venerdì 21 luglio 2017

RECENSIONE: Heartless di Marissa Meyer

Ciao a tutti!
La mia sessione di esami è finita, Luglio è quasi finito (vieni, vieni autunno!) e si avvicina un breve periodo di vacanza in cui spero di riuscire a recuperare qualche lettura. A voi come va? :-)
Volevo avvisarvi con un po’ di anticipo che ad Agosto il blog si fermerà per la pausa estiva  ci saranno solo altri due o tre post dopo questo , così potrò fare mente locale e valutare l’andamento del blog, pensare a nuovi post e a nuovi progetti.
Ah, stavo dimenticando! Domani sarò all’incontro con Holly Black e Cassandra Clare a Firenze! Fatemi sapere se ci sarete anche voi, possiamo scambiarci un salutino.
Dopo tutte queste chiacchiere, torniamo in argomento. Il mese scorso è uscito in tutte le librerie Winter di Marissa Meyer, volume conclusivo delle Cronache Lunari. Io oggi vi parlo di Heartless, un altro suo retelling.


Heartless
di Marissa Meyer

Macmillan Children’s Books 9 Febbraio 2017  455 pagine  7,70 €  ENG
Molto prima che Alice cadesse nella tana del Bianconiglio… E prima che le rose venissero dipinte di rosso… La Regina di Cuori era solo una ragazza, innamorata per la prima volta.

