contro, è un lavoro che ti impone la solitudine, non in tutti i casi, ma io preferisco stare da sola quando lavoro, ma dal momento che devi pubblicizzare il fumetto e presentarlo al pubblico, ti devi trasformare in un animale sociale, si passa così, da un estremo all’altro.
Vedere il frutto del proprio lavoro in libreria e fumetteria, dà moltissima soddisfazione!

Quali sono le tecniche e gli strumenti per disegnare che utilizzi? I tuoi preferiti? C’è un soggetto che ti piace particolarmente disegnare?
Per la lavorazione di Freezer, per quanto riguarda il disegno, ho utilizzato tecniche tradizionali, ovvero: carta, pennarelli e pastello nero e per la colorazione ho usato Photoshop. Recentemente ho comprato una tavoletta grafica Cintiq e sono passata al lato oscuro, il digitale, ma l’analogico vince sempre!
Mi piace molto disegnare soggetti legati al mondo della musica o della moda, la musica è un’altra mia grande passione.

Ci parleresti di come è nato Freezer? Perché hai voluto raccontarci proprio della famiglia Robinson e delle sue rocambolesche avventure? Hai avuto fin da subito le idee chiare sullo sviluppo della storia o si è fatta strada mentre disegnavi, prendendo anche svolte inaspettate?
Freezer è un progetto che ho tenuto nel cassetto per due anni, volevo raccontare la storia di una famiglia buffa a la “Little miss Sunshine”, non ho trovato subito la storia, ci ho pensato per mesi, finché un giorno una notizia di cronaca sentita alla radio mi ha fatto accendere la lampadina! In ogni caso, la storia si è fatta strada mentre disegnavo, ragionandoci sopra e lasciandomi ispirare, prendendo anche svolte inaspettate.

La famiglia Robinson non sarebbe stata la stessa senza la storia che ci hai raccontato e viceversa, la storia che ci hai raccontato non avrebbe potuto avere altri protagonisti se non i componenti della famiglia Robinson. Ora ti chiedo: sono nati prima i personaggi e poi la storia o i personaggi sono stati creati in funzione delle vicende?
Sono nati prima i personaggi di Freezer, li avevo già chiari in mente e anche su carta, mi mancava solo la storia… che poi è arrivata!

C’è un personaggio che ti rispecchia maggiormente? E uno a cui ti senti più legata? Quello che ti ha stupito di più in corso d’opera? Sono tutti nati dalla tua fantasia o hai preso spunto da persone reali, che conosci personalmente e non?
Secondo me, ogni autore somiglia alla propria opera, per cui penso che Freezer mi somigli nel complesso e non in un singolo personaggio. Mina è quella più vicina a me, sono anch’io timida e il trauma del primo ciclo mestruale è tratto da una mia esperienza personale, vivevo anch’io con ansia l’arrivo del menarca.
Freezer è una storia di fantasia ma mi lascio ispirare dal mondo circostante, c’è qualcosa riguardante la mia famiglia, ma in modo amplificato, ad esempio Il nomignolo “Lorenzo il Magnifico” lo usiamo in famiglia per definire un periodo storico ben preciso, quello delle medie, riguardante perlopiù mia sorella, mia mamma è molto attenta alla pulizia in casa, come la mamma Robinson, ecc.
Lo zio Ernesto, il personaggio più buffo della storia (insieme al gatto), era un personaggio di mia invenzione che avevo nel cassetto, gli avevo dedicato un intero libro. Per le fattezze fisiche, mi sono ispirata a un signore che abita nel mio quartiere che mi ha sempre incuriosito, guadagnandosi il soprannome di Omino spaziale. In partenza, zio Ernesto aveva un altro carattere, troppo simile a quello del padre di famiglia, Diego Robinson, infatti poi, con l’aiuto del mio editor Leonardo Favia, abbiamo corretto la sua voce, rendendolo ancora più buffo e simpatico.
Il gatto, vedo che è già molto apprezzato, è frutto della mia fantasia, vista la sua angoscia esistenziale gli ho dato il nome dello scrittore Kafka.

