sabato 1 luglio 2017

MARE DI LIBRI 2017: Interviste a Jennifer Donnelly, Katherine Rundell e Natasha Pulley!

Ciao a tutti!
Mettetevi seduti comodi e preparatevi a leggere non uno ma ben quattro post di interviste! Insieme a Denise, Juliette e Valentina, mi è stata data la possibilità (⭐︎ grazie infinitamente di cuore ⭐︎) di intervistare Jennifer Donnelly, Katherine Rundell e Natasha Pulley, tre autrici ospiti della X edizione di Mare di Libri, e oggi condividiamo con voi le nostre domande e le loro risposte.
Sono riuscita a partecipare fisicamente solo alle interviste di Jennifer Donnelly e Katherine Rundell (perché avevo il treno di ritorno a casa .__.) ma ho contribuito insieme alle altre ragazze alla formulazione di alcune domande per Natasha Pulley. Sono state tutte e tre super carine, adorabili e disponibili, mi hanno incuriosito tantissimo sia come persone che come scrittrici. Spero possa essere lo stesso anche per voi!
Se volete saperne di più, vi lascio QUI il resoconto dell’evento e QUI e QUI le recensioni ai loro libri.

© FONTE

Jennifer Donnelly

Jennifer Donnelly è una scrittrice americana di romanzi young adult e romanzi storici. Ha scritto ben undici romanzi, tra cui anche Beauty and the Beast: Lost in a Book. Qui in Italia sono stati tradotti dalla Mondadori Una voce dal lagoLa strada nell’ombra, dalla Sonzogno i tre libri della serie The Tea Rose (I giorni del tè e delle rose, Come una rosa d’inverno, La rosa selvatica) e i primi due libri della Waterfire Saga, Deep Blue (Disney) e Onda malvagia (Giunti). Nel 2003 ha vinto la Carnegie Medal per Una voce dal lago. 
Quanto sono importanti gli adulti come l’insegnante di Mattie per i bambini per seguire i loro sogni? 
Quanto è importante per me questo messaggio? È estremamente importante, questo è il vero messaggio di Una voce dal lago. Volevo parlare alle giovani donne attraverso il personaggio di Mattie e dire che è estremamente importate scegliere il proprio cammino anche se è difficile, anche se le persone come gli insegnanti, i genitori, gli amici e i fidanzati ti dicono quello che dovresti fare, quale cammino prendere. Devi concentrarti su ciò che tu vuoi. Non aspettarti che sia facile, perché non è facile, e io penso che molti ragazzi pensano, sai, e se dovessi avere degli ostacoli, se dovessi fallire, se non dovesse andare bene. Volevo dire che ci sono scelte sbagliate, ho voluto dire che c’è un processo, e si fallisce tanto ed è difficile, ma bisogna seguirlo comunque.
Da dove hai preso ispirazione riguardo l’abitudine di Mattie di aprire ogni mattina il vocabolario per imparare una parola nuova?
L’ho probabilmente presa da me! Parlando di quanto amo le parole, è una specie di cosa da nerd che amavo fare da ragazza e anche adesso. Ho un grande vocabolario Oxford di inglese a casa mia, sulla mia scrivania, e trovo ogni scusa che posso per passare del tempo a sfogliare le pagine e imparare nuove parole. Lo amo, semplicemente. É davvero da nerd, ma lo amo.
Preferisci La Sirenetta o La Bella e la Bestia?
Quale preferisco? Oh, mi piacciono entrambe! Mi piacciono davvero entrambe! Mi piacciono entrambe queste fiabe e mi piacciono le fiabe in generale. In particolare le fiabe dei Grimm, che sono oscure e sanguinolente, e credo che anche i bambini vi reagiscano. Credo che la ragione sia perché i bambini sanno che ci sono i mostri nel mondo, non è niente di nuovo per loro e lo percepiscono, e credo che a loro non piaccia quando diciamo che va tutto bene, che dovresti essere felice tutto il tempo. Penso che il modo in cui reagiscano alle fiabe è che sì, ci sono i mostri ma questo è il modo in cui li sconfiggi, questo è come li superi. Quindi le amo, tutte.
I tuoi libri preferiti di quando eri bambina?
Quando ero una bambina… oh, mio Dio! Non c’erano molti libri per bambini. Mi piacciono le fiabe classiche e abbiamo questa serie che si chiama Little House on the Prairie di Laura Ingalls Wilder, che parla dell’essere degli americani di frontiera nel 1800 che amavo molto, e A Wrinkle in Time di Madeleine L’Engle, non so se avete questo libro qui. E poi molti romanzi di Dickens e da più grande alcuni scrittori americani, The Scarlet Letter. Abbiamo letto A Clockwork Orange a scuola…
Ti piace la storia inglese? Hai citato prima Enrico VIII e adesso Oliver Cromwell…
Amo la storia inglese, sì. Sì, amo i Tudor e ho studiato tanta storia inglese e storia europea quando ero al College. Amo Dante, ho un grande busto in marmo di Dante a casa mia!

