venerdì 7 aprile 2017

ULTIME LETTURE: raccolte di poesie, contemporary young adult, graphic novel.

Ciao a tutti!
Oggi finalmente riesco ad aggiornarvi sulle mie ultime letture. Ho scelto quattro titoli diversi tra di loro per genere ma che ho trovato abbastanza affini nell’argomento trattato: le protagoniste di questi volumi infatti, in un certo momento o in più momenti della loro vita, si sono ritrovate a dover fare i conti con loro stesse, con cosa significa essere ragazze e donne, e con il modo in cui hanno vissuto fino a quel momento, con la conseguente caduta di tutti quei falsi idoli e punti di riferimento che avevano e la nuova esigenza di voler decidere da sole del proprio futuro.


milk & honey di Rupi Kaur
4 Novembre 2014 • 204 pagine  ENG / ITA
the princess saves herself in this one di Amanda Lovelace
23 Aprile 2016  156 pagine  ENG

Questi piccoli volumetti sono due raccolte di poesie in versi liberi a cui mi sono approcciata per curiosità dopo averli visti ovunque in giro per il web (soprattutto su instagram, sia in foto che in citazione). Mi sembravano particolarmente interessanti e di ispirazione, quindi ho deciso di leggerli anche io.
Entrambe le raccolte sono improntante principalmente sulle esperienze personali delle rispettive autrici ma Rupi Kaur e Amanda Lovelace non si sono limitate a parlare solo della loro storia personale, hanno trattato anche tematiche che riguardano la femminilità e l’essere donna, la violenza e l’abuso, l’amore inteso principalmente come amore verso se stessi, e il riprendersi da un amore finito o dalla perdita di una persona cara.

it takes grace
to remain kind
in cruel situation

La raccolta di Rupi Kaur è suddivisa in quattro capitoli: the hurting, the loving, the breaking, the healing. Ogni capitolo affronta con delicatezza un tipo diverso di dolore e cerca di offrire delle prospettive di riconciliazione e di ripresa attraverso la forza delle parole.
Alcune poesie sono accompagnate da delle illustrazioni realizzate dall’autrice stessa: si tratta di disegni molto semplici e minimali che ho trovato molto interessanti perché sembra quasi che siano stati realizzati soprappensiero, ma riescono invece a racchiudere benissimo il senso della poesia e cosa l’autrice vuole trasmettere al suo lettore.

the princess
locked herself away
in the highest tower,
hoping a knight
in shining armor
would come to her
rescue.

- i didn’t realize i could be my own knight.

La raccolta di Amanda Lovelace opera allo stesso modo di quella di Rupi Kaur: anch’essa è suddivisa in quattro parti — the princess, the damsel, the queen, you — ma, se le prime tre ripercorrono la vita personale dell’autrice in tre momenti, la quarta è una lettera indirizzata esclusivamente al lettore.

Devo dire che sono rimasta un tantino, se non delusa, insoddisfatta nei confronti di questi due lavori perché mi aspettavo di leggere qualcosa che mi prendesse con più forza. Personalmente mi sono rivista veramente poco nella maggior parte delle poesie di Rupi Kaur e Amanda Lovelace ma questo perché non ho avuto esperienze simili o dirette di molte cose di cui parlano. Pensavo di trovare dei pensieri leggermente più profondi nelle parti in cui si parla di amore e femminilità ma anche in qui ho avuto l’impressione che non mi stessero dicendo nulla di nuovo. Probabilmente anche in questo caso potrebbe dipendere da me, perché quello che ho letto, prima di leggerlo, penso facesse parte di me già da molto prima. Ad ogni modo, è stato bello ritrovare questi miei pensieri in altre voci e ci sono state comunque diverse poesie che ho apprezzato per il loro messaggio molto positivo e di speranza.
Ammiro tantissimo il fatto che Rupi Kaur e Amanda Lovelace abbiano messo su carta le loro esperienze personali, qualcosa che al tempo stesso può essere sia facile che difficile da comprendere: facile per molte persone che hanno vissuto le situazioni che sono state descritte e che magari ne stanno ancora soffrendo, difficile soprattutto per un occhio estraneo che come me non ha vissuto determinate esperienze. Nonostante questo, entrambe le parti possono facilmente riconoscere la forza e lo slancio positivo che stanno alla base di queste due raccolte, che possono diventare un saldo punto di riferimento per aiutare a ri-trovare la forza nei momenti difficili o un ottimo mezzo per lasciarsi ispirare nella vita.