Sempre sulla tua pagina Facebook (non sono una stalker, lo giuro!) pubblichi disegni in cui ritrai soggetti appartenenti al mondo della musica, del cinema, del fumetto e della letteratura (alcuni di questi sono anche i miei preferiti, volevo fartelo sapere). Anche in Freezer ci sono diversi riferimenti a questi mondi. Ci diresti quali sono le tue fonti di ispirazione?
Come dicevo, la mia prima fonte d’ispirazione è il mondo circostante, poi, come hai detto tu, ho diverse influenze, che vanno dai fumetti, al cinema, alla musica, alla radio, ai libri e alla tv. Il film “Little miss Sunhine”, che è uno dei miei preferiti, è stata la mia prima fonte d’ispirazione per Freezer, poi durante la lavorazione del libro ho guardato molti film di Wes Anderson, quindi penso che inconsciamente mi abbia influenzato, e la Bao se ne accorta subito!
Inoltre ho inserito nel fumetto una citazione a Catfish, il programma tv, ma al contrario, che capirete leggendo il libro.

Ora ti chiedo di descrivere Freezer in tre parole!
Direi: buffo, tenero e rinfrescante!

Come ti sei sentita quando hai ricevuto la notizia che la BAO Publishing avrebbe pubblicato il tuo lavoro? E quando hai stretto Freezer tra le mani per la prima volta in carta e inchiostro? Come ti senti all’idea che la tua storia verrà letta da persone che non conosci?
Quando ho ricevuto la notizia che la Bao avrebbe pubblicato il mio fumetto, stentavo a crederci! Mi sono emozionata molto, stavo quasi per perdere le speranze per questo progetto e poi è arrivata quest’importantissima e-mail. Ho aspettato con ansia l’arrivo di Freezer in carta e inchiostro, perdendoci anche il sonno, quando ho sentito il corriere alla porta, sono corsa piena di emozione, finalmente potevo abbracciare il mio bambino! E’ stato stranissimo, fin dall’inizio avevo le idee chiare sulla forma che avrei voluto per Freezer, e quando ho saputo che sarebbe stato un cartonato, ho capito che la Bao stava andando nella mia stessa direzione. Ho cercato di immaginarlo molte volte stampato, ma non riuscivo a visualizzarlo per davvero, quando l’ho tirato fuori dalla scatola, ho avuto la sensazione che avesse preso la forma esatta che ho sempre sognato per questo libro, compreso l’odore. Più lo sfoglio e più mi piace, ed è strano detto da me, che sono molto autocritica e le vecchie pubblicazioni non riesco nemmeno più ad aprirle.
Mi emoziona sapere che una mia storia arriverà al grande pubblico, spero raggiunga più gente possibile!

Ho visto che contribuirai al progetto Grimorio, un fumetto/volume sul tema della magia. Oltre questa collaborazione, hai altri piani per il futuro?
Sì, ho diversi progetti in ballo, un progetto web con un famoso sceneggiatore e scrittore di libri per bambini, che poi annuncerò a fine estate, ho già iniziato a progettare un nuovo libro, e altre novità che non posso ancora svelare, che mi hanno tolto il sonno.

Hai qualche consiglio o suggerimento per tutti coloro che hanno la passione per il disegno e che vorrebbero, in futuro, farne la propria professione?
Io mi sono lasciata sempre guidare dal motto “Se puoi sognarlo, puoi farlo!” di Walt Disney, bisogna credere per primi nelle proprie storie e nel proprio talento, avere la determinazione per andare avanti, lasciarsi rafforzare (e non demoralizzare) dai NO, esercitarsi molto, avere costanza, ed accettare le critiche e i consigli, ma più di tutto serve la passione.

Ti ringrazio tanto per il tempo che ci hai dedicato rispondendo alle domande, per le tue parole e per Freezer! Ti auguro buona fortuna e spero di poterti incontrare di persona per farmici fare su un disegnino (magari Kafka, lo adoro!).
Grazie a te! E Kafka sia!

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venerdì 22 luglio » CHIBIISTHEWAY  video recensione
lunedì 25 luglio  » SHE WAS IN WONDERLAND  Intervista a Veronica "Veci" Carratello
mercoledì 27 luglio » CLACCALEGGE  La playlist musicale di Freezer
venerdì 29 luglio » LA FENICE BOOK  L'artista all'opera - Making of

FREEZER di Veronica ‘Veci’ Carratello è uscito il 14 GIUGNO 2016 in tutte le librerie, pubblicato da BAO PUBLISHING.
Avete l'opportunità di provare a vincerne UNA COPIA insieme a 2 SPILLETTE ESCLUSIVE HANDMADE e UNO SKETCH ORIGINALE realizzati dall’autrice. Per farlo, vi basta seguire il blogtour, rispettare le regole e riempire il form:
  • Mettere mi piace alla pagina Facebook BAO Publishing
  • Diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti;
  • Commentare tutte le tappe del blog tour; 
  • Compilare il form con i dati (per il givaway) che trovate QUI;
  • Condividere il blogtour sui social.


