venerdì 19 maggio 2017

RECENSIONE: Lontano da te di Romina Casagrande

Ciao a tutti!
Il mese scorso sono stata contatta per una richiesta di recensione a Lontano da te di Romina Casagrande da Alessandra Zengo. Sebbene non accetti richieste di questo tipo a causa di brutte esperienze passate e motivi personali che si riassumono nel non sapere quando effettivamente riuscirò a dedicarmi ai testi che mi vengono proposti, ho deciso di fare una piccola eccezione non solo perché la trama mi ispirava davvero molto ma anche per un altro motivo ben preciso: si parla (anche) di arte.
Prima di lasciarvi alla recensione, ho una domanda per voi: conoscete altri romanzi in cui si parla d’arte? Fatemelo sapere nei commenti. :)


Lontano da te
di Romina Casagrande

Arkadia Editore  24 Marzo 2017  200 pagine  16,00 €  ITA
Sofia, poco più di vent'anni, vive a Londra con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: un buon lavoro e un uomo che ama. Eppure, tra le pagine del suo diario, aleggiano un'ombra e un ricordo, scaturiti da una fotografia. È questo l'unico elemento che la tiene ancora legata alla sua amata Toscana. In quell'immagine, un volto: quello di Bianca. Così diversa e al contempo simile a lei. E sarà proprio il desiderio di incontrare di nuovo sua sorella a riportarla nella natia Siena, nel tentativo di comporre il suo «quadro vivente», la trasposizione dell'Ophelia di J.E. Millais, basandosi sulle fattezze di Bianca che somiglia così tanto alla musa originale dell'artista, la grande Elizabeth Siddal. Giunta a Siena, si troverà immersa in un'avventura dalle mille sfumature, che la porterà a incontrare personaggi misteriosi come Moses, a interrogarsi sul passato e accadimenti che l'hanno strappata alla sua terra. Un percorso difficile, in cui tenterà di riconquistare anche la fiducia di Bianca. Ma prima dovrà affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.
My rolling thought

Sofia è una giovane fotografa italiana che vive da qualche anno a Londra, ha un ragazzo che ama, due amici fidati — Win e Lydia — e una grande passione per l’Ophelia del preraffaellita John Everett Millais, la cui modella Elizabeth Siddal assomiglia in modo impressionante a sua sorella minore Bianca, che tempo addietro è stato altrettanto significativo per un’altra persona. Nella sua vita non manca proprio nulla ma il passato torna a farle visita in un momento particolare della sua esistenza portando con sé tutto il dolore dal quale era scappata e che aveva provato ad ignorare. Sofia non può più mettere a tacere quello che è successo e decide di ritornare a casa, in Toscana, per far pace con se stessa, la sua famiglia e sua sorella. Con lei partono anche Win e Lydia, impegnati con Sofia nella missione di riprodurre in fotografia l’opera di Millais per un contest fotografico. I tre amici, insieme al figlio di Win, sono ospiti del B&B Peonia, in cui lavora Bianca e in cui soggiorna Moses, un uomo vecchio e saggio tormentato dai fantasmi del suo passato che sta finalmente per chiudere il cerchio e con cui Sofia stringe una profonda e intima relazione di amicizia.

Si dice che posò ore, immersa in una vasca. Senza muoversi, quasi senza respirare per non disturbare il lavoro di Millais. Un giorno, le luci che scaldavano l’acqua si spensero. Zac, ma lei rimase lì dentro. Soltanto qualche ora più tardi, il pittore, svegliato dall’estasi artistica dai suoi amici, si accorse che la povera Lizzie era ghiacciata. La fecero uscire e la scaldarono come poterono. Ma non si riprese mai completamente. C’è chi giura sia morta per gli strascichi di quella polmonite trascurata. Era l’Ottocento e si moriva per poco.