Everything, Everything di Nicola Yoon
1 Settembre 2015 • 310 pagine  ENG / ITA
Sometimes the world reveals itself to you. I’m alone in the darkening sunroom. Late-afternoon sun cuts a trapezoid of light through the glass window. I look up and see particles of dust drifting, crystal white and luminous, in the suspension of light. There are entire worlds that exist just beneath our notice of them.
Ho cercato di tenermi lontana da questo libro fin dalla sua uscita in lingua perché dalla trama qualcosa non mi suonava bene, infatti il mio campanellino di allarme si è messo subito a intonare ‘la fregatura è dietro l’angolo’. Eppure, eppure… alla fine l’ho letto — e la colpa la do tutta al trailer del film che dovrebbe uscire tra poco, l’ho trovato talmente adorabile che non sono riuscita a resistere.
Madeline ha appena compiuto diciotto anni ed è affetta da una rara malattia che non le permette di mettere piede fuori da casa sua perché, molto semplicemente, è allergica a tutto. La sua vita cambia nel momento in cui conosce Olly, uno dei due figli della nuova famiglia che si è appena trasferita nella casa accanto la sua.
Madeline è una voce che sa intrattenere: attraverso il racconto delle sue giornate ci mette a conoscenza della sua condizione, di cosa può fare e cosa invece non può fare, e la frustrazione che a volte la attanaglia nel non poter fare tutte quelle piccole cose che per le altre persone rappresentano la normalità. Fino a quando non arriva il momento in cui inizia ad avvertire l’esigenza sempre più forte e pressante di fare qualcosa, qualunque cosa, perché la vita è una sola e non vuole sprecarla, vuole fare esperienza di tutto ciò che la circonda e fare tutto quello che non ha mai potuto fare, anche a costo di essere per una volta egoista e ferire le persone a cui vuole bene. Olly non è il principe che va a salvare Madeline, è più una finestra sull’esterno che la porta concretamente a riflettere sulla sua condizione, su cosa lei pensa e su cosa lei vuole fare per se stessa.
Tutto questo, dal punto di vista grafico e di scrittura, è reso da Nicola Yoon (con il supporto di suo marito) in un modo che mi piace sempre tanto, ovvero attraverso disegni, bigliettini, chat, lettere, ecc.
Quello che succede in questo libro è prevedibilissimo e dichiaro che alla fine il mio campanellino di allarme ha avuto ragione, ma tutto sommato mi è piaciuto leggere Everything, Everything. Diciamo che Everything, Everything rientra in quella categoria di libri carini, piacevoli e adorabili, che si divorano in un paio d’ore e che, pur riconoscendone tutti i punti deboli, non si può arrivare ad odiare ferocemente. Inoltre offre anche diversi spunti interessanti per riflettere su questioni di un certo peso, tra cui a cosa può portare il “troppo amore” e cosa significa vivere, e se si è disposti a rischiare la propria vita per poterla finalmente vivere appieno anche solo per un breve momento.