Vi ricordo inoltre la pagina facebook di Veronica ‘Veci’ Carratello, per continuare a seguirla e ammirare i suoi lavori, e quella dell’evento per rimanere aggiornati sul blogtour. BYE ~

mercoledì 20 luglio 2016

Come quando eravamo piccoli di Jacopo Paliaga & French Carlomagno

CIAO A TUTTI!
Questo mese non ci sarà il post a tema "cinematografico" in cui Francy e io vi parleremo del film che abbiamo scelto-e-visto, quindi colgo l'occasione per lasciarvi la recensione della terza e ultima graphic novel che mi è stata inviata dalla BAO Publishing il mese scorso. Nel frattempo ne ho accumulate altre due da parte della BAO di cui vi parlerò presto e ho sempre una piccola riserva a cui, prima o poi, dedicherò due parole.
Stavo pensando... salta il post filmico, ma questa graphic novel si lega molto bene a questo mondo. èwè


Come quando eravamo piccoli
di Jacopo Paliaga & French Carlomagno

BAO Publishing  30 Giugno 2016  128 pagine  16,00 €  ITA
Pietro è il creatore di una serie televisiva di successo che però, stagione dopo stagione, somiglia sempre meno a ciò che immaginava e desiderava. Si prende una pausa, torna in Italia, ospite della sorella, e a una certa distanza da Hollywood si accorge che la sua vita ha lo stesso problema di sceneggiatura. Urge un cambiamento, ma non sarà facile lasciarsi vivere, per un uomo abituato a pianificare ogni dettaglio.

My rolling thought
Una volta mio padre mi ha detto che le cose brutte accadono per insegnarci a riconoscere le cose belle. Ecco, forse avrebbe dovuto dirlo anche a Sophie. Non so se sono stato io la sua cosa brutta o lei la mia cosa bella, o viceversa. Fatto sta che, credetemi, ha deciso di piantarmi. Di cose belle ne sono successe ben poche.
Se fosse dipeso completamente da me, essendo del tutto sincera, probabilmente non avrei mai letto Come quando eravamo piccoli. ERRORE. Fortunatamente ho avuto la possibilità di leggere questa graphic novel, rimediare all'errore e ricredermi, e non potrei esserne più contenta.

Pietro è uno sceneggiatore, vive in America, ha ideato una serie tv di successo e ha una ragazza, Sophie, con la quale sta da diverso tempo e che recita nella sua serie nel ruolo femminile principale. Da un momento all’altro, però, tutto inizia a sfuggirgli di mano: la serie sta prendendo una strada completamente diversa da quella che si aspettava all’inizio, i personaggi non sono più gli stessi e Sophie lo ha lasciato.
Cosa fare, quindi, quando la tua vita non sembra più essere la tua vita, quella a cui sei abituato, fatta delle tue abitudini e delle tue certezze? La metti in pausa e torni a casa, e vai dall’unica persona che c’è sempre stata per te. Per Pietro, casa è l’Italia e questa persona è Rebecca, la sorella minore. Una volta in Italia, Pietro troverà l’inaspettato e riuscirà a premere quel tanto temuto play per far ripartire la sua vita.


Come quando eravamo piccoli nasce dalla collaborazione di Jacopo Paliaga (storia) e French Carlomagno (disegni). L’unione di queste due menti, dal mio punto di vista, è stata riuscitissima al 100% perché ho trovato testo e immagini in perfetta armonia tra di loro: leggevo, e le vignette rappresentavano esattamente quello che avrei voluto vedere; osservavo la tavola nel suo insieme, e il testo rifletteva quello che la parte grafica mi aveva suggerito un istante prima.