Lontano da te di Romina Casagrande è un romanzo costruito su tre storie — la Storia Universale, la Storia dell’Arte e la Storia Personale — che si intrecciano e si influenzano tra di loro durante tutto lo svolgimento delle vicende: partendo da un quadro, l’autrice tesse la storia personale di una giovane ragazza che trova la forza di affrontare il suo passato tormentato grazie all’esperienza di vita di un anziano uomo che è stato privato di tutto dagli eventi della Seconda guerra mondiale.
Si tratta di una trama molto originale e ne sono rimasta subito incuriosita, la prima cosa che mi sono chiesta è stata come l’autrice avesse gestito, incastrato e dato un senso al tutto. Sono stata contenta di constatare che un senso c’è, mi è piaciuto molto leggere Lontano da te e a fine lettura mi sono sentita molto soddisfatta.
La storia procede per gradi: inizia con calma, prendendosi il suo tempo, e man mano che i vari personaggi entrano in scena cominciano a svelarsi e a svelare le loro storie personali.
I personaggi sono tutti descritti alla perfezione ed estremamente equilibrati: non sono mai eccessivi, posati, con pregi e difetti. Dalle pagine riesce a trasparire tutta la saggezza di Moses, la paura di Sofia e l’insicurezza di Bianca, la tranquillità di Win e il turbamento di Lydia. Per alcuni di loro non viene detto tutto esplicitamente ma vengono lasciate intendere diverse situazioni, e questo li rende ancor più interessanti e veri.
È una storia in cui sono centrali i legami e i sentimenti, come l’amicizia e l’affetto che nasce e si sviluppa tra Moses e Sofia che sarà di aiuto a entrambi per affrontare il proprio passato, il primo passo per vivere finalmente il futuro, forse non più tanto lungo per Moses ma ancora tutto da vivere per Sofia.
Traspare anche l’importanza, il valore e il peso che una persona dà alle scelte che compie durante la sua vita e le scelte delle altre persone che a loro volta influenzano la vita di un’altra persona. Ogni scelta porta su un percorso diverso, si sviluppa una storia diversa, e ha una conseguenza. Scegliere egoisticamente ha una conseguenza, il non scegliere e scappare ha una conseguenza. Le conseguenze possono essere positive e negative. In ogni caso, quello che conta è riuscire a perdonare per non vivere nel passato, nel risentimento, nella paura e nella tristezza.
Tutto ciò è stato reso da Romina Casagrande in modo molto vivido e dolce, grazie ad uno stile pacato, poetico ed elegante. Ho amato molto le sue descrizioni e i momenti dedicati alla storia dell’Ophelia, di Elizabeth Siddal e John Everett Millais, nonché il fatto che ogni capitolo si apre con il nome di un fiore e un poema legato sempre all’ambiente Preraffaellita. Elegante, non ho un'altra parola da utilizzare.
A fine lettura mi sono sentita molto soddisfatta, come dicevo; le mie aspettative non sono state tradite. Anche se ci sono diverse storyline che potrebbero avere un loro potenziale sviluppo, la storia di Sofia e Bianca è stata raccontata.
Se siete appassionati d’arte, di romanzi in cui si parla di storia o di vicende famigliari e d’amicizia, vi consiglio la lettura di Lontano da te.

martedì 16 maggio 2017

MARE DI LIBRI 2017: Festival dei ragazzi che leggono

Ciao a tutti!
Vorrei dedicare il post di oggi a Mare di Libri: spiegarvi un po’ cos’è questo festival se non lo conoscete, le mie impressioni dopo aver partecipato alle ultime due edizioni e i miei preparativi in previsione della partecipazione all’edizione di quest’anno (gli eventi a cui parteciperò, la mia to-be-read).
Non ho mai scritto un post del genere per le passate edizioni ma, vista la qualità del festival e il mio entusiasmo nei confronti dell'edizione di quest'anno, vorrei nel mio piccolo riuscire a convincervi a partecipare — manca un mese, avete ancora tantissimo tempo per potervi organizzare! — perché è un evento in cui si è letteralmente travolti dalla passione per i libri e per la lettura e dalla voglia di condivisione di tutti coloro che partecipano.


Che cos’è Mare di Libri è un festival letterario che si tiene ogni anno a Rimini indicativamente verso la metà di Giugno, dedicato a tutti i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che amano i libri e la lettura. L’evento è interamente gestito da loro: nel centro storico e nei luoghi rappresentativi della città, si possono trovare gruppi di giovani volontari che dirigono, forniscono informazioni, si occupano della biglietteria e danno consigli di lettura a tutti i visitatori partecipanti. Le tre giornate del festival sono piene di incontri con autori italiani e stranieri per ragazzi, laboratori e spettacoli, durante i quali i giovani lettori sono i protagonisti assoluti. Si può accedere ai singoli eventi attraverso prenotazione e con un contributo di 3€; giornalisti, blogger e youtuber possono chiedere l'accredito stampa QUI. Il festival si conclude con l’assegnazione del Premio Mare di Libri al miglior young adult pubblicato l’anno precedente, assegnato da una giuria di dieci giovani lettori tra i 14 e i 16 anni provenienti da tutta Italia.
Quest’anno Mare di Libri è giunto alla sua X edizione e si terrà il 16, 17 e 18 Giugno. Il Premio Mare di Libri invece è ala sua IV edizione, QUI potete trovare i cinque titoli in gara e il profilo dei dieci grandi lettori che compongono la giuria.

Io ho partecipato alle ultime due edizioni del festival: Denise ha scritto un bel resoconto della nostra prima esperienza a Mare di Libri QUI, in cui parla dell’incontro con Patrick Ness (A Monster Calls, Chaos Walking Trilogy, More Than This, The Rest Of Us Just Live Here); QUI invece potete leggere il mio, meno bello, della scorsa edizione, in cui condivido anche l'esperienza delle interviste a Sally Gardner (autrice di Tinder, QUI l'intervista) e Jennifer Niven (All the Bright Places, Holding Up the Universe).
Mare di Libri è un evento straordinario, ogni anno lo aspetto con sempre più trepidazione. Se non siete Denise, non potete avere idea di quanto abbia atteso questa edizione: l’ho assillata per settimane, sommersa di messaggi in attesa della pubblicazione degli ospiti e del programma — grazie per la comprensione e per non avermi mandato a quel paese. ♥︎ Questo perché è un festival in cui i ragazzi condividono la loro passione per i libri e la lettura, ed è una passione genuina e contagiosa. Questi ragazzi sono dei lettori attenti, attentissimi: sottopongono gli autori a qualsiasi tipologia di domanda e curiosità, mettendoli anche in difficoltà! Ho ascoltato rivolgere domande che non sarei mai stata in grado di formulare e i dibattiti, le discussioni, i momenti di scambio e condivisione di opinioni sono occasioni di arricchimento personale. Se si partecipa a Mare di Libri, si riesce a capire cosa significa davvero amare i libri e la lettura, condividere la propria passione, e il potere che hanno le storie.