© FONTE

Katherine Rundell

Katherine Rundell è nata nel Kent, in Inghilterra, e ha trascorso la sua infanzia in Zimbabwe per via del lavoro da diplomatico del padre. A quattordici anni, si è trasferita con la sua famiglia a Bruxelles. Il suo primo libro si intitola The Girl Savage e nasce dal suo amore per lo Zimbabwe e la sua infanzia trascorsa lì, seguono Rooftoppers (Sophie sui tetti di Parigi, Rizzoli) e The Wolf Wilder (La ragazza dei lupi, Rizzoli). Il suo prossimo libro si intitla The Explorer e attualmente sta lavorando ad altri romanzi, per la precisione cinque. Era solita iniziare la giornata con una ruota (“Leggere è esattamente come fare la ruota: ti fa vedere il mondo da un altro punto di vista e ti lascia senza respiro"); adesso, da amante del circo, cammina sulla fune per mantenere la concentrazione.
Sei mai stata su un tetto a Parigi?
Sì, ci sono stata! Quando ero più giovane mi arrampicavo un sacco. Sono sempre stata affascinata dalle altezze quindi mi arrampicavo sulle rocce e poi sugli edifici, e per divertimento andavo ad arrampicarmi di notte. Mi sono arrampicata con l’imbracatura soprattutto in Inghilterra, ma ogni tanto mi sono arrampicata una volta a New York, un paio di volte a Parigi. Parigi ha un bellissimo skyline. I tetti di Parigi non sono così alti e ci sono pochi grattacieli quindi è più facile andare su un tetto a Parigi, ti arrampichi su un tubo e sei su.
Il tuo panorama preferito?
Penso… A Londra c’è questo grande grattacielo che si chiama Center Point e io e un mio amico ci siamo arrampicati di notte, che non è del tutto legale. Quindi, ci siamo arrampicati fino in cima al Center Point e da lì c’è proprio il cuore di Londra e tutte le parti di Londra che durante il giorno sono terribili, come Piccadilly Circus (un po’ come Times Square), sporche e affollate, dall’alto sembrano magiche, sembra come un palazzo incantato, e all’improvviso si vede il mondo in modo diverso.
Le somiglianze e le differenze tra Sophie e Feo.
Penso che abbiano in comune il fatto che sono entrambe testarde, hanno idee che non riesco a togliersi dalla testa. E credo che dimentichiamo che i bambini sono ossessivi, diventano ossessivi su qualcosa come, sai, ad esempio quando vogliono un cane, e vogliono un cane per dieci anni! Invece quando sei adulto, se non puoi avere una cosa, probabilmente sei disposto a lasciarla andare più facilmente, a volte. Quindi ho voluto scrivere della loro ossessività. Ho voluto scrivere di ragazzine con una grande cuore che amano ardentemente perché penso che sia una cosa che non tutti i bambini fanno. Ovviamente ci sono delle differenze… penso che Feodora sia un po’ più selvaggia e un po’ meno riflessiva rispetto Sophie. Sophie vuole l’avventura ma vuole anche studiare e suonare il violoncello. Feodora non va dietro queste cose.
Dal momento che hai viaggiato così tanto, qual è il tuo paese preferito? Quello che vorresti visitare? Ambienteresti un romanzo in Italia?
Penso che il mio paese preferito sia probabilmente lo Zimbabwe ma non ci vivrei perché al momento è politicamente troppo difficile. Però mi piacerebbe tornarci tanto quanto mi è possibile. E… posti preferiti da visitare, penso l’Italia perché qualunque inglese ha questa storia d’amore con l’Italia perché è bellissima e in Inghilterra piove tutto il tempo e in Italia, per quanto ne so, non piove mai, c’è sempre il sole. Penso che un giorno ambienterò un romanzo in Italia. Ho promosso un film l’anno scorso che è ambientato in Italia, a Roma. Amo i posti in cui non sono mai stata, vorrei andare disperatamente in Giappone e in India, in quella parte del mondo, ma è lontano è abbastanza costoso quindi sto mettendo i soldi da parte!
Pensiamo che tu abbia una vita avventurosa quindi dovresti prendere in considerazione l'idea di scrivere un’autobiografia…
Oh, no! Sono così noiose! Sarebbe “Sono andata a scuola, tanto…”
… su tutte queste avventure in tutti questi paesi…
Sono stata veramente fortunata. Mio padre era un diplomatico per lo Sviluppo internazionale e gli aiuti esteri quindi da bambina è sempre stato normale viaggiare. Ora che non viaggio inizia ad essere anormale. Quindi devo, devo viaggiare!
Per il finale di Sophie sui tetti di Parigi. Una delle frasi è “Mai ignorare una possibilità”. È importante dire a un bambino che se c’è una possibilità bisogna seguirla?
La mia esperienza da bambina è che c’erano moltissime cose eccitanti e anche travolgenti quindi bisogna dire ad un bambino "se vedi qualcosa che potrebbe essere un’avventura, seguila". Never ignore a possible è la citazione in inglese e questo significa fa’ attenzione al mondo perché il mondo offre delle possibilità e se non fai attenzione le perdi. Quindi ascolta le persone e osserva il mondo attentamente. E penso che i bambini siano dei buoni osservatori del mondo.