Di questa graphic novel non mi ha colpito molto la storia in sé, ma tutto quello che c’è intorno: quello che per me è stato il messaggio e il modo in cui è stato raccontato il tutto.
La storia di Pietro è una storia semplice, ovvero una storia che potrebbe vivere chiunque. È una storia dolce, tenera, e con una nota malinconica, che mi ha ricordato molto le commedie americane d’amore (500 Days of Summer?), quelle che catturano pian piano ma che catturano, perché raccontano con delicatezza semplici verità che forse solo in queste storie si possono trovare, e che alla fine, lieto fine o non lieto fine, fanno sentire bene (magari anche dopo aver pianto tutte le lacrime che si hanno, ma questo non è il caso).
Pietro e i personaggi di cui si fa la conoscenza durante il corso della storia sono tutti molto solidi e caratterizzati da una sincerità disarmante che forse contribuisce a dare quel senso di malinconia di cui ho appena accennato.
Mi ha colpito in particolare il rapporto tra Pietro, Rebecca e Lucas, il compagno di Rebecca: la complicità che condividono questi tre personaggi è qualcosa che solo chi si conosce molto bene, solo chi si vuole profondamente bene, riesce a raggiungere.

Ho perso letteralmente la testa per i disegni di French Carlomagno: personaggi dai profili spigolosi ma non appuntiti nella loro essenza, tratto elegante, deciso e pulito, colori tenui che mi hanno avvolto come una coperta e fatto sentire circondata da tanti buoni sentimenti… è tutto così bellissimo! Per non parlare poi dell’organizzazione generale della storia - è tutto così ordinato e preciso! - con tanto di suddivisione in capitoli che richiama il mondo cinematografico e delle serie tv, il mondo di Pietro: ogni minimo particolare suggerisce l’idea di star leggendo un film.


Come quando eravamo piccoli mi ha lasciato due cose:
  1. Un sentimento: l’amore verso le persone che fanno da sempre parte della propria vita e quello per le persone che vi entrano in seguito, anche inaspettatamente, e l’amore verso se stessi. Se non c’è il secondo tipo di amore, molto spesso, non può esserci neanche il primo;
  2. La necessità di non programmare ogni singola aspetto della propria vita, perché è bello farsi prendere di sorpresa.
★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

venerdì 15 luglio 2016

RECENSIONE: La valle delle bambole di Jacqueline Susann

BONJOUR!
Non pensavo di riuscire a pubblicare una recensione, e invece ce l'ho fatta! :D Non avevo la certezza assoluta di essere in grado di parlarvi di questo romanzo specifico, ma con molta soddisfazione devo dire di essere riuscita a mettere insieme i miei pensieri. Quello che ho scritto non fa molto 'recensione' (ma quello che scrivo non lo fa mai, quindi...), ma è piuttosto un 'pensiero', appunto. Vi lascio leggere e fatemi sapere cosa ne pensate di questo libro, se lo avete letto e tutte quelle domande a mo' di interrogatorio che vi faccio sempre! :3


La valle delle bambole
Valley of the Dolls di Jacqueline Susann

Sonzogno  30 Giugno 2016  523 pagine  19,00 €  ITA
La Seconda guerra mondiale è finita da poco e - per chi è giovane e intraprendente come Anne, Neely e Jennifer - New York rappresenta il Grande Sogno. Le tre ragazze, che arrivano dalla provincia americana, approdano a Manhattan per cercare fortuna. E, a loro modo, la trovano: una recita nei musical di Broadway, un'altra lavora nella pubblicità, la terza riesce a sposare un attore-cantante famoso. Poco per volta, però la buona sorte le abbandona. E allora, per tirare avanti, l'unica consolazione restano le "bambole" ovvero, nel gergo di quegli anni, le pasticche che servono a trovare un po’ di pace o di eccitazione. Finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione... Pubblicato nel 1966, La valle delle bambole di Jacqueline Susann fu uno dei più clamorosi casi editoriali della letteratura americana, arrivando a vendere nel mondo oltre 30 milioni di copie (come Via col vento). Al grande success contribuiva l'aura scandalosa di una prosa che metteva in scena, con linguaggio schietto, storie d'amore e di sesso, ma che, soprattutto, intercettava i cambiamenti nei costumi di massa. L'autrice era un'esordiente non più giovanissima, eppure incantava poiché riusciva a toccare, con voce autentica e senza autocensure, i temi brucianti della vita delle donne: il piacere, il lavoro, l'amore, il matrimonio.