Programma  QUI potete consultare il programma per i tre giorni della X edizione. :)
Io ci sarò venerdì 16 e sabato 17. Ho la possibilità di rimanere solo due giorni e ho deciso in base agli autori che voglio assolutamente incontrare. Questi sono gli eventi ai quali parteciperò sicuramente:

VENERDÌ 16
14:30  Teatro degli Atti » Elogio del Lettore: Incontro con Aidan Chambers introdotto da Beatrice Masini.
19:30  Bar Lento » Aidan Chambers, Peppo Bianchessi e Beatrice Masini firmano le copie dei loro libri.

SABATO 17
10:00  Sala dell’Arengo » Tutto sull’autore: Katherine Rundell
11:30  Teatro Galli, Sala Ressi » Dentro il libro: L’orologiaio di Filigree Street, incontro con Natasha Pulley.
15:00  Museo della Città, Sala del Giudizio » Tutto sull’autore: Janne Teller.

In base alla mia disponibilità di tempo, voglia e denaro, ho segnato anche questi eventi che mi interessano: VENERDÌ - Il giardino dei musi eterni, L’arte di essere normale, Susin Nielsen, Cattivi da paura; SABATO - Time Deal, Guillaume Duprat, La morte è una storia da raccontare, I fili invisibili della natura.

Mi dispiace tantissimo non poterci essere anche domenica ma proprio non potevo, ho preferito esserci venerdì perché voglio e devo assolutamente partecipare all’incontro con Aidan Chambers — ogni volta che viene in Italia non riesco mai ad andare. ᕦ(ò_óˇ)ᕤ Nonostante questo, domenica ci sarà Denise che parteciperà agli incontri con Jennifer Donnelly e Kenneth Oppel anche per me!


To-Be-Read  Manca un mese all’apertura del festival e io lo passerò leggendo i libri degli autori che incontrerò. (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧ Ho stilato una piccola to-be-read che spero di riuscire a completare, l’unico problema è che il Signor Libraccio dovrebbe sbrigarsi a evadere il mio ordine perché ci sta mettendo davvero troppo tempo — questo è il motivo per cui non posso mostrarvi i libri, argh.

Sto leggendo Questo è tutto di Aidan Chambers. Ho scelto questo libro perché è bello cicciotto e perché tratta di argomenti con cui ho sempre difficoltà ad approcciarmi, quindi voglio vedere se Chambers è bravo a farmeli “piacere” (SPOILER: sono a metà e ci sta riuscendo). Spero di riuscire a leggere anche Breaktime, Danza sulla mia tomba e Cartoline dalla terra di nessuno.
Di Katherine Rundell ho già letto La ragazza dei lupi (QUI la recensione), questa è l’occasione buona per recuperare Sophie sui tetti di Parigi!
Se Libraccio non fa scherzi, dovrei ricevere anche L’orologiaio di Filigree street di Natasha Pulley. Spero non mi deluda perché la trama parla di esseri meccanici e ne sono rimasta molto, molto incuriosita. È il tipico caso libro-da-Veronica per cui ho aspettative molto alte, non voglio rimanerci male. *ti-prego-libro-sii-bellissimo!*
Per l’incontro con Janne Teller ho deciso di leggere Niente, un libro cattivo, dalle tinte oscure, che mi ha sempre ispirato e beh, direi che è arrivato il momento per leggerlo!
Anche se non ci sarò, leggerò comunque Il nido di Kenneth Oppel e probabilmente anche un libro di Jennifer Donnelly. Della Donnelly mi ispira Una voce dal lago però sono ancora un po’ indecisa su cosa leggere perché non mi sono mai interessata in modo particolare a questa autrice, sebbene le sue trame mi incuriosiscano. Se avete letto qualcosa, aiutatemi a decidere!


* * *

Ho scritto di nuovo un post chilometrico. .___. Ora lascio la parola a voi: fatemi sapere nei commenti se parteciperete quest’anno (possiamo scambiarci un salutino!!) e a quali eventi prenderete parte, se vi state organizzando o se pensate di farlo, se avete mai partecipato a questo festival e quali sono le vostre impressioni in merito — e, se avete letto qualche libro che ho citato, sarei più che lieta di leggere le vostre opinioni. Io sono contentissima ed emozionatissima, non vedo l'ora!! A PRESTO!

venerdì 12 maggio 2017

Thunder Ben di Vanessa Cardinali

Ciao a tutti!
Buon venerdì. :) La “settimana fumettosa” del blog si conclude con la recensione di Thunder Ben di Vanessa Cardinali, artista super-simpatica e alla mano che ho avuto la possibilità di incontrare durante il Pescara Comix (QUI potete leggere il mio resoconto della giornata). Fatemi sapere se avete letto il volume o altro di Vanessa Cardinali e se vi è piaciuto oppure se avete intenzione di farlo!