My rolling thought
A heart, once stolen, can never be taken back.
Heartless è un volume autoconclusivo ambientato nel Paese delle Meraviglie prima dell’arrivo di Alice che racconta la storia di come la Regina di Cuori è diventata la Regina di Cuori.
Tutti conosciamo la Regina di Cuori di Lewis Carroll, un personaggio cattivo, egoista, cinico, freddo e senza cuore, che taglia teste per un nonnulla e con una grande passione per le tartine al limone. Ma ogni antagonista, ogni cattivo, ha la sua storia personale, fatta di sofferenze, privazioni e tormenti, che lo ha reso quello che è. Cosa è successo nella vita della Regina di Cuori per farla diventare una donna del genere?
Marissa Meyer ci racconta la sua versione della storia della Regina di Cuori parlandoci delle vicende di una giovane Catherine Pinkerton e del suo grande sogno di aprire una pasticceria insieme a Marianna, sua amica e domestica di famiglia, e allo Stregatto. Catherine è bravissima a preparare dolci, la più abile e rinomata di tutto il paese: torte, crostate e macaron non hanno segreti per lei, fanno gola a tutti, anche al Re di Cuori. Catherine vuole essere indipendente, realizzare i suoi sogni e aprire la sua attività, ma questa sua forte ambizione si scontra con quella della sua famiglia che la vuole sposata con il Re di Cuori, che ha mostrato interessi nei suoi confronti. Catherine detesta il Re, non gli piace il suo carattere e non gli piace il suo aspetto, lo approva solamente come sovrano, ovvero quando è lontano e non ha a che fare con lei. Per questo, durante il ballo organizzato per ufficializzare il fidanzamento tra Catherine e il Re di Cuori, Catherine decide di scappare. Nella fuga si imbatte in Jest, il giullare di corte, la prima persona verso la quale Catherine inizia a provare qualcosa. Per poter realizzare il suo sogno e il suo sentimento d’amore, Catherine dovrà lottare contro i suoi genitori, il Re, la Regina Bianca e anche il Ciciarampa, perché nessuno la capisce, perché “qual è il problema nel diventare regina?”
Il retelling è uno dei miei generi preferiti e sono anche abbastanza difficile da accontentare; in un’opera di rielaborazione, per me, è essenziale che il testo di riferimento non venga stravolto e che, allo stesso tempo, presenti elementi originali introdotti dall’autore che ne dimostrino la fantasia e la capacità di muoversi su un terreno già ben conosciuto. In questo, Marissa Meyer e A.G. Howard sono le uniche due autrici che riescono sempre a soddisfarmi. Quando si parla di retelling, infatti, Marissa Meyer è imbattibile: riprende gli elementi caratterizzanti di ogni testo e i suoi personaggi, ci gioca e li plasma seguendo la sua ispirazione, senza mai snaturarli e mettendo in evidenza potenzialità, peculiarità e difetti.
Marissa Meyer riprende i personaggi principali dell’opera di Carroll e ce li presenta in un momento della loro vita in cui non sono ancora quelli che tutti conoscono, ovvero personaggi che non hanno ancora subito l’influenza della Regina di Cuori e a cui non mancano (ancora) diversi venerdì. Per alcuni personaggi in particolare — il Cappellaio Matto, lo Stregatto e, ovviamente, la Regina di Cuori —, seguiamo il loro completo percorso evolutivo, una serie di eventi, incontri e relazioni che si sommano tra loro e che li portano ad essere ciò per cui sono famosi: matti, enigmatici, perfidi.
La Meyer ha reso giustizia al Paese delle Meraviglie attraverso le sue descrizioni, le atmosfere e i personaggi secondari, mettendone in evidenza i lati oscuri e quelli folli. Ho apprezzato tantissimo la citazioni a Edgar Allan Poe e al suo Corvo, giocando sul famoso indovinello Why is a raven like a writing-desk?, che porta un'altra bella dose di oscurità e follia. (Marissa Meyer è riuscita a mettere insieme in un solo libro i miei due autori preferiti di sempre, Lewis Carroll ed Edgar Allan Poe!)
Heartless è il punto di incontro tra il tempo di Lewis Carroll e il tempo di Marissa Meyer. Una delle possibili chiavi di lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie è quella di critica alla società Vittoriana da parte di Carroll attraverso i personaggi e il linguaggio ricco di giochi di parole, indovinelli e poesie. Marissa Meyer si concentra molto sulle convenzioni sociali del tempo di Carroll, in particolare sull’impossibilità di una ragazza di sposare la persona amata ed essere indipendente, rilanciando anche lei il messaggio di come sia importante seguire il proprio cuore, i propri sogni e seguire le proprie aspirazioni nel nostro, di tempo.
Ci sono però diversi aspetti negativi che non mi hanno fatto amare del tutto Heartless, ed è un vero peccato. La parte del retelling è davvero fatta bene, un po' di problemi li ho trovati nella nostra futura Regina di Cuori.
La storia in più e più punti è molto, molto lenta: ci sono pochi colpi di scena e tende a ripetersi in cerchio come la Maratonda. Catherine è un po’ un Capitan Libeccio, più passiva che risoluta nel voler davvero cambiare le sorti del suo futuro, rimugina un sacco su ciò che vuole e non vuole per se stessa senza arrivare a soluzione concrete o mettersi in moto, si muove solo quando il vento la spinge, ovvero quando la situazione si mette inevitabilmente male e va a sbatterci la testa. Non credo dipenda dal fatto che le sorti del suo personaggio siano segnate fin dall'inizio, perché ci si può impegnare per cambiare qualcosa e fallire lo stesso (Catherine avrebbe potuto provarci davvero e alla fine fallire, intanto ci ha provato), ma che la storia sia proprio più teorica che pratica, si concentra molto nella descrizione dei suoi sogni e delle sue ispirazioni — e dei suoi dolci (Heartless mette una fame allucinante!). Tutto molto bello, ma ci voleva un po' di sostanza in più. Inoltre il passaggio di Cath da Catherine a Regina di Cuori non è stato analizzato e sviluppato con la dovuta attenzione, è stato un cambiamento troppo veloce e repentino, lo stacco da “giovane ragazza innamorata con sogni e speranze” a “perfida tiranna senza cuore, TAGLIATEGLI LA TEEESTAAA!!” è troppo netto.
Se la Meyer avesse avuto più cura di Catherine e avesse spinto di più sull’atmosfera dark del romanzo, che ha dell’ottimo potenziale già di per sé, ne sarebbe venuto fuori un lavoro davvero ineccepibile. In questo modo Heartless si limita ad essere solamente un libro godibile, scritto bene e con delle ottime idee.

★★★½☆
Good. :)

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