Misdirection di Lucia Biagi
Eris Edizioni • 23 Aprile 2016  156 pagine  ITA
Sai qual è la cosa divertente? Credo di aver capito che una ragazza sbaglia sempre.
Ogni persona nel corso della sua vita prima o poi si scontra con la realtà e gli effetti di questo scontro possono essere brutali: tutto il sistema di valori che si aveva prima viene messo in discussione, ciò che rappresentava un rifugio sicuro improvvisamente non lo è più, e si arriva a raggiungere una consapevolezza che forse c’era già da prima, probabilmente sotto forma di un’eco lontana o celata dal velo dell’ingenuità, ma che adesso è impossibile ignorare o tentare di nascondere.
Questo è quello che succede a Federica durante l’estate dei suoi tredici anni, quando sta trascorrendo gli ultimi giorni delle sue vacanze in montagna con i nonni. La sua vita procede abbastanza serena e tranquilla tra le uscite con l’amica Noemi e le registrazione del suo diario sul suo smartphone, l’unica preoccupazione è la scelta del liceo a cui iscriversi… almeno fino a quando Noemi scompare senza lasciare nessuna traccia dopo una serata trascorsa in discoteca, e Federica non può esimersi dal cercarla.
La storia del ritrovamento di Noemi però non è il fulcro centrale di questo romanzo grafico: come suggerisce chiaramente il titolo che fa riferimento alle tecniche illusionistiche dei prestigiatori, le ricerche di Federica non sono altro che un diversivo per far credere al lettore che quella che sta leggendo sia la vera storia, che quelli che gli vengono presentati siano degli elementi fondamentali ai fini della risoluzione delle vicende, ma in realtà non è così, si tratta solo di distrazioni dal vero oggetto d’interesse. Le ricerche iniziate da Federica non si concluderanno meramente con il ritrovamento della persona scomparsa ma con la consapevolezza di aver appena compiuto un viaggio tra i pregiudizi e la cattiveria del mondo, tra i fili neri che intasano la mente della gente e che stringono anche su coloro che hanno intorno; e che la tecnologia, che per lei rappresenta uno spazio intimo e personale, amplifica solamente i problemi del mondo offrendo visioni distorte e viziate della realtà, diffuse da quelle stesse persone che non si limitano a far uscire i loro fili neri solo dalla loro bocca.
L’amara verità che Federica scopre a tredici anni è che nella nostra società così tanto evoluta sono sempre e solo le donne e le ragazze a sbagliare, giudicate sia da uomini che da donne, da ragazzi e ragazze.
Il tratto di Lucia Biagi mi è piaciuto un sacco. Non avevo mai letto nulla di suo (e ora vorrei recuperare Punto di Fuga, che tratta di un altro tema che trovo altrettanto interessante) quindi, oltre a rimanere colpita dal modo in cui ha costruito la sua storia, sono rimasta impressionata anche dal suo stile di disegno. L’ho trovato un tratto molto fresco e genuino, preciso ed essenziale, che riesce a veicolare con forza e incisività ciò che l’autrice vuole senza dover ricorrere a inutili ed eccessivi virtuosismi. La bicromia è di effetto, il verde e il violetto chiaro sono visivamente molto rilassanti ma contribuiscono a creare un’atmosfera particolare di mistero che non permette di sentirsi completamente al sicuro, oltre che ad essere due indicatori temporali.
Misdirection è un libro che porta a pensare anche una volta che le pagine finiscono e si chiude il volume, e questo per me rappresenta un grande pregio. Lo è ancora di più quando quelle stesse pagine dalle quali si è appena staccato lo sguardo si riflettono sul mondo che ci circonda.

6 commenti:

  1. Anche se sono stata avvisata, anche io penso cederò al "fascino" di Everything, everything - e anche io do la colpa a quel trailer adorabile Y-Y - sono curiosa di capire se la fregatura è quella-che-penso-che-sia :D
    Midsdirection sembra tanto carino :3 e adoro i colori utilizzati che si vedono dalla foto *o*

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    1. Ti direi di leggerlo solo per vedere come reagisci alla fregatura! ^________^"
      Oh, sì: Misdirection è molto carino per la parte grafica, la storia ha il suo peso.

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  2. Voglio leggerli tutti e 4.. anche se ho qualche dubbio su Everything Everything e la raccolta di Rupi Kaur.
    Misdirection invece ha uno stile favoloso *-*

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    1. Everything, Everything e milk and honey sono due cose completamente diverse: non sono riusciti a prendermi in pieno, ma sono comunque contenta di averli letti. :3 Magari posso indirizzarti di più verso milk and honey!? :)
      Misdirection è una bellezza!

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  3. Per Everything, Everything ho la tua stessa sensazione, però voglio leggerlo comunque perché mi intriga. Colpa del trailer, argh.

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    1. Dannato trailer, argh! Sta incastrando anche te!

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