Thunder Ben
di Vanessa Cardinali

BAO Publishing  9 Giugno 2016  129 pagine  19,00 €  ITA
Thunder Ben vuole diventare un Cavaliere del cielo. Sono i suoi eroi, il simbolo di tutto ciò che desidera, e sono in città per uno spettacolo dimostrativo dei loro fantastici poteri. La mamma non vuole che lui si cacci nei guai, ovviamente, ma la tentazione è troppo grande per non cercare di incontrare i suoi idoli di persona. Una storia piena di avventura, sul senso del crescere e delle responsabilità, per piccoli esploratori del cosmo. Vanessa Cardinali, alla sua prima prova da autrice completa per l'infanzia, mescola tecniche tradizionali, colorazione digitale e originalissimi collage per dare vita al mondo di un nuovo, irresistibile eroe!

My rolling thought
L’avventura inizia quando accetti di avere paura, ma non le permetti di impedirti di volare.
Thunder Ben di Vanessa Cardinali è un titolo che fa parte della collana BaBAO di BAO Publishing, in cui sono raccolti tutti quei volumi indirizzati *principalmente* a un pubblico di giovani lettori. Questo qui nello specifico è di livello 2, il che significa: Hai almeno otto anni e tanta voglia di scoprire l’universo? Allora questo libro fa per te!
Ho il triplo degli anni ma tanta voglia di scoprire l’universo, e poi chi non vorrebbe diventare un Cavaliere del Cielo?? Io volevo diventarlo già prima di leggere Thunder Ben, ora esigo di esserlo per mantenere la pace insieme a Lady Joanna e il suo elegante piccione di fuoco, il maestro dei venti Abed in groppa al suo drago-serpente, Erik il Vichingo e il suo fedele bruco armato di cannoni, e Jack il Cowboy con la sua balena volante.


Ben è un ragazzino che ha un sogno che insegue con tutte le sue forze, letteralmente: diventare un Cavaliere del Cielo per mantenere la pace nel mondo. Ben ha una passione sfegatata per i Cavalieri del Cielo, ogni volta che si trovano ad attraversare il cielo di Saaret li insegue cercando di raggiungerli arrampicandosi su case e tetti prima che scompaiano. Un giorno, in occasione del tour per celebrare la vittoria nella grande Guerra del Cielo di mille anni prima, non si lascia sfuggire l’occasione di poterli incontrare di persona raggiungendoli nel magazzino in cui sono custodite le loro cose… ma quello che Ben non sa è che quest’incontro è l’inizio dell’avventura più grande e magnifica che abbia mai potuto immaginare, il primo passo per diventare un vero Cavaliere del Cielo.

Thunder Ben è il primo lavoro di Vanessa Cardinali in cui ha ricoperto i ruoli sia di sceneggiatrice che di disegnatrice. Questa piena autonomia le ha permesso di sbizzarrirsi come voleva e meglio credeva con la sua storia e i suoi personaggi, andando a dare vita ad un fumetto super-fantasioso fatto di città surreali e creature bizzarre con un protagonista con una marcia in più.
Ben è un bambino spumeggiante, entusiasta e vitale, la sua passione per i Cavalieri del Cielo è una vera e propria ossessione! Al minimo cambiamento di vento, secondo calcoli tutti suoi affinati nel corso del tempo, riesce a capire il momento e il luogo esatti in cui i veri Cavalieri del Cielo faranno la loro comparsa per spostarsi tra i vari livelli. Le sue fantasie e i suoi giochi su di loro riempiono le sue giornate e quelle della sua mamma, che è assillata dalle continue chiacchiere del figlio dalla mattina alla sera. La passione del figlio è causa di ansie e preoccupazioni continue per questa povera mamma, che però non può fare a meno di lasciare che il figlio esca libero fuori di casa a sfrecciare sul suo monopattino, non prima però di fargli strappare la promessa di tenersi fuori dai guai. Il rapporto di Ben con la sua mamma è molto dolce e tenero, le vignette in cui sono insieme o quelle in cui la mamma si preoccupa e Ben tiene a mente di non fare tardi sono le mie preferite perché sono spontanee e genuine. Tutte le mamme si preoccupano quando i figli varcano la soglia di casa e tutti i figli fanno promesse che alla fine non riusciranno a mantenere perché succede sempre *quel* qualcosa che li farà tornare tardi a casa.
*Quel* qualcosa che farà tornare tardi a casa Ben sarà il motivo della sua crescita sia come persona che come Cavaliere del Cielo: è necessario conoscere prima di colpire gli altri, perché essere forti non significa dare calci all’aria; è necessario avere paura, perché solo chi non ne ha o non l’affronta non potrà mai partire all’avventura.