My rolling thought
Nessuno dovrebbe rinunciare a un sogno senza dargli una possibilità di avverarsi.
Pubblicato per la prima volta nel 1966, la Sonzogno ha recentemente ristampato a distanza di cinquant’anni La valle delle bambole di Jacqueline Susann. Quello che venne definito come “un classico della cultura pop” non è altro che la storia di tre ragazze che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, si trasferiscono a New York per trovare la loro strada, finendo per essere risucchiate nell’affascinante mondo della recitazione e dello spettacolo. Seguiamo quindi, nell’arco di circa vent’anni, le storie di Anne Welles, giovane donna di provincia che, senza troppe difficoltà grazie al suo aspetto fisico, riesce a trovare un impiego in un’agenzia che lavora con le stelle dello spettacolo; Neely O’Hara, una ragazza di grande talento che desidera ardentemente lavorare nei musical di Broadway; e Jennifer North, la stella che sogna di sposare l’uomo che ama.
Ciò che mi ha attirato di questo libro e che mi ha spinto a leggerlo è stata essenzialmente la trama. Non conoscevo questo libro né tanto meno l’autrice, ma ho pensato che sarei potuta ritrovarmi a leggere una storia con protagoniste delle giovani ragazze piene di sogni e speranze che cercano con tutti i mezzi a loro disposizione di raggiungere l’obiettivo della loro vita, in un periodo di rinascita e in un luogo pieno di opportunità. Quella che mi aspettavo, in sostanza, era una storia alla GIRL POWER.
In realtà non è stato così: la storia racchiusa in La valle delle bambole è una storia completamente diversa da quella che immaginavo, e quando me ne sono accorta mi sono detta, come faccio sempre, che questo non è necessariamente un male perché il libro sarebbe potuto rivelarsi una bella sorpresa. Purtroppo la storia in sé non mi è piaciuta e non mi ha convinto al 100%, e non sto tenendo conto delle aspettative che avevo. Ho apprezzato invece le tematiche che ha affrontato l’autrice e il modo in cui lo ha fatto, senza veli e senza censure, in modo diretto e tagliente, che è poi il modo più efficace per trasmettere un messaggio e mettere le persone davanti al fatto compiuto.
La prima parte del romanzo, in tutta sincerità, mi stava anche piacendo e stavo apprezzando quello che stavo leggendo; il problema è arrivato dopo questa prima parte, quando le storie di Anne, Neely e Jennifer sono iniziare a entrare nel vivo e a intrecciarsi tra di loro. Le loro storie personali mi sono piaciute molto, ma secondo me tutto il contorno le ha appesantite molto: avevo l’impressione di star leggendo il manuale per la perfetta star degli anni Sessanta, ma sicuramente la Susann sapeva ciò che stava dicendo perché la sua carriera, almeno agli inizi, è stata molto simile a quella delle sue ragazze. Comunque sia, resta il fatto che, per me, la lettura non è stata agevole e dinamica tra tutte queste questioni di avvocati e contratti.
Detto ciò, si deve a Jacqueline Susann il merito di aver toccato delle tematiche importanti e di averlo fatto in un modo davvero molto interessante, considerando l’anno in cui è stato scritto questo libro. Dico questo perché diverse di queste tematiche sono ancora oggi un tabù (e siamo nel 2016!), quindi mi sono messa a pensare a come dovesse essere cinquant’anni fa parlarne, lo scalpore che La valle delle bambole ha provocato in paesi con una mentalità patriarcale, conservatrice e legata alle proprie tradizioni.
La Susann parla di emancipazione femminile, sia economica che di pensiero, in un momento in cui il corpo della donna sembra essere il suo unico tesoro per vincere, perché una donna a venticinque anni è considerata vecchia, deve aver già trovato marito e messo su famiglia; ma la Susann parla anche di maschilismo, sessismo, omosessualità, aborto, adulterio, malattia mentale, corruzione e arrivismo. Un ampio ventaglio, a cui si aggiungono quelle che venivano chiamate “bamboline”, cioè gli psicofarmaci che venivano assunti dalle stelle dello spettacolo quando l’ascesa al successo e le responsabilità non portavano altro che paura e depressione, e l’unica soluzione per affrontare la vita era annebbiare la mente. In tutto ciò, Jacqueline Susann non dimentica di parlare di amicizia, amore, solitudine e delusione, scaturita da sogni e aspettative che a vent’anni sembravano tutto ma che a quaranta si sono schiantati con la realtà e sono andati distrutti.
Riassumendo tutto ciò, La valle delle bambole mi è piaciuto o non mi è piaciuto? Lo consiglio o non lo consiglio? Onestamente non so se mi è piaciuto, quindi non riesco a dirvi se ve lo consiglio oppure no, perché questa esperienza di lettura è stata molto strana. La mia confusione non dipende dalle aspettative deluse, ma proprio dal fatto che la storia non mi ha convinto in tutto e per tutto, ma mi sono piaciuti i temi trattati, tenendo conto sia del modo in cui l’autrice ne ha parlato e dell’impatto che questo libro ha avuto negli anni Sessanta. Posso solo dire: provatelo! Indipendentemente dal fatto che alla fine vi piaccia oppure no, La valle delle bambole vi lascerà sicuramente qualcosa e vi farà riflettere.

