martedì 10 aprile 2018

LIBRINPRATICA: Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità di Marie Kondo

Ciao a tutti!
Il post discussione di questo mese mi permette di aprire un discorso che si protrarrà anche nei post discussione dei prossimi mesi che riguarderà vari temi legati ai libri, alle nostre librerie e al rapporto che abbiamo con esse.
l i b r i n p r a t i c a quindi non è una nuova rubrica, ma mi sembrava un nome carino per introdurre questo post e il suo contenuto. Ho infatti letto i due manuali di Marie Kondo sul riordino, Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità, e li ho messi in pratica.
Mi piacerebbe parlarvi di questi due volumi, di cosa penso di loro e di questo metodo, e della mia esperienza personale sul e di riordino. Una recensione non mi sembrava funzionale allo scopo, quindi, in maniera molto libera, vi lascio il mio pensiero.


Il magico potere del riordino & 96 lezioni di felicità
di Marie Kondo
Un rito di passaggio che vi permette di fare un inventario della vostra interiorità.
Cosa ho pensato immediatamente dopo aver finito di leggere Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità di Marie Kondo:
  1. Marie Kondo è una pazza scatenata;
  2. Marie Kondo mi ha battuto sul tempo, una cosa del genere (in parte) avrei potuta scriverla anche io e avere (in parte) il suo stesso successo.
Mi spiego meglio.
Marie Kondo è una giovane donna giapponese che fin da piccola ha la passione per il riordino. Nel corso della sua vita ha sperimentato molti metodi di riordino, dai “consigli della nonna” ai consigli delle riviste per casalinghi, ma nessuno è mai riuscita a soddisfarla in pieno. È quindi con il tempo arrivata a perfezionare un suo metodo personale, infallibile a detta sua e dei suoi clienti, che adesso espone in conferenze e corsi che tiene in giro per il mondo. Per chi non ha la possibilità di prendervi parte, ha scritto questi due manuali.
Dico che Marie Kondo è una pazza scatenata perché è davvero convinta della filosofia del suo metodo e di quello che fa, da quello che scrive traspare tutto il suo entusiasmo e la sua passione per la sua attività e riesce a trasmetterlo benissimo al suo pubblico; ma anche perché, se ci ferma a una lettura superficiale e solo teorica del suo pensiero, quello che dice può sembrare completamente assurdo.
Dico poi, con un pizzico di simpatia, che avrei potuto (in parte) scrivere anche io quello che ha scritto lei perché mi sono ritrovata in alcuni pensieri della sua filosofia di riordino e perché effettivamente mettevo — metto — in pratica alcuni dei suoi consigli senza sapere che facessero parte del suo metodo (sono infatti, fin da piccola, una persona molto ordinata e precisa, e mi piace avere le cose al proprio posto).
Ma come mai mi sono ritrovata a leggere questi due manuali? A fine febbraio ho dato un esame sul quale mi sono concentrata per un mese e mezzo circa praticamente quasi tutti i giorni. Avendo avuto solo questo esame per la testa sono arrivata a trascurare l’ordine della mia camera ma, una volta libera, ho sentito la necessità di dare una bella riordinata al mio spazio per riflesso dare ordine anche a me stessa e riprendere il contatto con la realtà. In questa occasione mi sono venuti in mente i libri di Marie Kondo, che ho voluto provare a leggere prima di riordinare per ricavarne qualche spunto interessante da mettere in pratica.