Il mondo di Thunder Ben è bellissimo. Lumache-autobus e pesci volanti, un mondo costruito su vari livelli verticali in cui il passaggio da un livello a un altro è consentito solo a determinate persone, i Cavalieri del Cielo appunto.
Vanessa Cardinali però non si è limitata a creare e a presentarci un solo livello originale, no!, ne ha creati molteplici e ce ne presenta tre. È un mondo potenzialmente in espansione, l'unico limite è la fantasia.
Il livello di Ben è forse quello più "comune", realizzato con la tecnica del disegno e in cui i colori prevalenti sono l’arancione della vivacità, il rosso del coraggio e il nero della paura. Il livello immediatamente superiore a quello in cui vive Ben inizia già a mostrare le prime particolarità: su uno sfondo giallo, gli oggetti sono realizzati con linee di contorno a matita rosse e blu. Da un certo momento della storia, poi, Vanessa Cardinali è ricorsa alla tecnica del collage e quindi bottoni, pasta, pizzi e tessuti fanno la loro comparsa in modo del tutto inaspettato ma assolutamente coerente e in armonia con i disegni.
Sfruttare tecniche diverse e materiali diversi è semplicemente geniale perché stiamo parlando di un fumetto rivolto a dei bambini, e loro sanno perfettamente come si fa a reinterpretare materiali e oggetti in modo originale attraverso la loro fantasia. Leggere Thunder Ben non si limita a essere solo una lettura ma anche e soprattutto un'esperienza e uno stimolo per la creatività.
Thunder Ben è un mondo dalle mille forme e dalle tinte vivaci, un luogo in cui è forte la voglia di conoscere e in cui ci si può avventure, vedere e toccare con mano, varcare le soglie per diventare un vero Cavaliere del Cielo.
L’avventura di Ben è un mito moderno, in cui l’eroe parte all’avventura in un territorio al tempo stesso sconosciuto e meraviglioso per riflettere su cosa significhi essere forti e coraggiosi, dei veri eroi, e delle trappole in cui la troppa paura o l’assenza di essa può far cadere.

martedì 9 maggio 2017

✎ Come orientarsi nel mondo dei fumetti

Ciao a tutti!
Oggi ho pensato di condividere con voi una serie di consigli che mi sentirei di dare a chi si sta approcciando — o ha intenzione di farlo — al mondo dei fumetti occidentali.
Ho ricevuto diversi commenti in cui mi si chiedeva qualche consiglio (quali sono i miei fumetti preferiti di sempre, quale volume o quale autore consiglio per cominciare) o commenti di ringraziamento per aver fatto scoprire questo mondo, quell’autore o quel volume (ma io non ho fatto veramente nulla, grazie a voi per avermi letto!!).
Quello che voglio fare con questo post, però, non è consigliare fumetti nello specifico ma dare appunto dei consigli, lanciare delle piccole ancore di salvezza a tutti coloro che si sentono un po’ persi, che vorrebbero cominciare ma non sanno come fare e/o da dove iniziare.
Non mi ritengo un’esperta e non voglio assolutamente ricoprire questo ruolo perché ho ancora tanto, tantissimo da imparare. Prenderò spunto dalla mia esperienza personale (sono cresciuta con e tra i fumetti: quando andavo alle elementari, passavo sempre per l’edicola a ritirare la mia copia di Witch o Monster Allergy, e in casa mia non sono mai mancate le collezioni di Tex, Dylan Dog o Zagor) e da quello che faccio tutt’ora quando trovo un’artista o un volume che cattura la mia attenzione, quindi mi scuso in anticipo se potrò sembrare banale, inutile o imprecisa.


Non tutti i lettori di libri sono lettori di fumetti e non tutti i lettori di fumetti non sono lettori di libri, infatti non è scontato che a chi legge libri piaccia leggere anche fumetti. Ho letto diversi commenti di persone che hanno provato a leggere fumetti ma non sono rimasti colpiti / convinti / soddisfatti / motivati abbastanza per continuare. Succede, è una realtà.
Dal passaggio al romanzo al fumetto, entra in gioco un grandissimo elemento: il disegno. Là dove un autore di libri si trova a descrivere minuziosamente un personaggio, un'ambientazione, una situazione o un sentimento, nei fumetti tutto ciò viene veicolato dal disegno e dai colori.
Per chi si trova davanti a un fumetto per la prima volta, potrebbe essere destabilizzante la mancanza di tutte quelle parole. Ma non è affatto difficile leggere fumetti, bisogna solo avere un po' più di attenzione e concentrazione nella visione delle tavole le prime volte per "analizzarle" e per capire cosa ci stanno dicendo, cosa vogliono comunicare, cercando di non leggere solo il testo e tralasciare la parte grafica. Leggendo sempre più fumetti, questo diventa sempre più automatico.

Come primo approccio, una buona soluzione potrebbe essere quella di leggere gli ADATTAMENTI DEI ROMANZI che più vi sono piaciuti. Alcuni titoli che mi vengono in mente sono gli adattamenti dei primi due romanzi delle due serie di Rick Riordan, Il ladro di fulmini e L’eroe perduto; Orgoglio e Pregiudizio, Ragione e Sentimento, la stessa biografia di Jane Austen; Il meraviglio mago di Oz. Ce ne sono davvero molti.

Dai fumetti traggono anche FILM e SERIE TV, e viceversa. Se ne avete visto un-o/-a che vi è piaciut-o/-a, potete recuperare la controparte cartacea. L’esempio più lampante sono i fumetti di Star Wars, della Marvel e della DC Comics. Vi è piaciuto l’adattamento cinematografico dei Guardiani della Galassia? Degli Avengers? Di Spiderman? Batman? Hulk? Thor? Deadpool? L’universo Marvel, ad esempio, è grandissimo (e anche parecchio confuso, qui servirebbe un’ulteriore guida che io non sono in grado di fornirvi. Se voi ne possedete una, condividetela con me!!). Vi basta scegliere testata ed eroe. Recentissima poi è la serie tv Riverdale, sapevate che è stata tratta da un fumetto che ha anche diversi spin-off? Archie, Jughead e Le terrificanti avventure di Sabrina — esatto, proprio la Sabrina Spellman della serie tv Sabrina, vita da strega!