★ ★ ½ ☆ ☆
Meh. :/

mercoledì 13 luglio 2016

✱ BOOK SERIES: Serie in Corso, pt. I ✱

HELLO, HELLO, HELLOOO!!
Come state? State trascorrendo le vacanze nel modo in cui avevate programmato? Io non posso lamentarmi se non per il caldo; non sto facendo chissà cosa, ma ora ho il tempo di realizzare quelli che io chiamo “progetti” e vedere film/serie tv (avete qualche titolo da consigliarmi? Sono alla ricerca di film interessanti!). In tutto questo riesco anche a studiare… non chiedetemi come faccio, ma lo sto facendo ed è una grande soddisfazione.
Oggi vorrei riprendere la rubrica sulle serie. Non me ne sono dimenticata, solo che c’è stata tutta una serie di post che andavano (e che volevo, anche per alternare un po’ la sequenza) pubblicati in quelle date, quindi questa mini-rubrica è stata un pochino accantonata. Vorrei parlarvi delle serie che ho in corso, e lo farò in due parti: in questa prima parte vi parlerò delle SERIE IN CORSO CON LE QUALI SONO IN PARI, nel prossimo post di quelle con le quali non sono in pari (aiuto).


The Half Bad Trilogy: #1 HALF BAD #2 HALF WILD #3 HALF LOST di Sally Green
Rebel of the Sands: #1 IL DESERTO IN FIAMME #2 IL TRADIMENTO di Alwyn Hamilton
Throne of Glass: #0 THE ASSASSIN’S BLADE #1 THRONE OF GLASS #2 CROWN OF MIDNIGHT #3 HEIR OF FIRE #4 QUEEN OF SHADOWS #5 EMPIRE OF STORMS di Sarah J. Maas
Across the Universe: #1 IO E TE OLTRE LE STELLE #2 BRILLEREMO TRA UN MILIONE DI SOLI #3 SHADES OF EARTH di Beth Revis
Miss Peregrine’s Home For Peculiar Children: #1 LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE #2 HOLLOW CITY #3 LIBRARY OF SOULS di Ransom Riggs
Magnus Chase and the Gods of Asgard: #1 LA SPADA DEL GUERRIERO #2 THE HAMMER OF THOR di Rick Riordan
An Ember in the Ashes: #1 AN EMEBER IN THE ASHES #2 A TORCH AGAINST THE NIGHT di Sabaa Tahir
The 5th Wave: #1 LA QUINTA ONDA #2 IL MARE INFINITO #3 L’ULTIMA STELLA di Rick Yancey
Iniziamo alla grande con una serie che mi piace tantissimissimissimissimo! La serie di Sally Green. Aspetto il terzo e ultimo libro di questa serie da prima ancora che leggessi Half Wild … vi capita mai? Beh, a me ! Sto contando i giorni che mi separano da Settembre, non. vedo. l’ora. di. averlo. tra. le. mani. Rileggo raramente i libri, ma penso che rileggerò Half Bad e Half Wild!!
Con la serie di Alwyn Hamilton sono in parissima - ahah, è uscito solo il primo, che cavolo vai dicendo, Veronica? E invece no, sono in parissima perché la Giunti si è accaparrata i diritti di pubblicare questa serie ancor prima che esca negli USA, quindi sono in parissima! Nonostante questo fatto raro, non aspetto con impazienza il seguito della serie… sono molto indecisa perché la prima metà del libro mi è piaciuta molto tipo wow, ma la secondo no, bocciata in pieno. Non so se continuare oppure no.
Bene. BENE. Sarah J. Maas. Io non so che fare con questa ragazza, avete letto la notizia che ci saranno altri trecentomilionidimiliardi di libri per Throne of Glass e A Court Of Mist And Fury?! Se una serie mi piace, sono la prima a dire “ma sì, autore X, scrivi pure per tutta la tua vita di Shadowhunters / Semidei”. Il mio problema con Throne of Glass è che non mi sta piacendo come sta andando avanti la storia, e… dài, sono davvero necessari OTTO libri per A Court Of Mist And Fury?! Magari lo sono, ma al momento sono sotto schock!
*si ricompone* Con la serie di Beth Revis stanno facendo un bel casino: prima la pubblicano, poi la interrompono, la riprendono e ristampano anche il primo… per il terzo ricominciamo da capo? Questa serie mi piace, ma non ricordo perché mi piace! Vi prego, finite di pubblicarla!
Per la serie di Ransom Riggs basta leggere ciò che ho scritto per quella di Sally Green. Sto facendo il countdown anche per questa!!
In ogni post ci sta sempre bene Riordan, quindi ce n’è un po’ anche qui!
An Ember in the Ashes è il caso in cui lo stand-alone diventa serie e io approvo perché sarebbe stato da matti lasciare la storia così! Solo che da duologia è diventata trilogia. Spero che la Tahir sappia contenersi.
In realtà con la serie di Rick Yancey non sono in pari, mi manca l’ultimo, ma quando ho scattato la foto L’Ultima Stella non era ancora uscito, quindi scusate! Conto comunque di leggerlo entro l’estate.