Il metodo di Marie Kondo si basa su questa semplice affermazione: riordinare è magico. Non si tratta semplicemente dell’atto di spostare delle cose per rimetterle nella loro posizione originale, ma passare in rassegna tutto ciò che si possiede, rendersi conto se quell’oggetto ci rende felici o meno, tenerlo o disfarlo sulla base della risposta-sensazione che ci dà, e metterlo poi al proprio posto.
Letta così sembra una cosa senza senso, come ho scritto poco fa, ma dietro c’è una vera e propria filosofia che ha come risultato non solo avere una casa dall’aspetto gradevole, ordinato e organizzato, ma anche fare ordine nella propria vita mentre si fa ordine nello spazio che ci circonda e in cui siamo quotidianamente immersi.
È un metodo che si applica principalmente allo stile di vita giapponese: gli appartamenti sono piccoli e c’è bisogno di sfruttare lo spazio alla sua massima potenzialità cercando contemporaneamente di non finire sommersi da ciò che si possiede, inoltre la mentalità giapponese tende a stabilire un forte legame con gli oggetti che si possiedono dandogli un’anima, uno spirito. Cogliendo il senso profondo del metodo, lo si può applicare a qualsiasi stile di vita. Il mio consiglio, se siete interessati alla lettura dei due manuali, è andare oltre il semplice testo scritto e di leggere tra le righe, filtrarlo attraverso il proprio punto di vista e, perché no, applicarlo in base alle proprie necessità. Se questo metodo non fa presa su di voi, avrete comunque ampliato i vostri orizzonti attraverso l’approccio a una mentalità e a uno stile di vita diversi.
Ne Il magico potere del riordino Marie Kondo non entra nel dettaglio di come riordinare, si concentra maggiormente nello spiegare come è nato il suo metodo, la filosofia che c’è dietro, gli obiettivi che si è posta e i risultati che ha raggiunto. È un libro di stampo prettamente autoreferienziale, in cui la Kondo mette in rilievo quanto sia brava, quanto i suoi clienti siano rimasti soddisfatti, e i suoi successi. Da un punto di vista puramente di marketing ci sta, perché deve convincere le persone a leggere il suo libro e dimostrare che il suo metodo è valido e che funziona, ma non è quello che a me interessava leggere. Ci sono dei momenti in cui dà dei consigli pratici, ma sono piuttosto riduttivi e generali. Con 96 lezioni di felicità si entra invece nella pratica del riordino, ci sono dei veri e propri consigli da seguire e attuare. Ripete alcuni parti de Il magico potere del riordino, ma l’ho trovato decisamente più utile, completo ed efficace. Se volete mettere direttamente in pratica il metodo e avere una visione d’insieme della filosofia che c’è dietro, vi consiglio direttamente 96 consigli di felicità; al contrario, se siete più interessati alla storia del metodo e alla sua filosofia con un sommario apparato di consigli, potete rivolgervi a Il magico potere del riordino.