Potrà sembrare un consiglio banale ma AVERE IN MENTE COSA SI VUOLE LEGGERE aiuta già a fare una prima scrematura. Se siete in vena di storie fantasy, distopiche, d’amore, d’avventura, comiche, western, slice of life, per ragazzi, ecc., concentratevi sulla ricerca di quel determinato genere così da escludere tutti gli altri. (Ve l’avevo detto che era un consiglio banale!)

SCONSIGLIEREI i volumi di autori con un LINGUAGGIO ASTRATTO O SURREALE e i SILENT BOOK. Nel primo caso, ci si potrebbe ritrovare davanti a fumetti molto particolari che lascerebbero con un gran punto interrogativo stampato in faccia e un gran senso di insoddisfazione (ho affrontato una lettura di questo tipo e sì, ho appena descritto lo stato d’animo in cui mi sono ritrovata); nel secondo, data la caratteristica del pochissimo parlato o la completa assenza di esso, si presuppone una maturità e una dimestichezza tale nel leggere le tavole che forse non si ha ancora, non essendo abituati a una narrazione fatta solo di immagini (un esempio, Aiuto!).

SCONSIGLIEREI anche di iniziare con le SERIE, soprattutto se lunghe e non concluse. Non per motivi di attesa — siamo abituati alla serialità e ad attese molto lunghe tra un volume e  l'altro — ma semplicemente perché vi state approcciando a qualcosa di nuovo e avete bisogno di capire se questa forma espressiva vi piace/fa per voi o no, dovete rimanerne subito soddisfatti, e trovo che sia meglio avere una visione completa su una storia conclusa piuttosto che su una in corso. Questo è utile anche per capire quali sono i tempi della narrazione e se il fumettista è stato bravo nel raccontare la storia con il passo giusto con quel numero di pagine a disposizione o se in alcuni punti è stato troppo affrettato o troppo lento.

I SITI DELLE CASE EDITRICI offrono spesso l’opportunità di leggere le prime pagine dei fumetti grazie a delle piccole anteprime. Alcune volte è difficile capire se un fumetto potrebbe fare al caso vostro da poche pagine ma, se invece riesce a catturarvi subito o a incuriosirvi, tanto meglio!

Anche CONSULTARE SITI come Fumettologica, Badcomics o Lo Spazio Bianco potrebbe essere utile. Recensiscono fumetti (anche in anteprima) quindi, quasi sicuramente, avranno recensito anche il fumetto su cui puntate (soprattutto se recente), così potete avere un primo parere. E poi, ovviamente, potete consultare anche i BLOG e i canali YOUTUBE che più vi piacciono e di cui vi fidate.

Forse anche questo è un consiglio banale ma cercate come primo approccio uno STILE DI DISEGNO che vi piaccia per essere invogliati nella lettura e iniziare a educare l'occhio anche alla parte grafica. Con il tempo, quando vi sarete abituati, potrete andare alla ricerca di stili più particolari o che si discostano dai vostri gusti personali, per conoscere nuove soluzioni grafiche e modi di comunicare.

Oggi comunichiamo per immagini e abbiamo anche il social network delle fotografie per eccellenza. Su INSTAGRAM potete andare alla ricerca non solo delle foto del volume che vi interessa per vederlo nella sua fisicità (magari qualcuno ne ha fotografato anche una tavola) ma anche il profilo del suo artista, così potete vederne i lavori e lo stile.

Ultimo consiglio, forse il migliore: ANDATE IN FUMETTERIA e chiedete al fumettaro, che saprà sicuramente consigliarvi e dirigervi al meglio a seconda delle vostre richieste. Avendo esperienza non solo di molte-e-infinite letture ma anche di tante altre persone e richieste come le vostre, saprà sicuramente cosa farne di voi. :)


Questi sono i piccoli consigli che mi sono venuti in mente. Ovviamente ogni lettore è diverso e per alcuni/molti quello che ho scritto potrà sembrare banale, ma spero comunque di essere stata utile a qualcuno! Fatemi sapere se ci sono riuscita o se avete qualche consiglio da aggiungere ai miei. CIAO!

venerdì 5 maggio 2017

RECENSIONE: Pax di Sara Pennypacker

Ciao a tutti!
Vi lascio il mio parere su Pax di Sara Pennypacker, un libro che avevo avvistato in lingua tempo fa e che era rimasto tra i miei pensieri come possibile-futura-lettura. Ho scoperto per puro caso che la Rizzoli lo ha tradotto e pubblicato di recente, quindi ringrazio l'ufficio stampa per avermi accontentata fornendomi una copia digitale del volume! :)