To All The Boys I’ve Loved Before: #1 TUTTE LE VOLTE CHE HO SCRITTO TI AMO #2 P.S. TI AMO ANCORA #3 ALWAYS AND FOREVER, LARA JEAN di Jenny Han
Poldark: #1 ROSS POLDARK #2 DEMELZA #3 JEREMY POLDARK #4 WARLEGGAN #5 THE BLACK MOON #6 THE FOUR SWANS #7 THE ANGRY TIDE #8 THE STRANGER FROM THE SEA #9 THE MILLER’S DANCE #10 THE LOVING CUP #11 THE TWISTED SWORD #12 BELLA POLDARK di Winston Graham
The Curiosity House: #1 L’INCREDIBILE SPETTACOLO DEI BAMBINI PRODIGIO #2 THE SCREAMING STATUE di Lauren Oliver
The Academy: #1 LIBRO PRIMO #2 LIBRO SECONDO di Amelia Drake
La Linea Sottile: #1 LA LINEA SOTTILE di Denise Aronica
Anche Jenny Han ha deciso di aggiungere un altro libro alla sua duologia… e anche qui meno male perché quel finale proprio no! Ci sono anche un paio di cosine che mi piacerebbe vedere approfondite, poi sarò pronta a salutare Lara Jean e la sua famiglia.
I romanzi storici mi piacciono così come le storie di famiglia, e Poldark unisce entrambe le cose. Il libro mi è piaciuto abbastanza e seguo la serie tv, quindi proseguirò la serie se la Sonzogno continuerà a pubblicarla. È molto lunga, ma non è un problema. :-)
Lauren Oliver è una delle mie scrittrici preferite perché nei suoi libri trovo sempre qualcosa che mi piace alla follia e qualcosa che invece non mi convince al 100%. È un discorso stranissimo, lo so, ma mi piace per questo! Questa serie è un middle-age ed è davvero molto carina. Seguo la serie in italiano, quindi spero non la interrompano.
Anche The Academy è un middle-age, scritta però da autori italianissimi. La seguo con molto piacere perché è davvero ben fatta e può essere apprezzata anche da lettori grandi.
Infine, ma non per importanza, c’è la serie di Denise (Reading is Believing). Lei sa che io ho bisogno del secondo libro E di sapere E di Peter perché ci sto soffrendo tantissimo e non va bene. Questa attesa è un’agonia.

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Anche questo post è giunto al termine! Mi sono accorta che ho alternato *piccole* lamentele a stati di amore puro, :-) Fatemi sapere se seguite queste serie e cosa ne pensate, e con quali siete in pari. ALL THE LOVE.