martedì 27 marzo 2018

THE SHAPE OF WATER ♒︎ La forma dell'acqua di Guillermo del Toro

Ciao a tutti!
Il momento cinematografico del mese è arrivato e ho scelto di parlarvi di The Shape of Water di Guillermo del Toro. La storia di Eliza e della creatura marina è stata raccontata da Del Toro e Daniel Kraus anche nell’omonimo romanzo pubblicato in Italia dalla Tre60 — io non l’ho letto, quindi non so se si tratta della novellizzazione fedele del film o se aggiunge qualcosa di nuovo, quindi se voi l’avete letto e se avete visto il film fatemi sapere. E ovviamente fatemi sapere il vostro parere su questo film!


La forma dell’acqua
The Shape of Water di Guillermo del Toro

14 Febbraio 2018  123 minuti  DRAMMATICO, FANTASYSENTIMENTALE
A causa del suo mutismo, l'addetta alle pulizie Elisa (Sally Hawkins) si sente intrappolata in un mondo di silenzio e solitudine, specchiandosi negli sguardi degli altri si vede come un essere incompleto e difettoso, così vive la routine quotidiana senza grosse ambizioni o aspettative. Incaricate di ripulire un laboratorio segreto, Elisa e la collega Zelda (Octavia Spencer) si imbattono per caso in un pericoloso esperimento governativo: una creatura squamosa dall'aspetto umanoide, tenuta in una vasca sigillata piena d'aqua. Eliza si avvicina sempre di più al "mostro", costruendo con lui una tenera complicità che farà seriamente preoccupare i suoi superiori. 

My rolling thought
Se vi parlassi di questo, che cosa vi direi? Vi metterei solo in guardia su una storia di amore e perdita. E sul mostro che voleva distruggere ogni cosa.
Eliza, una donna che soffre di mutismo da quando era bambina a causa di un incidente, lavora come donna delle pulizie all’interno di un centro di ricerca sperimentale americano degli anni Sessanta. Durante uno dei suoi turni di lavoro notturni, entra in contatto con una strana creatura marina che gli scienziati hanno scoperto in Amazzonia e che stanno studiando. Pian piano tra Eliza e la creatura marina si sviluppa un rapporto molto forte che nel tempo si evolverà in qualcosa di più.
The Shape of Water è un film che aspettavo di vedere veramente, veramente tanto e per il quale avevo delle aspettative altissime (che non sono state deluse). Nonostante di Guillermo del Toro abbia visto e amato per motivi diversi Il labirinto del fauno e Crimson Peak, non mi sento di affermare che sia uno dei miei registi preferiti perché lo conosco poco, sento di dover vedere ancora altro di suo. Provo un grande apprezzamento nei suoi confronti, e la sua poetica e la sua estetica rientrano assolutamente nei miei gusti. Ciò che apprezzo maggiormente dei suoi film è la sua abilità di dar vita a storie che possono essere considerate fiabe per adulti in cui l’elemento fantastico sempre ricorrente si sovrappone a situazioni storiche e/o reali in modo molto elegante e sottile, e soprattutto plausibile.
The Shape of Water rientra in pieno in questo schema: il film si apre con una voce fuori campo che introduce la storia e i personaggi come se stesse raccontando una fiaba, e le prime immagini proposte riguardano scene e situazioni a metà tra sogno e realtà che mettono fin da subito in evidenza la componente fantastica e che fanno entrare immediatamente lo spettatore nell’atmosfera della storia. Ad entrare nel mood contribuisce anche la fotografia, una fotografia come sempre spettacolare, lirica e onirica, in cui i toni sono esclusivamente quelli del verde acqua e dell’azzurro che richiamano la creatura marina e le profondità delle acque.
Come tutte le fiabe, che non sono mai fine a se stesse ma che veicolano una morale attraverso i personaggi e i fatti narrati, anche la pellicola di Del Toro trasmettere agli spettatori un messaggio ben preciso, alla cui definizione concorre in particolare il periodo storico in cui è ambientata e la mentalità del tempo.
La storia è ambientata nell’America degli anni Sessanta, un dato che viene costantemente ricordato allo spettatore durante tutto il film attraverso programmi televisivi, giornali e altri mezzi di comunicazione. È un periodo storico in cui in America era forte il razzismo, l’omofobia, la xenofobia (in poche parole la paura del diverso) e il sessismo, il tutto amplificato dalla Guerra Fredda. Proponendo in questo contesto la storia di una donna affetta da mutismo e di una creatura marina che si innamorano, il messaggio che vuole lanciare Del Toro è chiarissimo.


The Shape of Water è un film in cui il diverso è sempre al centro. Questa condizione non riguarda esclusivamente la creatura marina ma si estende a più personaggi, a partire dalla stessa Eliza, che per la sua impossibilità di parlare e per il suo essere donna viene considerata inferiore. Condividono con lei questa condizione anche Zelda, l’amica di colore di Eliza che permette di affrontare la questione del razzismo, e Giles, il suo vecchio vicino che permette di porre l’accento sull’omofobia. Fino ad arrivare al diverso per eccellenza che è rappresentato dalla creatura marina, una diversità che si rende subito palese da un punto di vista esteriore.
In poche parole, il film ha come personaggi centrali tutte quelle persone che la società tende a emarginare e a escludere perché si ferma all’apparenza invece di considerare la sostanza delle persone, un atteggiamento incarnato perfettamente dal personaggio antagonista di questa storia: Richard Strickland. Il colonnello Strickland rappresenta in pieno l’America degli anni Sessanta, violenta e razzista, e la sua posizione privilegiata e di comando gli permette di punire tutti coloro che non rientrano nello standard socialmente accettato.
Alla fine Del Toro propone il più tipico rovesciamento dei ruoli che possa esserci: il mostro non è la creatura marina, bensì un essere umano che minaccia i suoi stessi simili.
Nonostante tutti questi miei elogi e il fatto che lo reputi un bellissimo film che ha meritato in pieno i suoi Oscar, ho avvertito la mancanza di *quel* qualcosa in più che non mi ha permesso di apprezzarlo del tutto e di considerarlo un film memorabile (come invece mi è successo con Il labirinto del fauno).
The Shape of Water, un film a metà tra sogno e realtà che racconta una bella storia e che veicola un messaggio molto importante, è un inno al diverso e all’unione tra le persone. Seppur sia ambientato in un periodo ben preciso del passato e con una determinata situazione politica e sociale, convoglia un messaggio sempre attuale e utile soprattutto nella nostra epoca: andare oltre quello che vedono semplicemente gli occhi per scoprire veramente qual è la forma di una persona.

★★★½
Awesome! :D

6 commenti:

  1. Ciao! Si è parlato tanto di questo film...devo ammettere che sono curiosa :-)

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    1. Beh, sì, è stato un film non solo molto attesto ma anche con un forte messaggio.

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  2. Non ho letto il libro però avevo aspettative altissime sul film ma sono rimasta un po delusa, mi aspettavo di più :(

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    1. Oh, peccato :( cosa non ti ha convinto?

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  3. Il romanzo è già sul mio comodino. Ma il film... Il film l'ho amato profondamente.

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    1. Oh, allora aspetto di leggere la tua recensione per il libro che sono curiosa di sapere com'è. :)
      Io non l'ho amato tanto quanto "Il labirinto del fauno" ma ci è mancato poco.

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