Pax
Pax di Sara Pennypacker

Rizzoli  30 Marzo 2017  300 pagine  16,00 €  ITA
Da quando Peter, dodici anni, ha trovato il volpacchiotto Pax, i due sono sempre stati inseparabili. Un giorno accade l’impensabile: il padre di Peter si arruola per andare in guerra e costringe suo figlio a lasciare la volpe sul ciglio di una strada. Il ragazzo obbedisce, ma non appena arriva a casa del nonno dove è destinato a vivere, capisce di aver fatto l’errore della sua vita. Così parte per ritrovare il suo migliore amico. Un percorso di cinquecento chilometri che gli porterà avventure, guai e amicizie: un viaggio che lo farà crescere. Pax lo aspetta, e nel frattempo scopre luci e ombre della libertà. Tutti e due non vedono l’ora di ritrovarsi, però quel momento non sarà affatto come avevano immaginato.
My rolling thought
«Quindi, qual è la verità? Stai tornando dalla tua volpe o a casa?» «Sono la stessa cosa.»
Come ho scritto in un post di pochissimo tempo fa (QUI), tendo ad evitare il più possibile di leggere libri in cui gli animali sono i protagonisti perché so che non riuscirei ad affrontare determinati episodi che immagino potrebbero accadere. Tuttavia ho letto Pax di Sara Pennypacker, una storia che ha come protagonista una volpe, per due motivi: il primo è che le volpi sono tenere (provate a dire il contrario) e il secondo è che tutto il pacchetto di presentazione - trama, personaggi, copertina, illustrazioni - praticamente urlava di farsi leggere.
La storia si può riassumere molto semplicemente in questo modo:
Peter è un ragazzino di dodici anni che, a causa della guerra, è costretto a lasciare in libertà la sua volpe. Pax è una volpe che, a causa della guerra, è costretta a separarsi dal suo umano.
Nonostante le sue 300 pagine, Pax è un libro che si legge in un batter d’occhio e questo grazie ai punti di vista alternati di Peter e Pax, e ai capitoli molto brevi e scorrevoli.
I capitoli narrati dal punto di vista di Pax sono stati più interessanti di quelli narrati dal punto di vista di Peter, anche se in entrambi ci sono molti concetti ripetuti (Peter che deve ritrovare Pax, la malattia della guerra) e in alcuni punti la storia diventa insensatamente lenta.
Il rapporto tra Pax e Peter è descritto magnificamente: Peter è l’umano di Pax e Pax è la volpe di Peter, e provano l’uno verso l’altro un forte sentimento di affetto e protezione, un legame che non riesce ad annullarsi nemmeno nel momento in cui sono costretti a separarsi.
Pax entra in contatto per la prima volta con un ambiente completamente nuovo e altre volpi del tutto sconosciute, e sperimenta le difficoltà che comporta la privazione di cibo e acqua: è come se dovesse imparare per la prima volta ad essere una volpe.
Peter, in virtù del forte legame che lo unisce a Pax, inizia immediatamente ad avvertire il tradimento compiuto nei confronti della sua volpe e si mette in testa di lasciare la casa del nonno per andare a ritrovarla. Questa avventura, come tutte le avventure di bambini e ragazzini che si mettono in viaggio, si tramuta in un importante viaggio di formazione ma, seppur mi sia abbastanza piaciuto, non sono riuscita a non fare caso ai lavori “dietro le quinte”, a tutti quei piccoli movimenti dalla regia che vogliono portare la storia su quel determinato sentiero. Nel suo viaggio, Peter si imbatte in Vola, una donna che vive in auto-isolamento nella vecchia casetta del nonno e che lo aiuterà a crescere e a capire diverse cose ma anche Peter, a sua volta, aiuterà Vola a farle riprendere in mano la sua vita e a farle accettare cose di e su stessa che prima negava.


Essendo una storia che parla del legame di un bambino con la sua volpe in un momento davvero duro come quello della guerra, mi aspettavo che questo libro mi prendesse maggiormente o che facesse scattare tutto quel meccanismo di ansia e pianti a non finire nei confronti della situazione di pericolo che l’animale protagonista si trova a vivere, ma non è successo nulla di tutto ciò. Dal mio punto di vista, l’autrice si è mantenuta su un livello di narrazione superficiale senza andare troppo in profondità ed è un vero peccato perché ha trattato concetti e situazioni interessanti da un punto di vista particolare, ma non li ha approfonditi come desideravo facesse per donare alla storia un po’ più di spessore.
Il libro è ambientato durante la guerra (azzarderei tra le due Guerre mondiali) e si parla molto di uomini e di come la malattia della guerra gli abbia contagiati; e di come questi uomini, nella loro follia, abbiano distrutto il mondo senza alcuna ragione. Questo è un concetto molto interessante presentato in un modo che non mi è mai capitato di incontrare ma rimane ad aleggiare negli ultimi capitoli del libro senza fissarsi concretamente.
Un altro esempio che si può fare riguardo queste questioni rimaste in sospeso è quello che riguarda la perdita di una persona cara. Peter perde da piccolo una figura importantissima della sua famiglia e si ritrova a dover fare i conti con un sentimento di rabbia e di ostilità che lo consuma da dentro e che non riesce a tirar fuori. Accenni a questa rabbia inespressa ci sono anche nel presente, nel corso della storia, ma la questione non è stata né affrontata né chiarita come si deve.
Come lei stessa ha messo in nota, Sara Pennypacker si è avvalsa del supporto di uno studioso nel campo del comportamento delle volpi (questo è il solo caso in cui l’autrice è riuscita a soddisfarmi parlando di accuratezza nella narrazione) ed è stata una scelta vincente perché gli animali restano animali e non diventano animali “umanizzati”, nel senso che comunicano tra di loro attraverso il loro codice linguistico fatto di suoni e movenze, e sono capaci di capire emozioni, percepire il pericolo e altre cose simili usando il loro fiuto e altre tracce.
In conclusione, Pax è un sì in termini di personaggi e storia ma manca quell’accortezza di profondità negli argomenti trattati che rappresenta il suo punto a sfavore più grande.