ATTENZIONE! Spoiler per chi non ha letto Sophie sui tetti di parigi.

Momento fangirl di Veronica. *
La mia teoria sulla fine di Sophie è che alla fine Charles e la madre di Sophie si mettono insieme perché sono adorabili. Amo Charles, vorrei essere sua figlia o la sorella maggiore di Sophie.
Ricevo molte lettere da adulti che dicono “Charles è una persona vera? Se è single, vorrei sposarlo”!

© FONTE

Natasha Pulley

Natasha Pulley è una scrittrice inglese. Ha studiato letteratura a Oxford e si è laureata in scrittura creativa alla University of East Anglia. Ha lavorato come libraia da Waterstones e poi nella squadra editoriale di Cambridge University Press. Ha passato un lungo periodo in Giappone. L’orologiaio di Filigree Street è il suo primo romanzo, a cui dovrebbero seguire un prequel e un sequel. Ad Agosto è prevista l’uscita del suo secondo lavoro, The Bedlam Stacks.
Dato che hai passato molto tempo in Giappone, cosa ti è piaciuto di questo Paese?
Ci sono molte cose da amare in Giappone, sarebbe davvero sciocco dirne solo una. Penso che una delle cose più straordinarie è che hanno i bagni pubblici da cui sgorga l’acqua. C’è tutto un rituale per entrare nella vasca per cui devi lavarti, cambiarti, e tutti entrano nella stessa vasca. Hanno tanta acqua calda che arriva dal terreno ed è strano ma anche piacevole, estremamente piacevole. Penso che nei paesi in cui non c’è la tradizione dei bagni pubblici pensi “oh, dio, non voglio stare nudo davanti a degli sconosciuti, è strano”! Ma è davvero bello, e lo consiglio a tutti coloro che vanno in Giappone.
Per quanto riguarda il libro: le descrizioni sono molto vivide, ricche e dettagliate. Hai assistito al procedimento per creare un orologio o hai incontrato un orologiaio?
Non ho mai incontrato un orologiaio e non sono mai stata nel laboratorio di un orologiaio. Quello che ho fatto è stato comprare un libro su come costruire orologi e poi ho comprato degli ingranaggi, e ho cercato di metterne un paio insieme. È estremamente complicato e non sono riuscita a farlo, ma è stato comunque interessante. Quindi no, nessuna esperienza diretta di qualunque tipo, ero davvero pigra. Mi limito a sedermi alla scrivania e a leggere il libro.
Hai preso parte alla creazione della cover del libro? Ti piace?
Per niente—Oh, mi piace! Il mio editore disse “facciamone un paio” e io “mm, okay, vediamo come va”. E quando hanno realizzato questa sono rimasta sorpresa perché penso che i colori siano strani. Nell’edizione inglese questo è in oro, oro e nero con questo strano verde, e non capivo il verde perché è un verde brillante. Usano il radio per gli orologi ed è stata un’idea fantastica. All’inizio non mi piaceva per niente, pensavo che non funzionasse perché era strana, ma poi chissà, vedendola, mi è piaciuta molto.
Perché anche Matsumoto proviene dal Giappone? Perché non scegliere un’altra nazione?
È stato molto utile avere un’altra prospettiva di Mori. Quello che volevo è che qualcun altro avesse conosciuto Mori quando era giovane. Abbiamo Ito, e abbiamo un po’ di ammirazione da Ito, ma Ito non parla granché a Grace. Matsumoto sì, Matsumoto è sempre lì. Al tempo, la classe superiore in Giappone era molto piccola, unita, e si conoscevano tra di loro. Il clan di Mori era molto ricco e anche Matsumoto. Volevo che qualcuno vedesse Mori fare qualcosa di strano, che è quello che fa Matsumoto. Ma anche perché il libro si concentra molto sul Giappone, l’influenza dell’Inghilterra sul Giappone e quella del Giappone sull’Inghilterra, e sarebbe stato narrativamente incoerente inserire qualcuno da un altro paese, iniziare a parlare della Cina per esempio. Quindi questa è la ragione.

4 commenti:

  1. Che splendida splendida giornata sabato *o* anche io non sarò mai grata abbastanza per questa esperienza! Parlare con gli autori a quattr'occhi è sempre un'emozione unica (al punto che ormai manco riesco più a parlare come abbiamo visto ._.) non vedo l'ora che sia giugno 2018 :D anzi no... maggio 2018 (che esce il programma!)

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    1. Sì, hai ragione *--* è stata una giornata piena ma fantastica! :D
      Ma tanto poi inizio ad assillarti io per il programma, tranquilla. (Y)

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  2. ciao! Complimenti per le interviste! Molto interessanti! Aggiungo subito i loro libri alla mia wish-list!

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    1. grazie mille e buona lettura (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧

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