Nel video vi faccio vedere la mia scrivania, il luogo da cui vi scrivo, e la mia postazione di lettura, quando non leggo in treno e non è occupata da Molly Brown (che ha reclamato la sedia a dondolo come suo Trono di Spade), e il modo in cui ho reso piacevole l'ambiente attraverso piccoli oggetti, candele, piantine, quadri e fiori che mi mettono allegria e mi ispirano.
Non mi soffermo, oltre quanto già detto, ad illustrarvi il metodo di Marie Kondo per diversi motivi: a) trovo senza senso riassumere il contenuto dei manuali quando si possono leggere i manuali stessi, b) internet e in particolare youtube sono pieni, rispettivamente, di articoli e di video che esplicano il metodo nei minimi dettagli.
Mi piacerebbe però passare in rassegna alcuni punti che mi hanno colpito (perché condivido il pensiero che c’è alla base) o che mi hanno fatto riflettere (perché non ci avevo mai pensato prima o perché sono in disaccordo).
  • Marie Kondo consiglia di riordinare tutto e in una sola volta per evitare l’effetto boomerang, ovvero tornare ad avere una casa disordinata e disorganizzata. Questo però non significa fare tutto in un giorno solo ma compiere questa operazione in un unico momento, ovvero in un unico arco di tempo. Lei calcola che ci vogliono circa sei mesi non solo perché non è affatto semplice ed è un momento che rivoluzionerà per sempre la vita di una persona, ma perché ci sono determinati oggetti che finiscono in una zona grigia per cui c’è bisogno di tempo per capire se ci rendono felici o se possiamo lasciarli andare. D’altra parte, aggiungerei, gli impegni personali non si possono mollare (a meno che non si è in ferie o in un periodo di vacanza), quindi bisogna essere anche un attimo oggettivi e concreti.
  • Consiglia di buttare quanto più possibile, che non significa buttare via tutto. La chiave di lettura di questo consiglio è “selezionare solo ciò che ci regala un’emozione”, che ci permette di creare un’atmosfera piacevole e confortevole attorno a noi. Ed è più che giusto visto che la nostra casa o la nostra stanza deve essere il luogo su tutti che ci permetta di vivere in armonia e in serenità con noi stessi, e questo è possibile circondandosi di oggetti che ci procurano felicità, perché legati a ricordi o sensazioni positive.
  • Nell’operazione di riordino, si deve seguire un ordine preciso: vestiti - libri - carte - komono (oggetti misti) - ricordi. Non è un ordine casuale perché si parte dalla categoria che è più facile riordinare e selezionare, come i vestiti, per arrivare a quella più difficile, i ricordi. Seguendo questo ordine, si arriva alla categoria dei ricordi, verso i quali si è molto legati da un punto di vista affettivo, con una mentalità più chiara e consapevole e sarà più semplice capire quali tenere e quali ormai hanno svolto il loro scopo. Sono completamente d’accordo perché è un’operazione che ho sempre compiuto anche io, l’unica cosa è che per me i libri arrivano alla fine perché sono la categoria più difficile da riordinare!
  • La Kondo consiglia di riordinare casa in base a queste categorie e non in base alle stanze, semplicemente perché è più semplice raccogliere tutte le cose di quella categoria e analizzarle tutte insieme, e di mettere tutti gli oggetti di una stessa categoria nello stesso posto. Tralasciando il fatto che vivo con la mia famiglia e che quindi posso limitarmi al riordino solo nella mia stanza e per le cose che mi appartengono, l’idea di procedere per categorie e non per stanza mi appare confusionaria. Ma non ho avuto modo di provare, quindi rimane solo un’impressione personale. Appoggio invece in pieno il fatto di mettere oggetti della stessa categoria insieme (ad esempio, tutti gli oggetti di cartoleria insieme) perché così ci si rende subito conto di quello che si ha e in quale quantità ed è più facile ritrovarli.
  • Tirare fuori e radunare tutte le cose di una stessa categoria insieme permette di capire effettivamente quante cose si hanno di quella determinata categoria. Probabilmente vi verrà un colpo rendervi conto di quante cose simili/uguali si hanno, ma lo scopo è proprio questo, darvi uno scossone. Tirare fuori per capire, selezionare e poi rimettere in ordine è un’altra di quelle cose che di solito ho sempre messo in pratica.
  • È assolutamente vietato mandare le vostre cose a casa dei vostri genitori o donarle ai vostri famigliari o amici perché non è un modo di disfarsene, anzi le avrete sempre con voi in un modo o nell’altro e poi porterete l’ “accumulo” in casa di altre persone. Io mi permetterei di aggiungere di considerare bene l’oggetto del quale volete disfarvi: se può essere utile, allora donate a amici o famigliari e anche ad associazioni, farete del bene ad altri facendo contemporaneamente del bene a voi stessi. Potete considerare anche di rivenderlo, non tanto per ricavarne un profitto ma giusto quel poco che si può averne in cambio e per liberarvene.
  • Non si può imporre il riordino ad altre persone o ordinare arbitrariamente le cose degli altri, bisogna rispettare la volontà e la proprietà altrui. Questo è un punto che mi mette estremamente in difficoltà. Vorrei riordinare e riorganizzare tutta casa, ma vivendo con la mia famiglia non posso farlo (argh!). Però Marie Kondo instilla un po’ di positività dicendo che è possibile influenzare le altre persone e portarle al riordino vedendo gli effetti positivi che questa attività ha avuto su di noi. (Non sta succedendo.)
  • Il riordino è un’operazione da compiere in totale silenzio perché si sta intraprendendo un percorso che porterà a un cambiamento definito per la nostra vita. La musica o la televisione in sottofondo distraggono, e non distraggono solo perché si smette di riordinare per seguire quella canzone o quel programma: distraggono dal permetterci di entrare in contatto con noi stessi. Marie Kondo ricollega il silenzio alla meditazione buddista. E io sono completamente d’accordo perché il silenzio, quando riordino, mi permette di concentrarmi su me stessa e i miei pensieri, e penso veramente tanto su qualsiasi cosa anche in relazione all’oggetto che ho in mano.
  • Quando la casa è in ordine e alleggerita, anche l’aria sembra più leggera, fresca e pulita. Vero, verissimo! Soprattutto quando si toglie la polvere nei punti più alti, ahah. Però è vero: quando i cassetti, gli armadi, le dispense e i ripostigli sono tutti belli in ordine e organizzati, si percepisce dietro le ante chiuse.
Da come avrete ormai capito da tutto quello che ho scritto perché l'ho ripetuto innumerevoli volte, il metodo di Marie Kondo è un metodo il cui fine ultimo è quello di portare felicità, serenità e benessere nelle vita delle persone attraverso il circondarsi delle cose che si amano e che portano vibrazioni positive nella propria vita, che aiuta a far riprendere il contatto con se stessi e quindi a rendere più consapevoli dei propri bisogni, dei propri desideri, delle proprie aspirazioni e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Riordinare è un’attività fisica e come tale stanca. È un po’ come quando si va in palestra e si arriva ad un certo punto del proprio percorso in cui, guardandocisi indietro, ci si sente sì stanchi, ma anche soddisfatti e con una più chiara percezione di se stessi.
Non so se alla fine dei conti è un metodo utile che effettivamente porta ad ottenere tutto quello che promette (tra cui mettere in ordine una volta e per sempre!), anche se le testimonianze dei clienti di Marie Kondo sono positive. Come ogni cosa è giusto provarci se provoca un minimo di interesse, soprattutto se siete “appassionati” di riordino. Da parte mia posso dire che condivido la filosofia che c’è alla base e che alcuni consigli pratici per mettere in ordine sono davvero ottimi.