★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

martedì 2 maggio 2017

❀ Eroine letterarie ❀

Ciao a tutti!
Come va? Con tutti questi ponti e queste festività ci sto capendo ben poco (non sono una persona religiosa ma dalle mie parti ci sono state diverse feste patronali e, per forza di cose, si sono aggiunti ponti ai tipici ponti di questo periodo), mi sono ritrovata catapultata a Maggio senza che me ne rendessi conto. o.ò Anche per voi è stato così?
Oggi vorrei occupare qualche minuto del vostro tempo con un piccolo post in cui vi parlo di cinque delle mie eroine letterarie preferite. È stato un elenco molto facile e veloce da stilare perché i nomi di queste cinque ragazze letterarie mi sono venuti in mente in modo molto spontaneo e naturale. Potrebbe essere un elenco in evoluzione, nel senso che potrei proporvi altri post di questo tipo parlandovi di altre protagoniste (o anche protagonisti, perché no), ma al momento cinque mi sembrava un buon numero e poi questi personaggi li vedo molto bene insieme.


Anne Shirley e Calpurnia Tate
Anne Shirley: Anne of Greengables, ovvero la nostra Anna dai capelli rossi o Anna dei tetti verdi. Come la si voglia chiamare, è sempre la ragazzina orfana con la parlantina nata dalla penna della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery all’inizio del Novecento. Anche Calpurnia Tate arriva da una penna canadese di origini neozelandesi, quella di Jacqueline Kelly, ma la sua nascita è cronologicamente molto più vicina a noi.
Seppur provengano da due contesti sociali diversi - Anne, dopo aver vissuto in diverse famiglie dopo la morte dei suoi genitori, viene affidata a due fattori; Calpurnia è la figlia di mezzo di una famiglia texana benestante di fine Novecento -, le due ragazzine sono molto, molto simili tra di loro: curiose, intraprendenti, con una marcia in più.
Anne è più spensierata, fantasiosa, esuberante e chiacchierona rispetto a Calpurnia, che invece è più scientifica e meticolosa, ma condividono la stessa aspirazione di trovare il loro posto nel mondo come studiose, vogliono decidere per loro e non si fanno mettere i piedi in testa da niente e da nessuno. Anne e Calpurnia hanno un sogno, un obiettivo, e si impegnano al massimo per poterlo raggiungere.
Sono due personaggi che vedo molto vicini a me stessa per carattere e ambizioni. Anne l’ho conosciuta parecchi anni fa ormai, quando mi è stato regalato il libro di Lucy Maud Montgomery; Calpurnia, invece, è stata una conoscenza recente. QUI potete leggere la mia recensione di L’evoluzione per Calpurnia; per quanto riguarda Anne, non vedo l’ora di vedere la serie tv Anne non appena saranno stati rilasciati tutti gli episodi e magari rileggere anche il libro!

Hermione Granger, Luna Lovegood e Ginny Weasley
Qui sarò molto banale, ma adoro le ragazze della Rowling. Hermione, Luna e Ginny sono completamente diverse tra di loro e fantastiche ognuna a suo modo.
Nata da una famiglia babbana, Hermione sa tutto sull’argomento (semi-citazione) e per questo motivo ne ho sempre ammirato l’intelligenza nonché la saggezza, la risolutezza e l’attivismo sociale nei confronti degli elfi.
Luna invece è tra le tre quella che sento più vicina e che quindi preferisco. È considerata strana dagli studenti di Hogwarts per via dei suoi modi di fare bizzarri ma anche lei è molto arguta e intelligente come Hermione. È una Corvonero esattamente nel modo in cui penso di esserlo anche io: originale ed eccentrica, che viaggia su una frequenza diversa dagli altri (non sentendosi assolutamente superiore o inferiore, come vorrebbe farla sentire qualcun altro) e che tiene tutti in considerazione, non avendo paura di essere discriminata per ciò in cui crede e quello che pensa.
Ginny, al contrario, è leggermente più lontana da me rispetto Hermione e Luna, ma non posso non tenerla in conto parlando di eroine letterarie. Unica figlia femmina dopo sei maschi ai quali sa tenere testa, dal grande spirito competitivo e sotto certi aspetti anche popolare. Dal primo libro, in cui si presenta come una ragazzina timida e impacciata, affronta diverse prove che la portano ad essere sempre più coraggiosa e forte, una vera Grifondoro.
Inutile che sottolinei anche il fatto che di queste tre ragazze ammiro la fedeltà nei confronti degli amici, della famiglia e di Hogwarts, vero?!


Spero che questo *breve* post vi sia piaciuto e che l’abbiate trovato interessante. Fatemi sapere nei commenti quali sono le vostre eroine letterarie e perché, e se ne condividete qualcuna con me. Grazie ♥︎ e A PRESTO!