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Spero che questo post sia stato interessante da leggere e che vi abbia incuriosito sul magico potere del riordino, ahah. c: Fatemi sapere nei commenti se avete letto questi manuali, se condividete la filosofia che c’è alla base oppure no, e se avete provato a seguire il metodo e con quali risultati.
Il mese prossimo mi concentrerò nello specifico su come ho riordinato i libri, che è l’argomento che ci interessa trattare su un blog di libri. Spero di ritrovarvi! A presto.

4 commenti:

  1. ciao Veronica! come sempre, i tuoi post sono davvero interessanti! non ho letto nulla di Marie Kondo, ma qualcosa dello stesso genere sì.... non ho tratto nessun beneficio, però :( vuoi per pigrizia, vuoi per poco tempo, vuoi per millemila motivi.. ;)
    chissà in futuro....
    <3

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    1. Ciao e grazie, sei sempre gentile! c:
      Ecco, la pigrizia è un tratto che abbiamo in comune e devo dire che non collima bene con la mania da ordine ahah ma ognuno è fatto a modo suo. c:

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  2. Il magico potere del riordino vorrei leggerlo da un po' di tempo. Non avevo idea fosse collegato con 96 lezioni di felicità, pensavo fosse tutt'altra cosa. Comunque questi manuali mi piacciono parecchio, spero ti farci un pensierino presto perché mi servirebbe proprio una guida per dare ordine alla mia stanza (e alla mia vita xD)!

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    1. Io non sapevo nemmeno dell'esistenza di "96 lezioni di felicità", l'ho scoperto per caso leggendo la biografia dell'autrice. c:
      Mah, per me sono interessanti anche solo come lettura per approcciarsi a una mentalità diversa, però la passione (maniaca) della Kondo si avverte tutta e forse potrà esserti di aiuto per prendere l'iniziativa. XD

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